In attesa degli esiti dell’autopsia l’ASLTO3 interviene sul decesso di Federico Carpinelli capitano dell’Olympic Collegno Il Direttore Boraso: "Il medico di pronto soccorso ha seguito un iter sostanzialmente ineccepibile"

Federico Carpinelli con la maglia dell'Olympic CollegnoFederico Carpinelli con la maglia dell'Olympic Collegno

COLLEGNO – Un giovane in apparente piena salute, classe 1985, capitano dell’Olympic Collegno. Oltre a giocare il 32enne Federico Carpinelli  allenava da quattro stagioni anche le squadre giovanili e tra pochi giorni avrebbe iniziato la preparazione come allenatore della prima squadra di Prima Categoria. La sua morte improvvisa destato non solo stupore, ma precise richieste da parte della famiglia che chiede di far piena luce sulla sua scomparsa e non esclude di adire a vie legali.  Nella mattinata di martedì “Fede” aveva accusato un acuto malessere – sintomatologia addominale, dolore, vomito, ecc. – e spontaneamente si era recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rivoli. Ma dopo una serie di esami era stato stato dimesso e rimandato a casa.

In serata, però, dopo le 22.00 circa oltre ad una nuova fase di acuzie sintomatica insieme  a gravi difficoltà respiratorie  il calciatore di Collegno è stato soccorso da un’ambulanza del 118 che lo ha prima portato a Rivoli e poi al San Luigi di Orbassano. Dove purtroppo è morto nella notte.

Ieri sulla salma è stata eseguita l’autopsia il cui referto ufficiale ancora non è stato reso noto.

L’intervento del Direttore dell’ASLTO3 , Flavio Boraso, sull’episodio 

La cronologia dei fatti, sui quali non sono mancati insulti e pesanti insinuazioni sui social nei confronti del sistema di emergenza sanitaria che ha preso in carico come  paziente Federico Carpinelli, con esito purtroppo letale, , ha spinto la Direzione dell’ASLTO3 a intervenire con una nota, che riportiamo integralmente. Scrive il Direttore Flavio Boraso:

“In merito al decesso del paziente Federico Carpinelli.  di anni 31 si comunica quanto segue:  il paziente è giunto al DEA di Rivoli l’8 agosto scorso ore 9,31  lamentando da alcuni giorni un dolore gastrico di lieve entità, accompagnato da qualche episodio di vomito. Sulla base della sintomatologia clinica riferita e dell’assenza di precedenti noti di natura cardiovascolare – svolgendo peraltro attività sportiva agonistica – il medico accettante ha orientato l’iter diagnostico-terapeutico verso una problematica di origine gastrico-digestiva con rapido miglioramento  e soggettivo benessere del paziente stesso.

 Il paziente è stato dunque  dimesso 4 ore dopo, dopo aver eseguito esami ematochimici ed ecografia addominale, risultati tutti nella norma.

In serata il paziente, colpito presso il proprio domicilio da arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare è stato rianimato ed è stato quindi trasportato in DEA in condizioni estremamente critiche. Nell’iter diagnostico terapeutico intrapreso nel corso dell’accesso di Pronto Soccorso, oltre alla costante rianimazione cardiopolmonare messa in atto dal personale presente a Rivoli si è provveduto ad effettuare una valutazione ematochimica ed un esame ecocardiografico: i sanitari hanno ritenuto comunque necessario escludere la causa ischemica del quadro clinico, sebbene la presentazione non avesse un quadro tipico.

Il paziente è stato pertanto trasportato presso l’Ospedale San Luigi di Orbassano, perché in corso manutenzione tecnica presso la sala di emodinamica del Presidio Ospedaliero di Rivoli, e sottoposto a studio emodinamico coronarografico, che ha rilevato un quadro coronarico nella norma.

Sebbene non si possa escludere la presenza di una patologia cardiaca non coronarica misconosciuta pre-esistente, quale una cardiomiopatia o altre alterazioni congenite che possono condurre a morte improvvisa per fibrillazione ventricolare, nessuna di queste patologie è comunque correlabile con il quadro clinico con il quale il paziente si era presentato in Pronto Soccorso la mattina stessa. Sulla base della sintomatologia e degli accertamenti già eseguiti nella mattinata di martedì, non ci sarebbero state indicazioni all’esecuzione di ulteriori accertamenti che potessero rilevare una patologia cardiaca.

Pertanto le patologie non coronariche potenzialmente causa di morte improvvisa da arresto cardiaco non correlano in alcuna maniera con la sintomatologia descritta dal paziente nella visita del mattino. Il medico di pronto soccorso ha quindi seguito un iter sostanzialmente ineccepibile nella gestione di un quadro clinico estremamente frequente in DEA quali sono i disturbi digestivi. Nessuno dei segni, sintomi od accertamenti eseguiti poteva indirizzare il medico verso un ulteriore approfondimento diagnostico. In sostanza il paziente è stato dimesso alle 14.00  asintomatico e senza che vi fossero delle alterazioni cliniche o strumentali che potessero suggerire la necessità di ulteriori accertamenti.

A questo punto solo il riscontro autoptico potrà fornire  utili indicazioni sulle cause della morte del giovane. I primi ufficiosi riscontri – l’esame è stato effettuato nella mattinata del 10 agosto – comproverebbero la causa cardiaca su base elettrica o per alterata morfologia del muscolo cardiaco: i due episodi di ricovero in pronto soccorso, in tal caso, sarebbero assolutamente non in relazione fra loro ma frutto di una drammatica coincidenza.

Siamo costernati  e nell’esprimere  la nostra vicinanza alla Famiglia, ci rendiamo disponibili a collaborare con massima trasparenza per fare chiarezza su questa tristissima vicenda che ha  colpito  così violentemente questa famiglia ma ha lasciato un segno importante anche tra i nostri operatori del Pronto Soccorso”.