Nessuna tregua per la guerra dei rifiuti

COLLEGNO – È impari e destinata a ripetersi nel tempo come una moderna  fatica di Sisifo la lotta che  il locale Ufficio Ambiente combatte da sempre contro  gli sporcaccioni. Lo sanno bene le Giav che nel loro servizio di vigilanza ambientale s’imbattono in mucchi tracimanti di rifiuti che sembrano  nascere e rinascere dal nulla. Fino a pochi giorni fa, infatti, in corso Italia all’altezza del civico 42  un vecchio tavolo, materassi sfondati, cassette di plastica, il retro di un computer e sacchi neri dal misterioso contenuto erano stati via via ammassati da ignote mani maleducate, incuranti del cartello posizionato all’imbocco dello sterrato che invocando inutilmente la Legge Regionale numero 32/82  vieta il transito ai mezzi motorizzati. Nello stesso periodo e non molto distante, al fondo di via Nazioni Unite e a pochi metri da confine con Torino, un’intera camera da letto abbandonata sul ciglio della strada faceva bella mostra di sé accanto a enormi pneumatici da camion, mentre poco dopo lo svincolo per Savonera la parte interna di un portellone di auto, tappetini da cucina e mucchi di immondizia domestica testimoniavano come sia purtroppo valida la teoria di Wilson e Kelling, secondo i quali l’esistenza di una finestra rotta genererebbe  fenomeni di emulazione, dando così inizio a una spirale di degrado urbano e sociale. In via Unità d’Italia, infine, poco lontano dallo stabilimento Leone, quello che avrebbe potuto essere un boschetto si era nel tempo trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto dove rifiuti domestici, vecchi tappeti, abiti vetusti e antiche calzature si mescolavano a vetri rotti, macerie, tamburi di serrande, travi di legno, latte vuote di vernice e sacchi rotti da cui sbucava lana di roccia. Adesso, grazie all’impegno dell’Ufficio Ambiente, in corso Italia i rifiuti sparsi sono diventati un ordinato cumulo in attesa del ritiro, in via Nazioni Unite i mobili hanno di nuovo lasciato il posto a erba e foglie, e nei pressi dello svincolo per Savonera si ritorna a vedere il ciglio della strada, mentre sullo spiazzo in via Unità d’Italia solo qualche bottiglia di plastica e un paio di sacchi neri testimoniano della passata discarica. Dunque tutto a posto ma, avvertono le Giav, gli sporcaccioni maleducati non conoscono riposo e una qualunque rifiuto abbandonato potrebbe rappresentare la “finestra rotta” da cui introdurre altri rifiuti, soprattutto nello spiazzo di via Unità d’Italia, così comodo e accessibile, e senza  new jersey e telecamere a scoraggiare e riprendere, in modo che la maleducazione di pochi non diventi un costo aggiuntivo per la collettività.