“Meno tasse per la Montagna” Uncem lancia online la proposta per defiscalizzare le imprese dei piccoli Comuni alpini Obiettivo, raccogliere indicazioni e proposte in vista di una legge che preveda le"zone a fiscalità di vantaggio" per le Terre Alte

Moncenisio (Foto MC)Moncenisio (Foto MC)

TORINO  –  Con lo slogan “Meno Tasse per la Montagna” è on line da inizio settimana il questionario che l’UNCEM ha dedicato alla defiscalizzazione e alla sburocratizzazione delle imprese e degli esercizi commerciali delle aree montane. L’iniziata è realizzata sulla piattaforma Survio, è si può compilare in forma anonima. L’obiettivo è di  raccogliere indicazioni e proposte in vista di una iniziativa di Legge che preveda le“zone a fiscalità di vantaggio” per le Terre Alte.

La richiesta in questa direzione è venuta da oltre duecento Comuni delle unioni montane piemontesi che nei primi mesi del 2016 hanno sottoscritto un ordine del giorno, approvato in Giunta o in Consiglio, per la defiscalizzazione inserita in un quadro normativo nazionale e regionale adeguato alla montagna. “La riduzione della pressione fiscale per Uncem – afferma il suo vice presidente regionale Marco Bussonedeve accompagnarsi all’alleggerimento burocratico, all’eliminazione degli studi di settore, alla creazione di sgravi fiscali, al riconoscimento della specificità e della vocazione turistica con i picchi di presenze in alcuni mesi dell’anno. Diciotto domande, pochi minuti per compilare il questionario, con la possibilità di scrivere libere considerazioni. L’Uncem per questo ha avviato sul tema un dialogo con il Consiglio e la Giunta regionale del Piemonte, ma anche con Ires e Dipartimento di Management dell’Università di Torino. Ai dati e alle analisi scientifiche, si accompagna il fronte politico, richiamando l’articolo 44 della Costituzione con il suo chiarissimo secondo comma: “La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”. Così era stato nella legge 97/1994, oggi vigente. Gli articoli 16 e 17 prevedono incentivi fiscali ad aziende e negozi, valorizzazione dei prodotti tipici, incentivi alle pluriattività. Sono mancati i decreti attuativi e le leggi regionali di riferimento, così non è stata data concretezza alla norma nazionale.”

Anche il disegno di legge su piccoli Comuni e montagna, in discussione in Parlamento che ha come primo firmatario Enrico Borghi, Presidente nazionale Uncem, ripropone gli stessi temi: massimo sostegno da parte di centinaia di Amministratori comunali per avere finalmente un buon articolato che valorizzi montagna, aree interne, piccoli Comuni.

Con questa iniziativa il sindacato dei comuni di montagna si unisce al grido di allarme lanciato dai commercianti e dai gestori di strutture ricettive di molte valli alpine. Gli operatori chiedono infatti maggiore impegno alle istituzioni per arrivare subito a iniziative volte alla defiscalizzazione e all’alleggerimento burocratico, all’eliminazione dei famigerati studi  di settore, alla creazione di sgravi fiscali, al riconoscimento della specificità e della vocazione turistica con i picchi di presenze stagionali solo alcuni mesi dell’anno. Il Consiglio regionale del Piemonte, come di altre Regioni italiane ha recentemente aperto un percorso sulla base di ordini del giorno varati dall’Assemblea. Il tentativo è di abolire l’Irap e la valutazione con modelli urbani di  introiti che non riconoscono l’altalenante sistema di vendite e ricavi, collegati alle stagioni e al turismo.

“Nei paesi montani – continua Bussone – con meno di mille abitanti, il negozio sotto casa – come il bar o l’albergo che ha decenni di storia – è l’ancoraggio della comunità. Luogo di aggregazione, prima ancora che di acquisto. Punto dove comprare alimentari, frutta, verdura, prosciutto e formaggi, biscotti e succhi di frutta, poi sigarette e giornali. Punti dove matura la comunità. La legge che la Regione deve costruire può dunque incentivare i centri multifunzionali, negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi. Ce ne sono già alcuni. Alimentari che hanno anche il dispensario farmaceutico, edicole che sono anche cartolerie e ufficio postale. Ma bisogna fare di più, anche utilizzando i fondi UE disponibili, con Unioni e Gal protagonisti. Se è vero che nelle aree montane quando chiude una scuola chiude un Comune, quando chiude un negozio intere fasce di popolazione sono a rischio. Per questo, da una parte deve essere favorito l’e-commerce delle produzioni tipiche dei territori, anche partendo dai negozi esistenti, dall’altra vi devono essere supporti economici pubblici per la consegna dei prodotti agli anziani, anche grazie alla rete di volontariato.”

All’azione normativa, regionale e nazionale, si dovrebbe però affiancare un impegno culturale, da condividere con turisti e chi vive nelle comunità. Altrimenti anche questi scenderanno al suopermerccato aa valle più vicino per ogni acquisto, impoverendo il tessuto sociale delle Valli, anziché arricchirlo. Per questo Uncem è pronto anche a rilanciare lo slogan “Compra in valle, la Montagna vivrà”. Sensibilizzare la comunità sul tema della lotta alla desertificazione, passa anche da qui.

Il questionario è compilabile in pochi minuti a questo indirizzo:

http://www.survio.com/survey/d/Q6O7A3P1B5K9A9L9X