Meglio scavare la Torino-Lione da Chiomonte: questa la scelta effettuata dagli esperti di ordine pubblico Sul tavolo del CIPE il parere della Commissione composta da docenti universitari e della Questura che boccia l'ipotesi di cantiere a Susa

Uno scorcio del Cantiere TELT alla Maddalena di Chiomonte (Foto Marco CicchellI)Uno scorcio del Cantiere TELT alla Maddalena di Chiomonte (Foto Marco CicchellI)

TORINO – E’ stato uno degli ultimi atti compiuti dal Prefetto Paola Basilone, prima del suo passaggio da Torino a Roma. E’ il visto sulla trasmissione del dossier redatto dalla commissione di studio composta da 17 docenti e dai tecnici della Questura di Torino. E’ la risposta al quesito posto dal Cipe nel settembre scorso relativamente alla sicurezza dell’area nazionale del cantiere della Nuova Linea Torino Lione che se in Maurienne ha meno problemi di ordine pubblico di una partita di calcetto, in Val di Susa costringe a blindare l’area di cantiere di Chiomonte che è sito strategico di interesse nazionale. Nella settimana dell’apertura del Gottardo un masso sulla testa di ancora a Susa sperava in una trasformazione urbanistica ed economica in positivo legata alla trasformazione del territorio con la cosiddetta TAV. Basti pensare all’oltre mezzo milione di visitatori avuti dal cantiere del Gottardo negli undici anni di scavo e completamento del secondo tunnel di base svizzero.

Diciamo pure che gli addetti ai lavori questa notizia la conoscono da parecchio tempo, intanto perché nulla faceva presagire il contrario e la cosa dal 20 maggio, giorno della trasmissione del faldone da parte del Prefetto Basilone,  era trapelata senza peraltro fare nessuno scalpore.

I vantaggi sul fronte dell’ordine pubblico – secondo la relazione inviata al Cipe – sono chiari: un solo sito di scavo e già controllato e soprattutto una sola area da mantenere inviolabile. E mlto più limitata nello spazio e difendibile. Cosa che a Susa sarebbe stata più difficile per l’ampiezza dell’intervento. E logicamente difendere il perimetro dai possibili tentativi di assalto e sfondamento da parte dei gruppi di azione e sabotaggio dei Notav, “indigeni” e non, prevederebbe l’impiego di un numero di personale delle FF.OO. almeno quadruplicato e operante in un contesto urbano delicato, ben diverso dai boschi della Val Clarea.

“Sono estremamente favorevole alla realizzazione del tunnel di base a partire dal cantiere di Chiomonte” –ci dice  Paolo Foietta, Commissario Governativo per la Torino-Lione che valuta positivamente la scelta di scavare le due canne del tunnel di base per il kilometraggio italiano  dal cantiere della Maddalena – “ma ancora non siamo a bocce ferme e quindi i punteggi si valutano alla fine. Il dossier di certo fa una valutazione di meri costi e benefici in termini di ordine pubblico. Ma a oggi ci sono altre valutazioni da fare su Chiomonte e che verranno completate entro l’anno in corso. E’ la soluzione decisamente migliore per la sicurezza.

E a mio parere offre anche vantaggi ambientali. A partire dal fatto che non sarà necessario realizzare il pozzo di ventilazione previsto in Val Clarea in quanto il doppio tunnel da Chiomonte fungerebbe anche da pozzo di ventilazion evitando interventi in quel settore del versante.  Inoltre consentirebbe di stoccare direttamente all’interno della montagna materiali di risulta classificati non inerti, come eventuali presenze di rocce amiantifere, così come si è fatto a Cesana nella galleria ANAS sulla Statale 24 del Monginevro.  Dal punto vista tecnico ed economico le altre valutazioni di fattibilità sono ancora tutte da fare e valutare. Di sicuro prima che vengano avviate le gare di appalto per la progettazione previste per il 2017.”

Va detto che queste indicazioni dovranno essere verificate sulla base di un progetto tecnico, e verificate dagli Enti competenti, a partire dai Ministeri, e dagli Enti Locali che parteciperanno alla conferenza dei servizi sulla base delle valutazioni tecniche del caso.

“Se avremo il nulla osta dal Ministero dell’Interno secondo la soluzione più garantista dal punto di vista della sicurezza – osserva da parte sua Mario Virano direttore generale di Telt la società binazionale responsabile della realizzazione della infrastruttura – predisporremo un progetto di cantierizzazione, che non modificherà in nulla i tempi previsti per l’opera. Si sta procedendo – nella indizione delle gare per la selezione delle società di ingegneria che ci aiuteranno a predisporre i  capitolati e bandi di gara che saranno resi pubblici nel 2017, per cominciare i lavori del tunnel nel 2018, come da programma. Entro il 31 dicembre 2016 dovrà essere completata la ratifica parlamentare dell’accordo intergovernativo del 2015. Per cui il prossimo anno avremo tutto il tempo di espletare gli eventuali aggiornamenti. Dopo l’entrata in funzione del Gottardo, secondo tunnel di base dopo il Lötschberg, procedono i lavori sugli altri tunnel alpini: Brennero, Ceneri, Semmering e Koralm. E anche per la Torino-Lione i lavori comunque proseguono nei cantieri di Chiomonte e di Saint-Martin-La-Porte e a luglio, per la prima volta, due frese scaveranno in contemporanea in Italia e Francia. Rispetteremo il nostro cronoprogramma.”