Maximilian Scarlato Artista del riciclo

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BORGONE –  C’è chi la chiama immondizia e chi arte. Ma cos’è l’arte?  La materia pregiata o il modo di vedere e rappresentare i sentimenti? A queste domande che fin dal periodo espressionista interessano i cultori del bello c’è un valsusino che ha dato la sua risposta. Si chiama Max Scarlato un portento d’idee e una giusta dose di realismo per poterle realizzare. Ha cominciato con studi artistici, poi il lavoro l’ha portato alla precisione ed ora è nel mondo del riciclo del legno. Così asse dopo asse, chiodo dopo chiodo, ha maturato l’idea che non tutto ciò che l’uomo rifiuta deve essere obbligatoriamente brutto o un rifiuto. “Ho trovato la forza di pensare ad un uso diverso degli oggetti che mi circondano” – dice Max – “mi sono interrogato sulla loro funzione e sulla possibilità che essi possano avere una seconda anima e vita”. Così Max ha preso un bancale e voilà ecco una poltrona, poi un tavolo e una fioriera, poi molto altro. La sua volontà si è ritrovata con quella di un gruppo di appassionati ed è nato un movimento di appassionati dell’arte della ricostruzione della materia e del suo uso. Un mondo tutto da scoprire e ammirare nelle infinite possibilità dell’arte che non è solo risparmiare e attendere, ma avere coraggio delle scelte e sopratutto del riuso. Il lavoro di Scarlato è opera d’arte perché volontà e ricerca di un nuovo immaginare. “Non mi fermo alle prime scoperte voglio capire anche i gusti e pormi in modo positivo nel mio lavoro, in pace con gli altri e con me stesso, credo che la vita vada spesa anche per cercare il bello e la soddisfazione di gustare gli oggetti e i nostri ambienti”. E possibile incontrare Max su Facebook o nel suo grane laboratorio; non è tempo perso semmai… riutilizzato.