Con i monumenti si ricorda il “25 aprile” di Avigliana (LE FOTO)

Avigliana (foto M.Tonini)Avigliana (foto M.Tonini)

AVIGLIANA – Continua il nostro viaggio all’insegna del Ricordo. Un viaggio reso più semplice dalla molteplicità dei monumenti e delle lapidi utili a non dimenticare chi per la libertà, lasciò la vita durante gli episodi bellici del Novecento.

I monumenti presenti ad Avigliana

La ricchezza di monumenti, sculture ed incisioni di cui si può vantare Avigliana ha pochi eguali nel panorama valsusino. A partire da piazza San Giovanni, con il suo “Monumento ai caduti” – precedentemente situato nella più centrale piazza Conte Rosso –  in stile liberty,  con delle lapidi sui fianchi recanti i nomi di coloro che hanno perso la vita non solo durante la Seconda guerra mondiale, ma altresì durante la Grande Guerra e durante la Guerra in Russia, per poi arrivare al cimitero di via Don Luigi Balbiano, dove possiamo trovare una scultura monumentale arricchita dal ricordo di tutti i nomi delle vittime delle guerre e recante l’iscrizione: “Ossario dei caduti della patria”. Senza spostarci dal cimitero, poi, possiamo percorrere il Viale della Rimembranza al suo stesso interno, con i cippi nominali dei caduti durante le guerre del Risorgimento ai suoi lati, o trovare la lapide in marmo – con tanto di lettere in metallo e portafiori – recante la scritta “Città di Avigliana ai martiri dell’eterna libertà”.

La stazione di Avigliana

Come non attardarci poi, all’interno del nostro viaggio della memoria, presso la stazione di Avigliana, dalla quale nel luglio del 1942 tre battaglioni di alpini partirono verso la gelida steppa russa, con un’ampia targa a ricordarne e a commemorarne le eroiche gesta: “Nove tradotte tre battaglioni di Alpini verso la steppa russa per scrivere una gloriosa pagina di storia. Questo luogo che vi vide partire nel luglio 1942 vi ricorderà per sempre, la città e gli alpini di Avigliana a perenne ricordo”.

Le targhe a ricordo dei Partigiani caduti

Tanti, purtroppo troppi i nomi iscritti sulle lapidi aviglianesi e delle frazioni, a testimoniare quanti abbiano lottato per la causa comune, non riuscendo però ad approfittare dei frutti del loro enorme sacrificio. Enrico Grandi, fucilato  il 14 aprile del 1945 e la cui lapide celebrativa si trova all’interno del cimitero di via Don Luigi Balbiano; la lapide di corso Laghi che rende omaggio a Guerrino Nicoli, caduto il 26 giugno del 1944 durante un attacco nemico proprio ad Avigliana, ed ancora, Franco Ferretto, il quale ha perso la vita durante un rastrellamento il 12 gennaio 1945, con il cippo in cemento a lui dedicato in via Sant’Agostino. Come detto, però, anche nelle frazioni il ricordo di questi eroi è ancora vivo e vivace, sia nella frazione Bertassi, dove è presente una lapide recante i nomi di Giovanni Bertero e Mario Ribotta, entrambi caduti il 19 marzo 1945 durante una missione operativa a Sant’Ambrogio, sia nella frazione Mortera, dove una splendida lapide in marmo celebra l’iscrizione “Città di Avigliana. Immolarono le loro giovani vite per dare all’Italia pace, giustizia e libertà: Neirotti Mario, Farca Pierino, Piol Arduino, Bogge Mario, Cugno Maritano Agnese. 6 aprile 1944″. Nomi che non sono però solamente iscrizioni di ferro su una lapide in pietra, ma volti e storie che mai potranno e – soprattutto – dovranno lasciare le menti degli uomini, nel rispetto della libertà di cui, anche grazie a loro, godiamo tutt’oggi.

Questo slideshow richiede JavaScript.