Con i monumenti si ricorda il “25 aprile” di Bussoleno (LE FOTO)

Bussoleno (foto M.Tonini)Bussoleno (foto M.Tonini)

BUSSOLENO – Andiamo alla scoperta dei monumenti e delle lapidi commemorative presenti in quel di Bussoleno, uno dei paesi della Valsusa maggiormente ricco di testimonianze sugli eroi caduti nel corso delle guerre.

I monumenti e le lapidi di Bussoleno

Cominciamo con via Traforo, dove è possibile ammirare un monumento con quattro lapidi avente al centro una statua bronzea. Le iscrizioni sulla lapide di sinistra, volte a celebrare i caduti della Guerra in Libia e della Prima guerra mondiale, recitano: “Guerra di Libia 1913, Guerra 1915-1918”.
Sulla parte destra, sono poi riportati i nomi dei caduti durante la Prima guerra mondiale, la Guerra africana del 1935, la Seconda guerra mondiale e la Guerra di Liberazione. Di fronte al Municipio, in piazza Cavour, il 25 maggio 1947, il Comune collocò  una lapide con la scritta: “Ai martiri che col loro sacrificio riscattarono la libertà e l’onore della patria”. Spostando il nostro sguardo, troviamo poi il cippo presente in via della Bocciofila, datato 24 aprile 1998, il quale recita: “In ricordo di Don Carlo Printetto, cappellano partigiano deportato e deceduto a Mauthausen 1911-1945. La popolazione riconoscente, A.N.P.I. e l’amministrazione comunale di Bussoleno”. In via Walter Fontan, ci può poi facilmente capitare di imbatterci nel monumento dedicato alle Penne Nere, con una targa in metallo celebrativa: “Agli Alpini di ieri, di oggi e di domani. Gruppo Bussoleno”.

In via Traforo

Ritorniamo ora al punto di partenza del nostro viaggio, via Traforo. Qui, possiamo osservare una targa dedicata ai deportati in Germania, affissa alla parete il 29 giugno 1994; la lapide in marmo celebra i civili deportati nei campi di lavoro in Germania con l’iscrizione: “Da questo edificio il tallone di ferro e la furia nazista deportarono in Germania i 50 cittadini. Chi cadde per la libertà e chi seppe soffrire per un avvenire migliore, questa lapide ricorda ed è monito per la pace e per un’Italia democratica”. Altro luogo sacro e di ricordo, è il cimitero del paese valsusino, dove possiamo osservare sia una targa con la scritta “Ai cittadini di Bussoleno caduti nei lager”, sia un sacrario, un’opera monumentale composta da 19 lapidi in marmo con portafiori a distinguere la facciata, dove è anche presente l’iscrizione: “Buoni, intrepidi, generosi fecero della loro giovane e nobilissima esistenza olocausto all’ideale della giustizia e della libertà”.

Le targhe di Bussoleno che commemorano i caduti

In Borgata Santa Petronilla, troviamo una lapide in marmo recante l’iscrizione: “Al martire della libertà Durbiano Vittorio, qui impiccato il 6 agosto 1944”. Altra bella idea nel proseguimento del nostro viaggio, sarebbe recarsi in Località Maineri, così da poter portare il nostro saluto a Felice Andreone, Tullio Bianco e Silvio Borgis, trucidati dai nazifascisti il 24 dicembre 1943.
O ancora, potremmo ulteriormente allungarci fino alla Borgata Falcemagna, ad osservare e – soprattutto – ammirare la lapide in marmo con l’iscrizione: “C.V.L. 42^ Brigata Walter Fontan – La popolazione di questa borgata malgrado le rappresaglie dei nazifascisti spontaneamente collaborò con le formazioni partigiane per la causa della libertà. 1943-1945. Sia questo un monito per le giovani generazioni”. Il monumento che ci porterà alla fine di questo viaggio tra Bussoleno e Frazioni, si trova a Foresto, dove nel cimitero è presente una lapide in marmo volta a commemorare Eldo Parile. L’iscrizione così recita: “Alla memoria di Parile Eldo Caporale dei Granatieri cadde combattendo contro i tedeschi per la difesa di Roma”.

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