Rivalta, Mauro Marinari chiede il voto per la sua riconferma "Per continuare a migliorare la nostra città"

Mauro MarinariMauro Marinari

RIVALTA – Oggi e domani, poi domenica si andrà la voto dopo una campagna elettorale lunghissima. Partiti in quattro si è arrivati adesso a due, per un ballottaggio che decreterà il vincitore. Il sindaco uscente chiede il consenso per un altro quinquennio e terminare così i prgetti avviati e dare continuità all’azione amministrativa. L’ultima intervista è qualla più “accesa”, lasciato il fioretto si può passare ai grossi calibri. Eccoci con Mauro Marinari.

Il 25 giugno ci sarà il ballottaggio con De Ruggiero, teme il suo sfidante?

De Ruggiero è il passato che ritorna. E’ stato designato da quattro persone che lo hanno scelto, altroché primarie, investitura popolare. Da 10 anni abita sulla collina di Torino e tutto quello che afferma deriva da suggerimenti esterni. Non ha il polso della realtà rivaltese e non conosce le dinamiche, le problematiche, le priorità di questo territorio. Quando afferma che io ho “lavorato poco e male”, che sono “rintanato nel mio ufficio e non tra la gente”, non sa di cosa sta parlando. Quando è stato assessore all’ambiente in Regione con la Bresso ha dato l’ok all’inceneritore, ha avvallato la realizzazione del TAV, non ha spostato la Servizi Industriale (fabbrica smaltimento rifiuti pericolosi) che continua a produrre inquinamento odorigeno, su cui solo recentemente la Regione è intervenuta con una legge ad hoc. Ha perseguito nel suo secondo mandato (1997-2002) la politica della cementificazione (che, tra l’altro, ha devastato la collina di San Vittore) a colpi di varianti al Piano regolatore, ha riempito il gerbolano e Pasta di centri commerciali che hanno messo in crisi i piccoli negozi. Ora a tre mesi dall’elezioni ritorna a Rivalta dove il PD i n questi anni, a parte la solita festa dell’Unità, non ha avviato nessuna azione politica sul territorio, proponendo il cambiamento. Certo il cambiamento predicato da De Ruggiero significa un salto nel passato, tornare ai vecchi metodi, restaurare un sistema che è stato messo in crisi da 5 anni di nostra amministrazione a difesa, tutela e cura del territorio con la riclassificazione di 300 mila metri quadri di aree edificabili tornate agricole, con l’esperienza del volontariato civico con oltre 100 cittadini partecipanti; con 4 edizioni del bilancio partecipativo che ha coinvolto 260 persone e progettato più di 50 interventi; con più di 2 milioni di euro e per interventi di efficientamento energetico negli edifici pubblici e scuole con un risparmio di 330 mila Euro e una riduzione di 800 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno“.

Quali sono le ragioni per cui chiede il voto agli elettori?

Chiedo a tutti i rivaltesi che credono nel nostro progetto per continuare a migliorare la nostra città, di darci una mano, parlando con i vicini e i conoscenti per non “far ritornare indietro l’orologio della storia”, per evitare che il passato ritorni, con le sue tonnellate di cemento, con gli acquisti inutili e onerosi (Rifoglietto e Casermette), con la spartizione tra partiti dei posti di potere, con le solite crisi di maggioranza, con le scelte che arrivano dalle segreterie provinciali, regionali e nazionali sulla testa dei cittadini, con gli scandali tipo ARRI a cui non sono stati fatti pagare affitti per oltre 60 mila Euro, con coperture e pareti deteriorate di edifici lasciate per 11 anni a far volare le fibre di amianto (casermette, spogliatoio campo calcio Sangone), con strutture senza certificati statici (bocciofila di Gerbole), certificazione prevenzione incendi (ex Bocciodromo, bocciofila di Gerbole), con un’amministrazione che a inizio 2000 ha dato l’ok per la realizzazione dell’inceneritore e ora è pronta a rientrare nell’Osservatorio e dare, nei fatti, l’ok per la costruzione del TAV che devasterà il nostro territorio, con 15 cause legali (verificate nel 2012) che sono costato alle casse comunali (perciò ai cittadini) centinaia e centinaia di migliaia di euro, con numerose strade private acquisite al patrimonio pubblico nonostante non ci fossero le condizione di legge per farlo, con tanti soldi pagati (oneri di urbanizzazione) da chi ha costruite delle case affinché il Comune realizzasse giardini pubblici (Via Nenni, Iotti, Rivoli ad esempio), incassando senza realizzarli. Chiediamo agli elettori che il 25 giugno vedano a votare per una Rivalta che non vuole e non deve ritornare indietro“.