Il metano (e Iren) dà una mano a Chiomonte: Garbati di ImprenD’Oc e il Sindaco Ollivier hanno presentato i progetti in corso di sviluppo La serata di sabato sera a Santa Caterina dedicata soprattutto a progetti di energia sostenibile, ma si è parlato anche del Frais, di vigne e del cantiere "TAV" della Maddalena

Roberto Garbati e Silvano OllivierRoberto Garbati e Silvano Ollivier

CHIOMONTE – Venticinque anni dopo gli altri Comuni della Valsusa nella primavera del 2109 Chiomonte sarà allacciato alla rete del metano: a breve le gare di appalto con cui SCR, la committente regionale con fondi CIPE delle compensazione della Nuova Linea Torino-Lione consentirà di superare questo handicap strutturale del paese. Ma la affollata serata di sabato scorso a Santa Caterina con cui ImprenD’Oc e il Sindaco Silvano Ollivier hanno illustrato le sinergie fra associazione e amministrazione ha visto trattare diversi temi.

Argomento principale le “Proposte per uno sviluppo duraturo e sostenibile” su  energie rinnovabili e metanizzazione, parte integrante del nuovo progetto “Chiomonte 2025: azioni per lo sviluppo territoriale” finanziato nuovamente da Compagnia di San Paolo alla Associazione chiomontina ora guidata da Roberto Garbati. che ha curato sino ai dettagli la regia dell’incontro pubblico.

E non solo per i trascorsi ai vertici di Iren di Garbati, ma per gli storici e ultra centenari rapporti col territorio di Chiomonte, proprio Iren si sta rivelando un partner e un consulente per l’associazione e il Comune:  sul piatto un finanziamento, o meglio un contributo concesso da Iren al Comune, di 500.000 euro a disposizione per una serie di interventi quinquennali e progettualità già in corso e che avranno orizzonte 2020.

Sul piatto azioni già avviate, come la progressiva sostituzione dei punti luce della rete pubblica, già fatto al Frais con 57 nuove lampade, con passaggio a luci a Led, e conseguente risparmio netto in bolletta, allo studio dell’efficentamento energetico di tutti gli edifici comunali, anche con installazioni di pannelli fotovoltaici e/o di solare termico, lo studio per l’ampliamento del salto della centralina idroelettrica Orsiera-Grange Burin  – che segue in pratica l’acquedotto comunale, sponda destra Dora, lo studio per una centrale a cippato. Il tutto per ovviamente risparmiare risorse, oltre che migliorare la qualità energetica del territorio. Interventi chiariti dagli ingegneri di Iren, Roscio, Noce e Dugone

chiomonte santa caterina

Il Comune manterrà in futuro l’AEM comunale? Intanto si punta sulle rinnovabili e le centrali di Valle Dora Energia

“Ma in tema di centrali elettriche e gestione della rete elettrica – ha detto il sindaco Ollivier – stiamo valutando anche se sia ancora conveniente ed opportuno per il Comune mantenere l’Azienda Elettrica Municipale di Chiomonte o cederla ad un gestore privato. E ci sono intenzioni ed interessi da parte sia di Iren che di Enel Energia” .  

Ricordiamo che il Comune non ha una centrale, quella messa in funzione nel 1910 era di AEM Torino, ma che conseguentemente al fatto di avere un impianto di produzione nel suo territorio, da cui era semplice approvvigionarsi, il Comune di Chiomonte iniziò a distribuire direttamente l’energia elettrica oltre cinquantenni fa. Concessione per l’attività di distribuzione di energia elettrica, che a norma  dal D.Lgs. 79/99, dal maggio 2001 l’Azienda Elettrica Municipalizzata del Comune di Chiomonte ha ricevuto in rinnovo dal Ministero dell’Industria e che oggi ha circa 1900 utenze attive.

