Alcune migliaia dicono No! Giunti da tutta la penisola e marciano sotto la pioggia da Bussoleno a San Didero sotto le bandiere Notav Il corteo partito puntuale alle ore 14 dalla Piazza della Stazione sfila in Via Traforo e lungo la Statale 25

La testa del corteo Notav in Via Traforo a BussolenoLa testa del corteo Notav in Via Traforo a Bussoleno

BUSSOLENO – Puntuale nonostante la pioggia dietro lo striscione “Ci siamo c’eravamo e ci saremo!” il corteo della marcia Notav da Bussoleno a San Didero è partito da Via Traforo dopo il raduno in piazza della Stazione. Dietro i primi manifestanti il corteo dei musicanti, poi il camioncino con i gonfaloni dei Comuni della Valle – quelli Notav ovviamente – con i Sindaci dietro lo striscione degli amministratori con al centro Sandro Plano con al fianco il Vice Sindaco di Torino Guido Montanari insieme a diversi colleghi dell’Unione Montana (Bassa) Valle Susa, poi via via sono sfilati gruppi come le “Brigate di Solidarietà Attiva”, i Notav di Rivalta, in mezzi tanti giovani e pensionati della Valle, per poi lasciare spazio ai Notap, ai No Terzo Valico, NoNavi, ai napoletani, alla gente di Taranto del Salento, a quelli giunti dalle aree terremotate, con anche gruppi vari arrvati alla spicciolata da tutta Italia e con “delegazioni” francesi e persino di altre nazionalità.

Nel corteo, sotto ombrelli e cappucci, molti volti noti della politica, dal M5S, ai vertici della FIOM CGIL con Giorgio Airaudo, tutti insieme dietro gli ammnistratori locali e mischiati ai tanti pensionati con nipotini al seguito.

Mano a mano che ci allontava dalla testa del corteo – dove si scandivano gli slogan di sempre come “A sarà dura” al suono delle fanfare e orchestrine – via via l’età media diminuiva e si alzavano canti, slogan e sfottò con bersaglio prevalente il cantiere e le Forze di Polizia: da “grida forte la  Valsusa che paura non ne ha” a “mia nonna partigiana me l’ha insegnato, tagliare le reti non è reato!” si sentivano canti di cui il più riferibile è “tout le monde déteste la Police”. E la musica cambia e diventa quella tipica dei cortei metropolitani antagonisti.

Dal megafono di testa sul trattore che guida la sfilata lungo la Statale 25 anche un attacco diretto al Ministro “sbirro” Marco Minniti e numerose prese di posizione  ben chiare verso il  vero bersaglio dei manifestanti: “Quest’opera e questo cantiere imposto con uno stato di polizia che non si vede nemmeno in zone di guerra. Contro tutta la popolazione e tutti Comuni della Valle che sono contrari. E’  fatto dai politicanti che rubano soldi pubblici, denaro di tutti noi, che viene sottratto per speculare, per fare affari, ai bisogni della gente. Soldi tolti ai Comuni, alle scuole, agli asili, alla sanità. Ma sappiamo che non ci arrenderemo mai. Che quest’opera la fermeremo! Ora e sempre resistenza. Ora e sempre Notav!”

I Sindaci Notav

I Sindaci Notav