Con i monumenti si ricorda il “25 aprile” di Bardonecchia (LE FOTO)

Bardonecchia (foto M.Tonini)Bardonecchia (foto M.Tonini)

BARDONECCHIA – Non importa che si tratti di alta, bassa o media Valsusa: tutti i paesi della valle sono contornati ed arricchiti dal ricordo degli eroi caduti durante le guerre del XX secolo. In un’latra tappa del viaggio de L’Agenda.News, vi portiamo a Bardonecchia, con tutti i monumenti e le lapidi presenti sul suo territorio.

Bardonecchia ai suoi caduti

Il primo luogo ad attirare l’attenzione, non può che essere il Parco della Rimembranza di via Medail, dove si può ammirare un monumento con due lapidi in pietra, recanti le targhette in metallo dei caduti durante le guerre. Di dimensioni più contenute, ma non certamente dal minore significato, è il Libro presente sempre nella centralissima via di Bardonecchia, dove si può ammirare l’iscrizione: “Sono vissuti poco per morire bene. Sono morti giovani per vivere per sempre”. Una frase della quale nulla di più si può dire. Spostandoci in via la Rho, possiamo poi trovare la lapide dedicata al Dr. Giorgio Devalle, deceduto nel campo di Mauthausen il 25 aprile del 1945: ironia della sorte, nel giorno in cui la guerra era più vicina alla fine. Un’altra delle purtroppo moltissime vittime mietute da Mauthausen fu Alberto Mallen, la cui lapide commemorativa si trova nel cimitero in via Mallen. Prima di spostare il nostro sguardo verso le frazioni, c’è ancora da segnalare lo splendido cippo in pietra collocato alla Chiesa di Sant’Anna, dove il 23 settembre del ’45 perse la vita il giovane Alberto Vaschetto a causa dello scoppio di una mina e, per il medesimo motivo, il 23 aprile del 1944 la stessa sorte era toccata ai tre fratelli Vallory.

I monumenti delle frazioni di Bardonecchia

Melezet, Rochemolles, Grange di Valle Stretta: ognuno di questi luoghi contribuisce, nel suo piccolo, al ricordo dei caduti durante gli avvenimenti bellici del Novecento. Nel 1920, nella Frazione Melezet fu eretta una lapide con la scritta: “Melezet orgogliosa dei suoi figli caduti sul campo dell’onore per la grandezza della patria ne eterna nel marmo i nomi orgogliosi”. Qualche decennio più tardi, negli anni ’80, i componenti ancora in vita della Divisione Superga, dedicarono anch’essi una targhetta ai loro defunti compagni: “I reduci della Div.Superga in memoria dei loro caduti. 1940-1980”Rochemolles, dal canto suo, presenta un’enorme lapide commemorativa di tutti quegli uomini che persero la vita durante i combattimenti della Grande Guerra, combattuta tra il 1915 e il 1918, con al suo fianco una targhetta di dimensioni ridotte, volta a celebrare Adolfo Masset, caduto il 16 gennaio del 1944. Ed ancora, la targhetta rivolta a Monsignor Mario Bonacchi, avente l’iscrizione: “A Mons. Dott. Can. Mario Bonacchi che a Rochemolles ebbe salva la vita negli anni oscuri della guerra. Grande amico del nostro paese e benefattore di questa cappella. Sum umbra alarum tuarum protege nos”. Per chiudere il nostro percorso, ci sono ancora 3 monumenti, tutti ammirabili in località Picreaux nella frazione di Rochemolles. Il primo, una targa in metallo con bassorilievo su roccia, con un altare in pietra e cemento e una croce di pietra, sul quale è presente l’iscrizione: “3° alpini 26-27 gennaio 1934 b.ne Fenestrelle anno 1935”. Il secondo è più un messaggio: un ricordo che gli alpini sopravvissuti hanno voluto dedicare ai loro commilitoni scomparsi. Una semplice, ma significativa scritta su cemento: “Gruppo Alpini Bardonecchia ai suoi caduti. 14 luglio 1979”. Ed infine, la targa in metallo osservabile sempre nella località Picreaux, la quale segna il ricordo da parte della 30^ compagnia degli Alpini: “Alpini 30^ Compagnia ricordano. 12 settembre 1993”.

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