Monumenti dimenticati a Condove, il cippo del general Pezzana Ufficiale Alpino dopo una lunga e valorosa carriera visse a Condove

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CONDOVE –   Salendo dalla città su per la via che porta alle frazioni, dopo il Ceretto, si incontra una biforcazione che a destra conduce sul un versante coltivato a vite. La strada ha particolarità di unire tre frazioni: Belvedere, Budrola, e Vigne; e due comuni: Condove e Caprie. Questa via ha il nome:“Via General Pezzana”. All’ingresso della strada, all’interno di una proprietà privata, trova posto un piccolo monumento a forma piramidale con al vertice un’aquila ad ali spiegate. Sulla struttura alcune lettere in metallo sono ciò che rimane di una scritta a ricordo del militare a cui la via è stata dedicata.

CHI ERA? – Chi era il generale Pezzana? Nacque a Sant’Ambrogio il 24 agosto del 1891, figlio di Augusto e Massima Gariglio. La sua carriera cominciò nella scuola militare di Milano dove giurò fedeltà alla Monarchia e due anni dopo con i gradi da Sottotenente partì da Napoli per la Tripolitania dove fino al 1914 prestò servizio in diversi battaglioni. Un alpino in Libia. Partecipò in questo periodo alla guerra definita guerra italo-turca, combattuta tra il Regno d’Italia e l’Impero Ottomano per il possesso delle regioni nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica dove le ambizioni coloniali spinsero l’Italia ad impadronirsi delle due province ottomane, che assieme alla provincia del Fezzan, nel 1934, avrebbero costituito la Libia. Pezzana conquistò quello che il politico Salvemini definì “uno scatolone di sabbia” e nel 1914 fu rimpatriato.

GRANDE GUERRA– Cominciava la Grande Guerra e il novello tenente fu inquadrato nel 5° Reggimento Alpini e mobilitato per il fronte nel 1915 come ufficiale del battaglione Morbegno. Dopo una breve convalescenza causata da una distorsione alla gamba ritornò in prima linea con il battaglione Edolo e con il grado di Capitano partecipò alla guerra nel reparto mitraglieri FIAT di Brescia poi con altri battaglioni. Terminata la Grande guerra, nel 1919, fu inviato presso l’Istituto di Lingue Orientali di Napoli e successivamente inviato al distaccamento del 4°Alpini di Intra. In questi anni fu in servizio in un turbinio di località: in zona di armistizio con il 39° reggimento di fanteria, alla direzione sciatori di Alagno Sesia, al comando di divisione militare di Novara, nuovamente al distaccamento del 4° Alpini, a Gressoney come comandante del corso sciatori del Corpo d’Armata di Milano, al 5° Alpini dove nel 1926 venne promosso al grado di Maggiore. Nel 1934 fu inviato a Gorizia, come si legge sul suo fogli matricolare: “per prestare servizio nelle organizzazioni dei fasci giovanili di combattimento” ad addestrare le giovani leve fasciste alla guerra ed ottenne il grado di Tenente Colonnello.

IN AFRICA ORIENTALE -Nel 1935 fu nuovamente inquadrato nelle truppe alpine e inviato in Eritrea al comando del 7° reggimento. La sua esperienza in A.O.I. (Africa Orientale Italiana) durò tutto l’anno ‘36 finchè a dicembre per fare alcuni esami medici rientrò in Italia e terminato un periodo di licenza venne trasferito per “incarichi speciali” a Bolzano.

IN SPAGNA – Nel 1938 ci fu una svolta politica nella sua carriera e come volontario partì per la guerra in Spagna a fianco delle truppe nazionaliste del generale Franco. Lasciate le stelle dell’esercito e le fiamme verde degli alpini Pezzana andò a comandare la divisione XXIII Marzo delle Camicie Nere e in seguito con la Centuria Arditi. La sua guerra in terra iberica terminò nel giugno del 1939 e quanto rientrò in Italia fu nuovamente inquadrato nell’esercito regolare.

A CONDOVE – Andato in pensione acquistò la villa in regione Vigne, la lunga casa bianca che si staglia sul panorama condovese, con un piccola torre, subito dietro la Torretta. Negli anni Cinquanta la strada subì un grande intervento di assestamento fino a diventare una via larga, percorribile e poi, recentemente, asfaltata. Un connubio di forze si concretizzò per i lavori della strada. Il generale offrì i materiali per la costruzione e gli uomini del posto la loro manodopera. Una “corvè” degli abitanti del posto. Parteciparono ai lavori i Bonaudo del Belvedere, gli Alpe, i Senor e i Borla. Alcune foto dell’epoca ritraggono il gruppo all’opera. Il gruppo armato di un cavallo da traino, carretti e picconi e l’immancabile olio di gomito in alcune settimane portò all’onore del mondo la strada così com’è ancora adesso.

LA MORTE – Fu ritrovato cadavere, dove oggi sorge il monumento e dell’accaduto riportò il quotidiano “La Stampa”: “Un generale degli alpini muore di sincope per strada. L’attenzione d’un passante richiamala dai guaiti di un cane. Ieri sera, rincasando verso le 19 dal lavoro, un contadino era richiamato dal prolungato ululare d’un cane, proveniente da una stradina campestre laterale. Si inoltrò per qualche decina di metri lungo il sentiero e si trovò di fronte ad una scena pietosa: un uomo giaceva supino sul ciglio della strada, con accanto un cagnolino che latrava e gemeva. Il passante si avvicinò e riconobbe nell’uomo, che non dava più segni di vita, una persona notissima in paese: era il generale di brigata della riserva degli alpini Armando Pezzana. Subito corse a dare la notizia e ben presto giunsero sul luogo i carabinieri accompagnati dal medico dott. Menaldinò. Questi ha accertato che il generale era stato ucciso da una paralisi cardiaca. La morte del generale Pezzana ha provocato una grande impressione in tutta la zona. Egli era molto conosciuto e stimato dalla popolazione. Viveva solo, in una villetta sita in regione Vigne”.