Esiste invece proprio su quella centrale e su quella di Susa, come hanno ricordato i tecnici di Iren intervenuti, la partecipazione del Comune nella nuova Società Valle Dora Energia (VDE),  costituita ufficialmente nel 2010 dai Comuni di Chiomonte, Exilles, Salbertrand e Susa (soci 51%) e da Iride Energia – oggi Iren Energia, (al 49%) che ha come obiettivo la riqualificazione e, successivamente, la gestione operativa degli impianti idroelettrici di Salbertrand-Chiomonte e Chiomonte-Susa, al fine di consentirne la riattivazione e la prosecuzione dell’esercizio per altri 30 anni con una produzione annua di circa 40 GWh all’anno. 

Per questi, è stato ricordato dall’ingegner Roscio di Iren, intervenuto per illustrare il progetto di illuminazione pubblica, settore nel quale è fra i massimimesperti nazionali, la società si farà carico degli investimenti necessari al “revamping” dei due impianti il cui ammontare è stimato nell’ordine di oltre 30 milioni di euro. “Ci piace anche ricordare che Valle Dora Energia è destinata a raccogliere il testimone nella gestione degli impianti idroelettrici della Valsusa da quella AEM Torino, che proprio in questa Valle ha avviato il suo primo impianti nel 1903. Una presenza che da oltre un secolo non solo non è mai venuta meno, con la realizzazione dell’impianto di Pont Ventoux-Susa, ma destinata a consolidarsi anche attraverso gli investimenti  sui nostri “storici” impianti, che avranno le conseguenti positive ricadute economiche a livello locale”.
L’impianto di Chiomonte,  è stato inaugurato nel 1910, mentre quello di Susa nel 1923.

La parte tecnica della serata si è poi sviluppata in una serie di relazioni successive  sui vari progetti entrando poi nei dettagli – anche troppo a nostro parere – sul tema metano, arrivando a parlare di come si devono realizzare allacci ed impianti domestici, per i quali tutto sommato i chiomontini hanno ancora un po’ di tempo davanti.

La metanizzazione di Chiomonte pronta per il 2019: finanziata quale opera compensativa della “TAV”, ovvero della Nuova Linea-Torino -Lione

A spiegare invece come si arriverà a concludere questa opera è stato  l’architetto Sergio Manto responsabile Infrastrutture di SCR,   Società di Committenza Regione  Piemonte S.p.A, che si fa carico di appaltare progettazione ed esecuzione lavori dell’opera inserita – su richiesta del Comune – nella prima tranche di compensazioni “TAV” – circa 5 milioni di euro destinati al Comune di Chiomonte.

“Noi pensiamo che per la primavera del 2019 la rete possa essere allacciata e posata. Una parte della progettazione è già stata eseguita, quella sostanzialmente che porta il tubo in alta pressione da Gravere (nda dove Italgas lo ha posato nel 1996!) A breve appalteremo anche la progettazione della rete in media pressione, quella a cui poi attraverso i distributori-regolatori si allacceranno le utenze domestiche e quella che potrà poi collegare il Comune di Exilles.   Stiamo anche valutando, in considerazione del passaggio delle opere di rete elettrica del cavidotto internazionale di Terna e della predisposizione per il passaggio della fibra ottica. Cercheremo di ridurre al minimo i disagi e le interferenze dei lavori in particolare nel centro storico, e per questo già a settembre attiveremo un tavolo con tutti i soggetti interessati e il Comune per una miglior cantierizzazione e programmazione dei lavori. Che, se  tutto va come pensiamo potrebbero essere terminati, con un ribasso sui tempi dell’appaltatore, nella primavera 2019″.  

