Con i monumenti si ricorda il “25 aprile” di Giaveno I monumenti, le lapidi e le sculture a ricordo di chi per la libertà donò la vita

Lapidi e monumenti a Giaveno (foto Mario Tonini)Lapidi e monumenti a Giaveno (foto Mario Tonini)

GIAVENO – Tanti, ma sicuramente mai troppi, sono i monumenti che L’Agenda.News vi porta a scoprire in quel di Giaveno, il paese più grande della Valsangone e tra i più ricchi di storia all’interno dei nostri territori.

I monumenti e le lapidi di Giaveno

Cominciamo il nostro viaggio commemorativo da piazza San Lorenzo, dove troviamo alcune lapidi marmoree in memoria dei caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale. La lapide inferiore presenta la scritta: Valgioie ai suoi caduti per la Grande Guerra 1915-1918. Morti per causa della guerra”. Spostando leggermente a destra il nostro sguardo, troviamo poi un’ulteriore lapide, recante l’iscrizione: “A Maritano Giovanni Battista, Appuntato dei carabinieri reali caduto nell’adempimento del dovere”. Passiamo ora nel vicino viale Regina Elena, dove una lapide riporta l’iscrizione: “Ai martiri dell’eterna libertà, 29 novembre 1944: Delbianco Sergio, Chieppa Giovanni, Gaggiano Domenico. Il Comune di Giaveno. Vi sono poi altre due lapidi che potranno attirare il nostro sguardo passando nel centralissimo viale giavenese. L’una dedicata a Giuseppe Maritano e Candido Ostorero, entrambi vittime della barbarie fascista il 21 maggio 1944, l’altra in memoria di Felice Cordero: Felice Cordero Marchese di Pamparato detto ‘Il Campana’ quì trovò morte gloriosa per mano nemica, nella lotta per la libertà confessando i suoi alti ideali di soldato e avendo a fianco nel martirio Baraldi Giorgio, Corvin Vitale e Vigna Giovanni. 17 agosto 1944″.

La lapide in memoria di Walter Vighetto

Siamo ora in via Chiusa di San Michele, dove possiamo trovare la lapide commemorativa di Walter Vighetto, classe 1920 di Almese ucciso per mano dei fascisti, proprio in questo luogo, il 13 settembre 1944. Ritornando poi per un ultimo sguardo in piazza San Lorenzo, troviamo ancora una lapide, anch’essa in marmo, a ricordo del 50° anniversario della Liberazione, riportante l’iscrizione:Giaveno ai martiri dell’eterna libertà. 26 maggio 1944″. Nel contesto del Ricordo, non si può esimersi dal visitare il cimitero di Giaveno, dove troviamo immediatamente un monumento in pietra con una croce in metallo e lettere del medesimo materiale, su cui sono incise le parole: “Questa croce fu il segno della speranza dei nostri padri. Tale rimane nel volgere dei tempi e delle generazioni”. Nel cuore del camposanto giavenese, è poi presente l’Ossario, con una facciata in mattoni rossi e lastre di marmo. L’iscrizione sulla struttura dice: “Ai caduti della Divisione Campana 1943-1945”. Concludendo il nostro passaggio attraverso il cimitero di piazza Don Calzolari, possiamo poi imbatterci ancora nella croce in pietra dedicata a Giovanni De Giorgis, caduto sul Carso il 15 settembre 1916.

I monumenti delle borgate giavenesi

Partiamo dalla Borgata Selvaggio, dove è presente una targa recitante: “Nel ricordo del 50° anniversario del rastrellamento e conseguente bombardamento della Borgata Selvaggio. Affinchè i superstiti e le nuove generazioni conservino viva la conoscenza ed il ricordo del dramma vissuto dalla popolazione in quei lunghi mesi della resistenza, colpevole solamente di aver donato umana solidarietà ai prigionieri inglesi e partigiani”. Orientiamo ora il nostro sguardo verso la Borgata Tetti Via, dove il 29 novembre 1974 fu eretto un pilone con una lapide in marmo, la quale presenta la frase: “L’odio ha qui distrutto vite umane. Nel ricordo, l’amore unisca i viventi”.

Le borgate

Nella Borgata Molar dei Franchi, il 29 giugno 1924, sulla facciata della Chiesa fu posta una lapide riportante i nomi dei caduti della Prima guerra mondiale: “Questa lapide scritta col sangue dei caduti parli al cuore della gioventù d’Italia perchè nel ricordo eroico sappia rinnovare se  stessa e sulle orme della religione far grande la patria”. Nel nostro viaggio attraverso le borgate sovrastanti Giaveno, eccoci poi giungere in Borgata Provonda, dove è collocata una lapide in marmo, con una lanterna ed un portafiori a contornare la scritta: “I gloriosi caduti di Provonda. Qui dove nacquero del cielo e dove temprarono il loro eroismo vengono ricordati”. Spostiamoci ulteriormente in Borgata Ceca, dove è presente una targa in metallo avente l’obiettivo di ricordare il 50° anniversario del rastrellamento attraverso l’incisione: “50° anniversario del rastrellamento, novembre 1944-novembre 1944. Vittime civili: Viretto Felice Bruno, Barone Galet Esterina, Ughetto Budin Rosa Emilia, Viretto Cesarina EsterinaFucilati ‘Girella Profonda’: Giai Chel Massimina, Gillia Carlo. A ricordo del medesimo avvenimento, troviamo poi un’altra targa nelle zone di Borgata Fusero: un cippo in pietra con targa in metallo che ricorda proprio gli avvenimenti di quei tristi giorni.

La Borgata Maddalena e le Prese del Colonnello

Era il mese di agosto del 1983 quando alla Maddalena fu posizionata la lapide commemorativa dei figli della Valsangone morti in terra di Francia. L’iscrizione recita: “A la memoire des fils de cette vallée qui aujourd’hui reposent en terre de France. Alla memoria dei figli di questa valle che oggi riposano in Francia”. All’interno del cimitero della borgata giavenese, è presente una lapide in marmo, con tanto di fotografia, volta a celebrare Celeste Portigliatti, classe 1911 caduto nel 1936 in Africa Orientale. L’ultima tappa del nostro viaggio giavenese ci porta a Prese del Colonnello, dove troviamo una lapide marmorea commemorativa del rastrellamento del maggio 1944, la quale recita: “Maggio 1944 – Maggio 1994. 50° anniversario del rastrellamento: Tessa Giuseppe Demetrio, anni 65, vittima civile. L’amministrazione comunale di Giaveno. Ed infine, ma non per importanza, ecco il cippo in pietre e cemento che celebra le eroiche gesta di Chiabai Tiziano, partigiano caduto durante un combattimento il 27 novembre del 1944.

Questo slideshow richiede JavaScript.