Napoli: “La Appendino chieda la no-tax area per la Val di Susa” L'esponente di Forza Italia torna su un tema più volte riproposto e mai concretizzato

napoli 2

TORINO – L’idea non è certo nuova. I primi a chiedere una “zona franca” per la Valle di Susa furono amministratori e tecnici che stesero il Manifesto “Sviluppo&Buonsenso” nel 2009, a cui si cercò di far ispirare tutte le liste in Valle di Susa non schiarate con i Notav. E più volte se ne è riparlato. Ricordiamo come l’unica zona franca al Nord si stata istituita (occorre un passaggio a Bruxelles) a Ventimiglia.

Ora a riproporre la questione è Osvaldo Napoli, che si rivolge proprio alla Appendino, ora che dai banchi della minoranza siederà a Palazzo Civico. E il gioco di parole è fin troppo facile. Sarebbero in molti a sognare una Valle cone le bandiere NoTax.

“Bello il motteggio. Sarebbe vincente. Ma ritengo che l’ipotesi del Governo, perché di ipotesi si tratta per il momento come riferiscono i principali organi di informazioni, di istituire delle “no tax area” a Milano e a Napoli-Bagnoli, sia una prospettiva seria giusta e da prendere considerazione anche da parte delle opposizioni.

Con una precisazione non marginale: le “no tax area” non devono essere l’ennesimo espediente elettoralistico di Renzi Se lo scopo è di attrarre nuovi investimenti, faccio presente che la Val Susa è candidabile come Milano e Bagnoli e per le stesse ragioni. La “no tax area” non può essere soltanto un incentivo agli investimenti, ma assume anche un profilo risarcitorio per le popolazioni che hanno subito le conseguenze degli investimenti come è accaduto in Val Susa per la Tav.

Da parlamentare ho presentato una proposta di legge al riguardo e oggi, a distanza di anni, ne rivendico l’assoluta utilità in termini di giustizia territoriale e di incentivo agli investimenti, necessari in Val Susa proprio per il passaggio della Nuova Linea Torino-Lione, con tutto ciò che sinora ha comportato, comprese le sofferenze per le imprese del turismo per una certa immagine negativa.
Non faccio campanilismo e non rivendico privilegi rispetto ad altri territori. Dico però al governo di alzare lo sguardo oltre i piccoli calcoli elettorali per guardare agli interessi strategici dell’Italia nel suo insieme. Ma lo dico soprattutto al Sindaco di aTorino, Chiara Appendino, di farsi carico di tutelare gli interessi di una parte del territorio metropolitano, separando la sua posizione Notav e dimostrando, come ha sempre sostenuto, di saper difendere il territorio al di là delle sue convinzioni. In caso contrario, ha predicato bene per razzolare male.”

La sfida è lanciata. CHissà se verrà raccolto il guanto.