Martedì i No Tav in presidio sotto il Municipio di Susa contro Plano

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SUSA – L’annuncio era nell’aria da giorni, il “popolo” No Tav tra Twitter e Facebook non ha risparmiato critiche all’amministrazione di Sandro Plano dopo la richiesta e accettazione delle compensazioni ricevute di fatto martedì sera in Consiglio Comunale. Certo non aveva sorpreso la posizione dell’assessore Denis Fontana e del consigliere Cinzia De Faveri che si sono astenuti sulla delibera; qualcuno in sala aveva bisbigliato: “Meglio le dimissioni, così non va“.

Il primo cittadino poi, con sano realismo da amministratore, pur denunciando la sua posizione contro il treno ad alta velocità, ha cercato una posizione di difesa. Insomma i soldi sono soldi e gli interventi in città comunque arrivino sono buona cosa. Parole che non sono piaciute agli ultras del No Tav e al Movimento 5 Stelle che conta. E’ bastato un twit del consigliere regionale Francesca Frediani per chiarire la posizione dei grillini: “Non esiste compensazione possibile“.

Adesso la contestazione arriva alle porte di Palazzo Buttis, martedì pomeriggio, quando normalmente si svolge la Giunta Comunale, sarà organizzato una grande presidio No Tav in Via Palazzo di Città. Il tam tam del movimento si è messo in moto e sulle pagine Facebook dei Comitati di valle, e non solo, c’è un invito caloroso: “Il Comitato No TAV di Susa ha deciso di organizzare un presidio di protesta sotto il Comune di Susa martedì 6 dicembre a partire dalle ore 17. Con questa iniziativa si intende ribadire la contrarietà del Movimento No TAV e di tanti cittadini all’approvazione della delibera comunale con la quale il Comune di Susa ha accettato le compensazioni TAV. Siete tutti invitati a partecipare con le bandire e a darne massima diffusione“.

Rimarrà da vedere se l’assessore Denis Fontana rimarrà al primo piano in giunta, quella che ha dato il via alle compensazioni, o scenderà in strada di fatto abbandonando l’amministrazione. E Plano? La sua posizione adesso è davvero difficile; ma chi meglio lui conosce l’arte della politica. Che una lista composta da tante anime avrebbe avuto difficoltà l’hanno denunciato in tanti. Si arriverà fino alle dimissioni richieste dalla minoranza per voce di Gemma Amprino e Giuliano Pellissero?