Bardonecchia, la storia e la religiosità del monte Tabor in Valsusa Un convegno sabato 9 settembre presso il Palazzo delle Feste

Il monte Tabor in Valle Stretta dopo BardonecchiaIl monte Tabor in Valle Stretta dopo Bardonecchia

BARDONECCHIA – Sabato 9 settembre presso il Palazzo delle Feste, Sala Giolitti, a trent’anni dalla scomparsa di don Masset, è stata organizzata una giornata di studi in cui si raccolgono e si divulgano le ricerche più recenti sul monte Tabor nelle Alpi Cozie e sulla sua vertiginosa cappella votiva.

E’ il Centro Ricerche Cultura Alpina che ha organizzato il seminario come sviluppo di una giornata seminariale promossa da Piero Vironda nel marzo scorso.

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Tra i ricercatori e promotori dell’iniziativa c’è lo studioso Luca Patria che spiega i motivi e i relatori dell’interessante appuntamento culturale.

C’è un aspetto religioso nel Monte Tabor?

Nel lontano 1971 Alphonse Dupront, vero precursore dell’antropologia religiosa contemporanea, presentò al Congresso di Varsavia una superba relazione che accese i riflettori sul caso singolarissimo del culto mariano al monte Tabor nella Valle Stretta. Poco prima, non casualmente, Dupront aveva avuto modo di conoscere le ricerche e l’azione di salvaguardia del patrimonio religioso della conca di Bardonecchia condotte da don Francesco Masset: la singolarità del Monte Tabor nelle Alpi Cozie, ben nota alle popolazioni contermini di Savoia, Piemonte e Delfinato, entrava così definitivamente nelle attenzioni della comunità scientifica europea“.

Avete dunque organizzato questo evento.

L’appuntamento è nato nell’ambito delle attività del Centro Ricerche Cultura Alpina, l’iniziativa bardonecchiese, sotto l’egida nel Comune, è stata condivisa dalla Segusium e ha trovato la preziosa collaborazione di Piero Scaglia, presidente della locale sezione del CAI“.

Quali saranno i relatori?

Dopo i saluti delle Autorità e l’introduzione del presidente di Segusium, professor Germano Bellicardi, che alle 15,30 assumerà la presidenza dei lavori, il programma prevede le relazioni di Guido Gentile (Deputazione Subalpina di Storia Patria), Come in Terra Santa. Momenti e riferimenti di un immaginario religioso ; Dominique Rigaux (Université Grenoble Alpes), Représentations de la Transfiguratio Domini dans l’art mural occidental de la fin du Moyen Âge. Etude iconographique“.

Monte Tabor, Alpi Cozie, epoca romana e strade di passaggio.

Io relazionerò su La Storia altrove: le aristocrazie militari delle Alpi Cozie e la Terra Santa; Livio Dezzani (Segusium), Le Alpi Cozie ed il mondo romano: grande strada ed altre direttrici; Maurizio Rossi (AIPSAM); Anna Gattiglia (Università di Torino), La grotta del Mian (Glëizëttë ‘ Bardoulìn) in Valle Stretta: mimesi di un paesaggio cultuale ; Marziano Di Maio (Segusium), Il Monte Tabor di Valle Stretta nella letteratura: riflessioni e commenti“.

Perchè il 9 settembre? E’ stato scelto per proporre un approfondimento sui culti mariani alpini, dopo che il giorno precedente si sarà svolta la processione della Madonna del Charmaix nel secolare
gemellaggio italo-francese sulle nostre Alpi.