Per il Tribunale di Torino nessuna infiltrazione della criminalità organizzata nei cantieri della Torino-Lione Virano: "Continuiamo comunque a tenere la guardia alta ora anche in Francia"

Uno scorcio del cantiere TELT della Maddalena  (Foto Marco Cicchelli)Uno scorcio del cantiere TELT della Maddalena (Foto Marco Cicchelli)

TORINO  – La sentenza del processo “San Michele” sulla presenza della ‘ndrangheta nel torinese, in particolare delle ‘ndrine crotonesi, coinclusasi nel dicembre scorso, le cui oltre 500 pagine di motivazioni sono state depositate  ieri, conferma che la criminalità organizzata non è mai riuscita a infiltrarsi  nei cantieri della Torino-Lione quando c’era LTF (Lyon Turin Ferroviaire).

 I Boss della ‘ndrangheta  volavano dalla Calabria a Torino per andare  gratis, allo stadio, per le partite della Juventus, come è stato dimostrato, ma non sono mai riusciti a infilarsi negli appalti di LTF.

“E a maggior ragione le infiltrazioni sono combattute ora da TELT – afferma Mario Virano, il direttore generale della società binazionale –   e continuiamo comunque a tenere la guardia alta” E’ evidente che i grandi lavori siano un ghiotto obiettivo per le tasche della malavita e per questo abbiamo attivato tutti gli anticorpi necessari a contrastare ogni tentativo di infiltrazione mafiosa: i nostri cantieri sono già soggetti alla normativa antimafia che ora sarà estesa anche agli appalti francesi. Questo è un passo storico:  per la prima volta in Europa verrà applicata la stessa normativa antimafia su un progetto transfrontaliero, a prescindere dalla territorialità dei cantieri”.

Ricordiamo che questo  passaggio, complesso per le implicazioni nell’uniformare le regole degli appalti nei due Paesi, è stato fortemente voluto dai Governi di Italia e Francia che lo scorso 8 marzo, nel corso del summit di Venezia, avevano sottoscritto un Protocollo Aggiuntivo per l’avvio dei cantieri del tunnel di base del Moncenisio in cui veniva indicata la necessità di estendere la normativa antimafia anche ai cantieri francesi delegando alla conferenza Intergovernativa di elaborare un articolato ad hoc. Cosa che è avvenuta lo scorso 7 giugno quando la CIG, riunita nella sede di TELT a Torino, ha infatti approvato il nuovo regolamento dei contratti che contiene le modalità di attuazione per l’applicazione della normativa antimafia anche ai cantieri Oltralpe. In particolare per la Torino Lione sarà attivata una white list unica a cui le imprese dovranno iscriversi dimostrando di avere le caratteristiche richieste per poter lavorare nei cantieri.

Il controllo è affidato a una struttura binazionale  presieduta dal prefetto di Torino e dal suo omologo francese di Lyon. L’operatività di questo meccanismo sarà garantita dalla ratifica parlamentare nei due Paesi, che farà diventare legge dello Stato anche in Francia le disposizioni antimafia italiane.

Per gli appalti italiani dell’opera, grazie al Protocollo antimafia sottoscritto in Prefettura a Torino nel 2012, sono state eseguite fino ad oggi 863 richieste antimafia, di cui 627 per il solo cantiere di Chiomonte, su cui le Prefetture hanno emesso finora due “Interdittive”, ovvero l’esclusione delle aziende non idonee.

Il meccanismo di tutela della legalità nei cantieri della Torino-Lione non si ferma qui: TELT e tutte le aziende che lavorano e lavoreranno in Italia e in Francia per la nuova linea, dovranno rispettare anche i dieci punti del Global Compact delle Nazioni Unite, a cui la società italo-francese aderisce dal novembre 2015.