Mauro Marinari, da “oppositore” a primo cittadino “Continuo a sentirmi cittadino tra i cittadini con la responsabilità del buon padre di famiglia”

RIVALTA – Classe 1956, rivaltese di “adozione”, laureato in Scienze Politiche, sindaco con deleghe a Bilancio, Economato, Personale, Servizi demografici, Commercio, Artigianato e Polizia urbana, Mauro Marinari  concluderà il suo primo mandato nel 2017. Ha simpaticamente accettato di rispondere alle mie domande nonostante il periodo ricco di appuntamenti istituzionali non gli abbia certo lasciato molto tempo libero.

Dall’opposizione all’amministrazione: cosa è mutato nel suo rapporto con Rivalta?

È mutato il ruolo più che il rapporto. Continuo a sentirmi cittadino tra i cittadini con la responsabilità del buon padre di famiglia. Non si tratta, come succede quando si è in opposizione, di segnalare problemi e criticità, di proporre progetti nella speranza che la maggioranza li realizzi, di fare un serio controllo sulle politiche di mandato. Essere Sindaco significa affrontare i problemi per dare risposte e soluzioni, realizzare, giorno dopo giorno, il programma di mandato, affrontare le eredità lasciate dalle passate Amministrazioni Comunali, organizzare al meglio la macchina comunale (in costante riduzione di risorse umane), far quadrare i conti. Fare il Sindaco significa prendersi, con coraggio e determinazione, il gravoso impegno di disegnare la Rivalta che vogliamo e di comprendere le scelte necessarie per realizzarlo.

Esiste un rivaltese “tipo” che lei incontra nelle sue attività di Sindaco?

Non credo che esista un rivaltese “tipo”. I cittadini che incontro hanno caratteristiche, sensibilità, problematiche molto variegate. L’emergenza sociale, occupazionale ed abitativa porta in Comune molte persone indebolite fortemente dalla crisi economica. Il Sindaco è il politico più vicino per coloro che cercano risposte alla propria difficile condizione di vita. Un’altra tipologia è rappresentata da molte donne e uomini di buona volontà che praticano la cittadinanza attiva e si impegnano per la comunità nel volontariato e nell’associazionismo. Poi ci sono i “vecchi rivaltesi” che mantengono in vita luoghi e tradizioni locali affinché le radici storiche non si perdano. Ancora ci sono coloro che vivono nelle frazioni, che spesso fanno fatica a riconoscersi come appartenenti alla comunità rivaltese e vivono da lontano le vicende del capoluogo. A questo proposito negli ultimi anni si sono fatti passi avanti per sconfiggere quella sensazione di “cittadini di serie B”. Gli importanti interventi strutturali, soprattutto a Tetti Francesi e a Pasta, hanno migliorato notevolmente la vivibilità e dimostrato l’attenzione dell’Amministrazione Comunale nei confronti degli abitanti delle frazioni.

Quali sono le tre più importanti realizzazioni della sua amministrazione e quale il sogno nel cassetto?

E’ difficile fare una classifica. A caldo direi la riapertura del Castello che questa Amministrazione comunale ha fatto seguendo gli impegnativi lavori di restauro, dando così continuità all’impegno della precedente Amministrazione che aveva acquistato il Castello ed era riuscita, grazie alla Regione Piemonte, ad avere dalla Unione Europea i 4 milioni di euro necessari ai lavori. Altro progetto andato a buon fine è sicuramente l’adozione della variante strutturale al Piano Regolatore Generale che ha permesso di diminuire di quasi 300.000 metri quadri le aree edificabili e farle ritornare all’uso agricolo, mantenendo così il nostro impegno di ridurre il consumo di suolo per difendere e tutelare il nostro territorio. Un altro buon risultato è stata la possibilità di impegnare oltre 2 milioni di euro per il risparmio e l’efficientamento energetico, partendo dagli interventi sugli edifici pubblici, in particolare i pressi scolastici. Nuovi impianti termici, nuovi serramenti, installazione pannelli fotovoltaici , rifacimento coperture, termo valvole, tutti lavori ci hanno permesso in 3 anni di ridurre di oltre 360.000 metri cubi il consumo di metano, di evitare l’emissione in atmosfera di 820 tonnellate di CO2 e un risparmio di quasi 300.000 euro. Inoltre si sono realizzati nuovi impianti di illuminazione pubblica, si sono sostituite molte delle vecchie lampade a vapori di mercurio con lampade a LED per un totale di 550 punti luce su una dotazione totale di 3.100 pali, con una conseguente riduzione di circa 50% di consumo di elettricità per gli impianti rinnovati. Di sogni nel cassetto ne ho davvero tanti… Uno si sta realizzando: finalmente anche Rivalta avrà un auditorium/teatro di 250 posti dove poter programmare rassegne cinematografiche, musicali e teatrali in particolare nei mesi invernali. Un ambizioso sogno, che spero si possa realizzare nel prossimo futuro, è quello di dotare il nostro paese di un palazzetto dello sport per dare risposta alle centinaia di bambini, ragazzi, giovani che fanno sport a Rivalta e che a volte devono emigrare su cittadine vicine per trovare impianti adeguati alle loro discipline sportive. E più che un sogno, direi una vera utopia, è la possibilità di dare sostegno, aiuto, speranza, futuro ai tanti cittadini provati e privati da condizioni di vita davvero difficili, che fanno fatica ad arrivare alla terza settimana, con gravi problemi economici; persone che con dignità chiedono legittimamente di avere garantiti i diritti costituzionali: casa, lavoro, salute.

Fra tagli e impossibilità di investimenti cosa spinge un Sindaco a impegnarsi ancora per i cittadini?

Fare il Sindaco, fuori di retorica, vuol dire voler bene al proprio paese, alla propria comunità. L’atteggiamento di disponibilità, di servizio per far funzionare i servizi collettivi e migliorare la qualità della vita è alla base della scelta di dedicare alcuni anni della propria esistenza all’amministrazione della “res-pubblica” (cosa pubblica). Certo che la vita privata ne risente, gli spazi per gli affetti personali, per coltivare interessi e hobby “evaporano”, ma la convinzione di dare il proprio importante contributo alla propria città in un ruolo determinante è il motivo principale per continuare a credere che tutto questo non sia vano, che valga la pena di affrontare fatiche e responsabilità senza rimpianti e recriminazioni. Certo che sono arrivato a fare il Sindaco in un momento difficile dove le risorse umane e finanziarie sono ai minimi storici , ma la possibilità di sentirsi a posto con la propria coscienza nella convinzione di dare il meglio di se stesso è la condizione necessaria per continuare con determinazione e tenacia in questa difficile, faticosa, ma anche a volte esaltante, avventura amministrativa.