Sergio Manto di SCR Piemonte

Sergio Manto di SCR Piemonte

Impianti del Frais,  prosecuzione del “progetto vigne” e cantiere TELT

In apertura serata, il Sindaco Silvano Ollivier, nonostante qualche “rimbrotto” di Garbati, per lo sforamento dei tempi e l’anticipazione di alcuni temi , è andato a ruota libera sui progetti e i propositi della sua amministrazione, toccando un po’ tutti temi “caldi” o riscaldati, essendo alcuni ormai annosi e in attesa di una soluzione definitiva.  Sul Pian del Frais “la mia spina nel fianco” il sindaco in versione San Sebastiano trafitto dalle frecce, ha ricordato i punti essenziali di una vicenda ancora irrisolta. “A oggi quello che è importante è poter dire che la stazione non si ferma. Per un anno abbiamo rinnovato la gestione degli impianti comunali a Frais2010. Nel frattempo accogliendo segnalazioni e pareri di vari soggetti, dei maestri di sci, anche della minoranza, abbiamo concordato di rimodellare la proposta di nuovi impianti per cui abbiamo le garanzie di circa 3 milioni di euro del Tesoretto Olimpico. Prima si era pensato ad una nuova seggiovia in zona Scoiattolo – Intermedia. Siamo giunti alla conclusione che per le caratteristiche del Frais,  ottimo per l’avvicinamntro allo sci dei giovanissimi questa non è funzionale oltre che più onerosa nella gestione. Per cui con gli stessi fondi monteremo un nuovo baby, che otterremo a  costi irrisori da Sauze d’Oulx, in zona 4/Clot Bligot, come già era presente in passato, con relativo innevamento e realizzeremo un nuovo skilift Scoiattolo-Intermedia.   I progetti li paghiamo con le risorse di Iren, e poi SCR coi fondi della Fondazione XXI Marzo appalterà i lavori che pensiamo saranno finiti per la stagione 2018-19”. 

Resta aperta la questione con Dedalo srl, ovvero il suo responsabile Marco Cerutti, che intende riavviare il Pian Mezdì se la Motorizzazione lo consentirà e con la cui società c’è in ballo la causa per l’usocapione delle piste. “Staremo a vedere cosa accadrà. Sull’usocapione entro fine anno il giudice dovrebbe decidere. Nel caso la causa non andasse bene noi faremo comunque ricorso: Sugli impianti sappiamo bene che la soluzione ideale sarebbe una nuova linea e magari nuove piste alzando la quota neve sul Pian Mezdì. Per ora non ci sono né le risorse né le condizioni “ambientali” per proporlo. Paghiamo, tutti, forse, scelte errate del passato recente.”

Sempre con fondi Iren e con un bando regionale sarà asfaltato – finalmente – il piazzale di arrivo della seggiovia da Chiomonte, e si lavora con la Città Metropolitana sul progetto della strada Gravere-Deveys-Pian del Frais per sostituire quella attuale da Susa. “La soluzione tecnicamente è fattibile – ha detto Ollivier – i sopralluoghi sono stati fatti con i tecnici. Ma servono le risorse”. 

Per quanto riguarda la scadenza delle concessioni e dei contratti sulle vigne in sponda sinistra Dora, che scadono nel 2018, come sul futuro della cantina della Maddalena, oggi di proprietà dell’Unione Montana Alta Valle Susa, che ne paga il mutuo, Ollivier ha spiegato che ormai la questione è ben chiara: Stiamo lavorando con ImprenD’Oc, Unione Montana e Coldiretti per arrivare ad una soluzione, utilizzando tutti gli strumenti normativi e facendo incontri con i viticoltori e i proprietari. E se possibile rilanciare la produzione oltre che mantenere quella attuale.”

Alla fine ovviamente si è parlato della variante di cantiere, per cui Chiomonte sarà al centro dei lavori del tunnel di base e sulle osservazioni al progetto in sede di Conferenza dei servizi. Qualche polemico intervento del pubblico sulla “inerzia del Comune” e quello di Marcello Vindigni, già consigliere regionale del fu PCI, preoccupato per la “interruzione per quindici anni della Via Francigena su cui tutta la Valle punta come elemento turistico”. Ollivier ha risposto che la Questura non ha consentito l’organizzazione – richiesta dal Comune –  di un confronto pubblico sulla variante con i tecnici di TELT, e che comunque sulle osservazioni al “metro cubo” del progetto definitivo e del cantiere, il Comune sta lavorando soprattutto con ImprenD’Oc e con chiunque voglia far riferimento al Municipio e al Sindaco, ripetendo che sia il Comune che l’Unione hanno chiesto una proroga dei tempi per presentare le loro puntuali perplessità e osservazioni sui punti critici per il territorio. “Non so se ci verrà concessa la proroga, ma su questo siamo disposti a fare tutte le forzature possibili”. 

La vecchia linea del Pian Mezdì

La vecchia linea del Pian Mezdì e l’arrivo della Chiomonte – Frais