Virano: “Il cantiere di Chiomonte della nuova ferrovia Torino-Lione si è dimostrato esemplare sotto ogni profilo” La commissione VIA del Minambiente ha promosso il cvantiere e il lavoro sinora svolto: "Il cantiere non ha prodotto significative alterazioni né effetti irreversibili su nessuna delle componenti ambientali"

Il cantiere TELT di ChiomonteIl cantiere TELT di Chiomonte

TORINO – In una nota odierna Mario Virano, direttore generale di Telt, commentando le conclusioni del lavoro della commissione tecnica per la VIA (Valutazione di impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente afferma che “Il cantiere di Chiomonte della nuova ferrovia Torino-Lione “si è dimostrato esemplare sotto ogni profilo tanto che i suoi esiti tecnici, geognostici e ambientali per il Ministero costituiscono già una risposta a una parte delle prescrizioni che avevano accompagnato l’approvazione del progetto del tunnel di base, nel 2015”.  
“Sarà questo – aggiunge Virano – il modello di riferimento – aggiunge Virano – improntato ai più elevati standard di qualità, anche per i lavori del tunnel di base del Moncenisio”.

Le dichiarazioni di Virano giungono dopo che la Commissione tecnica per la Valutazione di Impatto Ambientale del Minambiente ha sostanzialmente promosso il tunnel esplorativo del cantiere già LTF della Maddalena di Chiomonte, specificando che “l’opera non solo ha consentito di confermare il quadro conoscitivo dell’ammasso roccioso d’Ambin, fondamentale per la realizzazione del tunnel di base del Moncenisio, ma in alcuni casi le condizioni reali sono risultate ancora migliori delle previsioni progettuali, soprattutto per gli aspetti geomeccanici e idrogeologici”  e che “le pressioni generate dal cantiere sull’ambiente non hanno prodotto significative alterazioni né effetti irreversibili su nessuna delle componenti ambientali”.

Il parere della Commissione di VIA e VAS – rafforza il bilancio positivo della galleria geognostica completata a febbraio 2017  – aggiungono da TELT  – “convalida la proposta di TELT di concludere lo scavo a 7.020 metri rispetto ai 7.592 inizialmente previsti dal progetto”. I tanti timori e le paure sollevate dai Notav, si rivelano quindi prive di fondamento scientifico.

Il quadro delle conoscenze sulle possibili interazioni tra l’opera e le diverse componenti ambientali, secondo il Ministero, può ritenersi “più che esaustivo e non ulteriormente implementabile, in termini qualitativi e quantitativi, con lo scavo dell’ulteriore tratto”. Inoltre possono ritenersi “testate, sia in termini ambientali sia in termini gestionali, tutte le possibili ricadute ed effetti sull’ambiente di riferimento”.

Particolarmente efficaci si sono rivelati, secondo l’analisi della Commissione, il Piano di monitoraggio ambientale, condiviso con gli organi di controllo e condotto secondo criteri di rigorosità e trasparenza, che ha dimostrato come “gli impatti riscontrati all’interno dell’area di cantiere e i puntuali superamenti delle soglie siano rimasti circoscritti all’area del cantiere stesso non determinando ricadute sull’ambiente circostante”. Alla qualità dell’ambiente per il Ministero – contribuisce anche “l’efficacia del sistema mitigativo che, con la sua corretta pianificazione e gestione, ha consentito di minimizzare le problematiche tipiche delle opere come quella in oggetto, soprattutto in termini di emissioni di polveri”.

Un anno fa la Commissione di VIA si era già espressa favorevolmente sul cunicolo esplorativo della Maddalena, ritenendo ottemperate le prescrizioni e raccomandazioni del CIPE e certificando così che l’opera ha tutte le carte in regola dal punto di vista ambientale, progettuale e amministrativo.

Per quanto riguarda il più volte paventato problema delle rocce verdi e della possibilità di dispersione in atmosfera di fibre di amianto e gli altri temi sul monitoraggio ambientale e gli eventuali effetti sulla salute determinati dal cantiere,  la questione è stata affrontata anche nell’incontro pubblico di ieri sera a Chiomonte dai tecnici di TELT.

In particolare l’ingegner Fabio Polazzo Direttore procedure, accordi e convenzioni Italia di TELT h aconfermato come  la VIS, Valutazione d’Impatto sulla Salute, affidata all’Università di Torino, costituisca un precedente forse a livello mondiale, sui un grande cantiere. “Sono stati effettuati oltre 40.000 rilievi di di dati ambientali  e continueremo costantemente nella prosecuzione del piano di monitoraggio ambientale con la raccolta dati su acque, aria, rumore, vibrazioni, polveri e radiazioni e il controllo pubblico da parte di ISPRA, ASL e ARPA. Dati che poi confluiscono nella VIS dati raccolti confluiscono nella  VIS”.  E non sono state rilevate in atmosfera fibre di amianto fuori dai dati standard. Praticamente zero. rispetto alla soglia strumentale.

Per quanto attiene la possibilità di incontrare rocce verdi, finora non trovate tuttavia – ha proseguito Polazzo – “le carte geologiche ci dicono che potremo incontrane una fascia di circa 3/400 metri. E’ possibile quindi, che ne troveremo. Non ne siamo certi.

In ogni caso le future lavorazioni – anche con la variante di cantiere – avverranno quasi esclusivamente in galleria. Questo permette in generale di ridurre l’impatto all’esterno del cantiere e di tutelare aree preziose come le vigne e la necropoli. E la Variante raggiunge l’obiettivo di non fare uscire rocce verdi dalla montagna, che se verranno trovate resteranno al suo interno e “tombate” nel cunicolo già scavato.  Inoltre èprevisto che venga riutilizzato fino al 60% dello smarino estratto,  mentre le aree interessate dallo stoccaggio temporaneo saranno soggette ad azioni di ripristino ambientale”.

 

Vista aerea del cantiere TELT di Chiomonte

Vista aerea del cantiere TELT di Chiomonte