Corini e Lanna portano il segusino Niccolò Intorre in prima squadra col Novara Calcio Il portiere classe 1999 si dividerà tra la Primavera e la Squadra di B: "Sogno di diventare professionista, ma sto coi piedi per terra fuori dal campo. Il diploma prima di tutto"

Niccolò Intorre Novara CalcioNiccolò Intorre Novara Calcio

SUSA – Se avesse seguito le orme del padre Salvatore – Maresciallo dei Carabinieri in congedo –  Niccolò Intorre sarebbe forse finito a fare il Corazziere, anche se pur dall’alto dei suoi 187 centimetri ancora gliene mancherebbero tre per poter finire nel Reggimento d’onore del Quirinale. Invece da più di due anni il giovane portiere talento della Valsusa, vive a Novarello, la pepiniére e il centro sportivo integrato di proprietà del Novara Calcio, che ne usufruisce come sede sociale e centro di allenamento della prima squadra, nonché per la preparazione e le partite casalinghe delle selezioni del settore giovanile.  

E alla vigilia del Campionato di Serie B 2017/18 la sorpresa: il neo allenatore  azzurro Eugenio Corini e il suo vice Salvatore Lanna lo hanno inserito nella rosa della Prima Squadra, per cui Niccolò Intorre, 18 anni compiuti a marzo, dopo  avere avuto il privilegio di festeggiare la prima convocazione in Serie B a soli diciassette anni nell’ottobre scorso (panchina contro il Pisa) si dividerà fra la porta della Primavera e le convocazioni come terzo portiere della squadra che affronta il Campionato cadetto.

Una bella soddisfazione almeno per i calciofili della Città di Susa – cui i talenti non mancano, come Filippo Gilli, Primavera col Toro http://www.lagenda.news/filippo-gilli-in-primavera-toro/ – ma che vedrà salutare la sua Squadra di Eccellenza, per forse partire dalla terza categoria, con una neo squadretta messa in piedi con i primi giocatori sottomano…

Il salto di carriera nelle giovanili del Novara

Niccolò Intorre, nel Novara è passato dagli Allievi Nazionali, alla Primavera. Ma la sua carriera non è passata per la Valsusa e Susa, dove pure è nato. “Ho iniziato a tirare calci al pallone sin da piccolo, ma volevo fare l’attaccante. Poi mi è venuta la passione per il ruolo del portiere, che mi ha letteralmente affascinato. Sono cresciuto sono cresciuto nella J-Star di Torino – una società vicina alla galassia Juve –  dove sono rimasto per due anni. Poi mi ha selezionato la Juventus e li sono rimasto fino ai Giovanissimi Nazionali per poi arrivare tre anni fa a Novara dopo ho svolto le trafile di Allievi Regionali poi  Primavera con Jack Gattuso”.

Padre interista con figlio juventino? 
“Ebbene si. La scelta di diventare portiere è arrivata proprio da piccolo tifoso juventino. Ammirare Buffon, vederlo da vicino allo stadio, carpire i suoi segreti e i suoi pregi mi ha fatto innamorare di questo ruolo. Ma ammetto che il mio idolo indiscusso, però, è sempre stato Julio Cesar, l’ex portiere dell’Inter. Un giocatore fortissimo, completo, autoritario e molo professionale”. 

Su di lui dicono che al Novara scommettano su un futuro importante  non troppo lontano,  e la convocazione nel gruppo della Squadra di B la dice lunga.   Intorre ha dimostrato di avere a disposizione un bagaglio di doti tecniche e di posizione fuori dalla norma, spinte da lunghe leve, che gli sono valse la prima convocazione con la prima squadra piemontese nella trasferta di campionato contro il Pisa nelle vesti di terzo portiere. Adesso lo aspetta un’annata fra  i pali della porta della Primavera, ma con un occhio rivolto a quella prima squadra con la quale ha già avuto modo di lavorare, confrontandosi con i ritmi e le pressioni del calcio professionistico.

Le tue caratteristiche?

“Forse la reattività. Cerco sempre di incoraggiare la squadra dal primo all’ultimo minuto, di dialogare con la difesa. Penso di essere abbastanza bravo nelle uscite sia basse che alte e per fortuna riesco ad essere intuitivo sui calci di rigore. Il segreto per parare un penalty è di osservare fino all’ultimo il giocatore pronto a calciare dal dischetto, di mettergli pressione a livello psicologico”.

Come è la tua vita fuori dal campo?

“Essendo lontano da Torino, vivo a Novarello, in convitto. E’ stato difficile lasciare la famiglia, la mancanza spesso si fa sentire. Sono abituato a vivere da solo ma ho in Elio Sicignano – il tutor – un secondo padre. Aiuta me e gli altri ragazzi nella quotidianità, ci sprona sempre. Ogni tanto lo facciamo un po’ esaurire credo… Studio Ragioneria all’Istituto  Mossotti. Voglio assolutamente terminare il piano di studi e ottenere il diploma”.

Il sogno sportivo?

“Beh il sogno  nel cassetto è quello di ogni ragazzo della mia età che gioca a calcio, cioè quello di diventare un professionista, di arrivare in serie A e giocare in Nazionale. Quest’ anno mi pongo l’obiettivo di giocare il più possibile  possibile in Primavera e di allenarmi sempre meglio quando la prima squadra mi chiamerà. Fuori dal campo sono single, nel tempo libero mi dedico solo allo studio e al calcio e quando posso esco con gli amici in centro a Novara”.

Un ragazzo con i piedi per terra e la testa sul collo, tranne quando è fra i pali e piedi e testa volano. Peccato quel difettuccio bianconero – si scherza ovviamente – ma buona fortuna per la sua maglia azzurra. La prima, quella del Novara che è già arrivata.

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