Maurizio Beria: “Sauze di Cesana non è affatto piccola!!!” Il primo cittadino racconta il paese e i suoi abitanti

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SAUZE DI CESANA. Maurizio Beria d’Argentina, classe 1956, ha una laurea di Giurisprudenza e si occupa del settore agroalimentare. Mi è simpatico per l’affabilità, il gusto e lo stile. Il fatto che abbia svolto il servizio militare come ufficiale negli alpini mi mette sugli  attenti, sapere che è sopravvissuto a tre figlie mi da una certa sicurezza per il futuro, il mio. Cominciamo dal paese che amministra e il suo territorio.

Mi parli del suo rapporto con la montagna.
Frequento la montagna da turista dalla età di 5 anni. Il mio papà, grande appassionato, mi ha fatto fare i primi passi con gli sci a Claviere. All’epoca ci si muovava la domenica con una Simca Ariane, una delle poche autovetture che potessero trasportare 6 persone, con sci sul tetto, zaini e panini in direzione dell’Alta Val Susa o Val Chisone. Più avanti ho frequentato la “Casa Scuola” di Bardonecchia per un paio d’anni durante le vacanze di Natale. Avevo circa 12 anni quando i miei acquistarono un appartamento a Bardonecchia dove ho trascorso tutti i WE e le vacanze invernali sino ai 15 anni. Da lì in poi e sino ai 28 anni le mie domeniche invernali sono state dedicate al football “giocato”, grande impegno, risultati modesti. Contemporaneamente nel periodo estivo ho iniziato con escursioni ed arrampicate fino all’ultima il 28 giugno 1978 in cui ho sfiorato la tragedia ha chiuso la mia “carriera” alpinistica. Il matrimonio con una sestrierina “doc” ha aperto la seconda fase del mio rapporto con la montagna nella quale insieme alle nostre tre figlie abbiamo passato ogni minuto di tempo libero sia in estaste che in inverno. Le ragazze, oggi tutte e tre maestre di sci, hanno a lungo gareggiato con buoni risultati per lo Sci Club Sestriere. La terza, Sofia, ha frequentato il Liceo Des Ambrois di Oulx per meglio conciliare sci e studio. Nel 2009 ci siamo trasferiti a Garngesises in una delle Baite del Vecchio Borgo, iniziando così un “rapporto” con Sauze di Cesana che mi ha portato nel 2014 alla candidatura di Sindaco. A conferma del mio amore sviscerato per la montagna in tutte le sue “declinazioni” segnalo che ho prestato servizio quale Comandante di Plotone nella 36ª Compagnia del Battaglione Susa trascorrendo gran parte dei 10 mesi al reparto tra Bousson e le Valli limitrofe.

Lei che è un esperto mi sa dire cosa si coltivava nei declivi a quell’altezza?
Non sono un esperto particolare ma leggendo la “Storia dell’Alta val Susa” del Teologo Peracca emerge, sin dalle prime notizie sulla economia della valle, una spiccata predisposizione per la coltivazione dell’avena e delle patate. Fieno e pascoli hanno poi, da sempre, consentito allevamento e pastorizia e produzione di latte e derivati.

Da quando frequenta Sauze di Cesana?
La mia prima escursione in Valle Argentera risale al 1976. All’epoca mia sorella Maria preparava la sua tesi di Agraria sul “pascolo alpino” ospite della famiglia Berton alla Brusà del Plan. Diciamo che il mitico Silvio, conosciuto qui da noi come il “povero pastore”, aveva già avuto modo di conoscere il futuro primo cittadino!

Quanti sono gli abitanti, e i turisti?
Nel “Gran Sauze” a metà ‘800 vivevani circa 1500 persone. Oggia abbiamo 250 residenti sparsi tra il capoluogo e le frazioni di Rollieres, Bessen Haut, Bessen Bas e Grangesises. Di questi occho e croce, residenti eredi di famiglie “native” saranno si e no un centinaio. Complessivamente ci sono circa un migliaio di seconde case.

Mi descriva il sauzino .
Difficile generalizzare…. intelligenza superiore alla media nazionale, cordialità, specie con i forestieri, al di sotto. Mi piacerebbe considerare quale depositario dei “geni sauzini” Don Paolo Molteni da anni nostro Parroco per la sua cultura, dedizione alla causa, e capacità di sintesi. Testimone e Custode dei “valori sauzini” anche attraverso il restauro della chiesa di San Restituto, meravigliso simbolo del nostro paese.

Che prospettive potrà avere un piccolo comune come quello che amministra?
Definire “piccolo” un Comune di 80 chilometri quadri mi sembra “improprio”. Ciò premesso ritengo che il territorio abbia buone prospettive di crescita: abbiamo risorse paesistiche, culturali e agrosilvopastorali da valorizzare, con ampi margini di crescita, in un intelligente ed innovativo progetto di sviluppo turistico estivo ed invernale che cerchiamo di portare avanti.
Sotto il profilo più strettamente “amministrativo” l’Unione Montana, completato il fisiologico periodo di rodaggio, garantirà migliori competenze e servizi per i cittadini.

Parliamo di lei, la prima volta che ha votato dome ha messo la croce, e l’ultima?
Da sempre mi sono ispirato al pensiero liberale.

Ringrazio il sindaco per l’intervista e per avermi ricordato che non sempre un comune è piccolo in relazione al numero degli abitanti; ad esempio Susa ha un territorio di appena 11 chilometri quadri contro gli 80 di Sauze di Cesana.