Minori stranieri non accompagnati: il ConISA denuncia l’emergenza Un atto politico forte per segnalare le difficoltà e continuare a costruire una cultura dell'inclusione

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È un tema urgente e d’attualità quello affrontato nell’ultima riunione dell’assemblea del ConISA, il consorzio che gestisce gli interventi e i servizi socio-assistenziali di competenza dei 37 comuni della valle di Susa.
Nell’anno in corso la struttura del ConISA è stata fortemente coinvolta nella gestione di questa emergenza e al momento ha ancora in carico 16 minori stranieri, dei 44 presenti dall’inizio dell’anno. A fine ottobre l’assemblea consortile ha approvato un documento che denuncia l’insostenibilità della situazione attuale. Oltre alla “saturazione dei posti letto disponibili sul territorio, senza che alcuna risorsa per l’accoglienza sia stata messa a disposizione dal Ministero dell’Interno attraverso il sistema SPRAR, cui compete far fronte alla prima accoglienza” nel documento il ConISA mette in luce la “grave esposizione finanziaria del Consorzio, che anticipa 652 euro giornalieri per il pagamento delle strutture di accoglienza o di quote di affidamento familiare, senza che dalla Prefettura sia pervenuto alcun rimborso, nonostante ripetuti e fermi solleciti”.

A commentare l’azione intrapresa è il Presidente dell’assemblea consortile del ConISA Paolo De Marchis: “L’ordine del giorno approvato é un atto politico forte che testimonia innanzitutto l’attenzione al problema da parte di tutte le 37 amministrazioni. Essere consapevoli delle difficoltà presenti sul territorio non significa risolvere automaticamente i problemi. Nei giorni successivi la delibera abbiamo incontrato il prefetto vicario dott. Ricci che si farà promotore di portare avanti le nostre istanze. C’è bisogno di maggior condivisione da parte di tutti di una diffusa cultura dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’incontro, il bisogno primario nei nostri paesi e nella nostra valle è quello di continuare a costruire una cultura dell’inclusione“.
Il ConISA in questi mesi ha gestito in maniera capace questa delicata situazione di emergenza, che necessità però di essere affrontata con decisione ed organicità insieme agli Enti competenti.
Con questo documento l’assemblea consortile presieduta dai sindaci della valle di Susa chiede “che venga istituita una Unità di crisi, che veda sistematicamente coinvolte tutte le Istituzioni competenti (Prefetture, Questura, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Regione Piemonte, rappresentanza degli Enti locali maggiormente implicati nella problematica dell’accoglienza, in via d’urgenza, dei MSNA) che consenta di affrontare in modo congiunto, complementare e sinergico le relative problematiche e che possa rappresentare un punto di riferimento e di consulenza di cui avvalersi per la risoluzione di questioni complesse (es. ricongiungimenti familiari) o per l’intermediazione dei rapporti con istituzioni esterne (Ambasciate, Consolati, Ministero, ecc.)”.
Si domanda inoltre con fermezza che “la situazione della Valle di Susa venga considerata, per l’impatto numerico, sociale ed economico che riveste, di tipo emergenziale e che, di conseguenza, vengano individuati e perseguiti, da parte delle Istituzioni a vario titolo competenti in materia, canali preferenziali e permanenti di agevolazione, di supporto e di collaborazione, finalizzati all’immediato superamento delle criticità evidenziate e contestate nel presente documento” e che “i posti destinati alla prima accoglienza, di prossima attivazione in Piemonte, vengano riservati in via prioritaria all’emergenze che si vengono a creare nei territori di frontiera maggiormente toccati dal fenomeno”.