Novalesa e tutti i Sindaci della Valsusa si sono stretti intorno alla famiglia per i funerali di Tullio Faletti Alla cerimonia presente anche il Prefetto Renato Saccone. L'orazione di Sandro Plano: "Ci lascia un uomo che amava la sua gente e queste montagne più di ogni cosa"

L'ultimo saluto di Novalesa al Sindaco Tullio FalettiL'ultimo saluto di Novalesa al Sindaco Tullio Faletti

NOVALESA –  In una meravigliosa giornata di sole, imbiancata dalle cime della catena del Rocciamelone sino ai tetti Novalesa si è raccolta questa mattina nella Via Maestra per dare l’ultimo saluto a Tullio Faletti, il sindaco di questa comunità di montagna che ha lasciato domenica pomeriggio, quando il suo cuore generoso, si è spento. E in poche decine di metri tra la sua abitazione, la Casa degli Affreschi dove era stata esposta la salma e la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano ha ricevuto l’abbraccio e l’affetto dei suoi concittadini e dell’intera comunità amministrativa della Valsusa: da Bardonecchia a Caselette tutti i sindaci con fascia tricolore e gonfalone a tributargli omaggio, insieme alle associazioni e ai rappresentanti delle altre istituzioni locali.

La sua figura è stata ricordata dal Parroco, Don Luigi Crepaldi che ha celebrato insieme al Priore della Novalesa, Paolo Maria Gionta accompagnato anche da Don Daniele Mazzucco, il primo monaco benedettino a tornare all’Abbazia e da Don Gianluca Popolla“Mi ha accolto due anni fa a Novalesa come fossi un figlio, premuroso e attento, sempre a chiedermi se avessi bisogno di qualcosa, se andasse tutto bene. Perché per lui, che ha conosciuto da vicino il mondo anche da volontario in Africa, ogni suo amministrato era parte della sua famiglia, dalla persona più anziana ospite del pensionato ai primi migranti ospitati. Sempre vicino agli ultimi e allo stesso tempo un grande conoscitore della Val Cenischia, della sua storia, pronto a ad accogliere ogni turista di passaggio e a raccontargliela con passione e competenza”.

E che Novalesa abbia radicato il senso di appartenenza, di identità, lo si è visto non solo per la partecipazione, ma per la commozione autentica segnata sul volto di tutti i presenti. Commozione cui non è sfuggito Sandro Plano, di solito noto per il suo carattere burbero, che ha ricordato Faletti nella sua veste di Presidente dell’Unione Montana Valle Susa. “Per chi ha la fede quello di oggi è un arrivederci, per chi non ce l’ha è un addio – ha detto Plano – Un addio pesante, perché perdiamo una persona generosa e competente. Noi sindaci ci riuniamo tutti i giovedì sera per discutere delle diverse questioni che riguardano la vita amministrativa. Alle nove di sera Tullio era sempre il primo in cima alle scale ad aspettarci. E’ un uomo buono e generoso che non abbiamo conosciuto abbastanza, che ci ha dato e insegnato molto, ma che dovevamo conoscere ancora di più. La sua passione per questa terra, per queste montagne, per la storia e le tradizioni da raccogliere erano infinite… Oggi siamo tutti molto tristi. Un sindaco si rifà. L’uomo purtroppo no”.

Mauro Carena – Sindaco di Villar Dora e consigliere della Città Metropolitana ha portato il cordoglio di tutto il Consiglio di quella che fu la Provincia di Torino e ricordato la sua lunga frequentazione personale con Faletti: “Dietro quella barba un po’ incolta e i capelli arruffati c’era un grande amministratore, attento a conservare e interpretare in chiave moderna il territorio alpino della sua Valle”.

Ai funerali è ha partecipato anche il Prefetto di Torino Renato Saccone che oltre al cordoglio rappresentato alla famiglia, la moglie Renata, e i tre figli Federico, Flavio e Francesco si è stretto vicino al consiglio comunale ed alla Giunta di Novalesa che in meno di un anno ha perso il sindaco e il vicesindaco, Ezio Rivetti. “Per qualsiasi necessità gli uffici della Prefettura sono a vostra disposizione – ha detto il Prefetto – non vi lasciamo soli”.

Fuori dalla Parrocchiale, finita la cerimonia religiosa, la banda musicale ha intonato “Signore delle Cime” in un ultimo, commovente, abbraccio con tante lacrime sincere.

Ciao Tullio… Se c’è un Paradiso di certo puoi andare per le tue montagne da lassù.