Montabone su Plano: “Schizofrenia devastante della politica” Il tema sono le compensazioni al Tav accettate a Susa

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SUSA – In questi giorni nella città di Adelaide più che di politica, maggioranze e opposizioni al treno ad alta velocità sembra di rileggere il pirandelliano “Uno, nessuno e centomila”. Il protagonista però non è Vitangelo Moscarda ma Sandro Plano. Plano che fa la lista con i No Tav, Plano che accetta le compesazioni della Tav, Plano che ha in maggioranza i No Tav, Plano che ha nella stessa maggiornanza chi voterà per avere le compensazioni della Tav. Intanto martedì ci sarà il Consiglio Comunale, che già si prevede “caldo”, tra i punti all’ordine del giorno infatti il bilancio; un assegno dalla Tav è pronto ad entrare in cassa. Chi può valutare per esperienza diretta questa situazione è Giorgio Montabone che di Plano fu assessore e poi visse in Consiglio la richiesta delle compensazioni.

Che succede a Susa?

La definirei schizofrenia devastante della politica sul TAV

Cioè?

In occasione di un consiglio comunale di circa due anni fa feci un lungo intervento motivando che, mio malgrado e con dispiacere, dopo dieci anni di amministrazione avrei rinunciato a candidarmi. Non condividevo quanto sarebbe avvenuto in vista delle elezioni. Sandro Plano si apprestava candidarsi stringendo accordi che io ritenevo incredibili e che non facevano parte del suo modo di fare politica, ma soprattutto del mio”.

Non vorrei evocare antichi ricordi politici ma mi viene in mente la Democrazia Cristiana dove Plano militò per anni.

Non solo sul suo passato ma anche le scelte moderate effettuate e costruite insieme solo pochi anni prima. Militante nel Partito Democratico, ma in polemica con lo stesso, stava stringendo infatti alleanze con i Cinquestelle e con il Movimento No TAV dichiarando però di essere “Renziano” e di sostenere Chiamparino alle elezioni Regionali. Il tutto alla faccia della rottamazione auspicata da Renzi, del numero dei mandati e dell’anti politica decantati da Grillo, della linea del suo stesso partito oltre che dalle idee opposte al candidato a Presidente della Regione sostanzialmente trasformando le elezioni 2014 in un confuso e inutile referendum locale sul TAV“.

In effetti fu un unione in una lista dichiamo così particolare.

Denunciai un clima surreale. Tutti ricorderanno ad esempio quanto venni contestato rivestendo il ruolo di Capogruppo per aver voluto produrre delle osservazioni univoche che pretendessero forti compensazioni per i disagi di un eventuale attraversamento sul nostro territorio. Il fatto che i capigruppo unitamente all’allora sindaco Amprino abbiano ai tempi congiuntamente stilato documenti che tentassero di difendere politicamente Susa attraverso l’unico modo serio di porre osservazioni fece concretizzare un iter importante, rispettoso di ruoli differenti di cui sono fiero“.

Non fu per tutti così?

Taluni in vista delle elezioni preferirono invece il boicottaggio degli incontri al tavolo decisionale, sostenendo che le compensazioni fossero il male assoluto, in modo da poter sottolineare il “No senza se e senza ma” e poter “tessere la tela elettorale” con il Movimento 5 Stelle e il Movimento No TAV alimentando, se mai ce ne fosse bisogno ancor più il clima bollente presente in Valle di Susa. Nacque così la lista di Plano“.

E adesso?

Ora invece, non ne avevo dubbi, si “gira nuovamente la frittata” sostenendo che le risorse TAV siano da non perdere perché addirittura dovute“.

Cosa rimproveri a Plano?

E’ una constatazione. Capisco l’arrabbiatura di alcuni che l’hanno sostenuto e difeso e adesso alla resa dei conti comprendono con smarrimento la sua posizione. C’è già abbastanza confusione, ho rispetto delle posizioni altrui; ma cerchi almeno di essere coerente“.