La Meridiana di Rivoli alla Casa del Conte Verde con l’ultimo libro dello storico Novelli Ospite d'onore l'avvocato Bruno Segre, testimone della Resistenza: l'occasione per brindare al suo novantanovesimo compleanno

La presentazione del libro di Massimo Novelli a RivoliLa presentazione del libro di Massimo Novelli a Rivoli

RIVOLI – Grande successo per l’associazione culturale “La Meridiana”, di Rivoli:  la conferenza organizzata ieri ha registrato un’affluenza di pubblico superiore alle aspettative. Occasione dell’appuntamento, l’ultimo libro dello storico Massimo NovelliMarcel Déat, il fantasma di Vichy”: uno spaccato originale della Torino nell’immediato dopoguerra.

Realizzato in collaborazione con il Comitato Resistenza Colle del Lys nella Sala Conferenze della Casa del Conte Verde, l’incontro ha visto al tavolo degli oratori, con l’autore del saggio, lo storico Michele Ruggiero e l’avvocato Antonio Caputo. Ospite d’onore l’avvocato Bruno Segre, che fu testimone diretto di quel periodo: l’occasione per rinnovargli con un brindisi e un applauso gli auguri per il suo novantanovesimo compleanno.

Un dibattito appassionato

Il libro di Novelli, frutto di un grande lavoro di inchiesta e ricerca, racconta la latitanza italiana di Marcel Déat, fascista francese condannato a morte in contumacia dall’Alta Corte di Giustizia di Parigi per collaborazionismo con i tedeschi. Ricercato sia dal governo francese, sia dai servizi segreti transalpini, sfuggì alla fucilazione rifugiandosi dal dopoguerra alla sua morte a Torino.

L’autore, con un grande lavoro di ricerca e inchiesta, ha ricostruito le connivenze che hanno protetto il soggiorno torinese di Déat, offrendo l’affresco di una Torino, medaglia d’oro per la Resistenza, inedita.

Il ministro del Lavoro di Vichy passeggiava per il centro, andava a comprare il pane con il falso nome di Joseph Le Roux. Poteva farlo grazie alla protezione di ambienti conservatori e clericali, della polizia e delle autorità italiane.

Per quest’opera, preziosa testimonianza storica, Massimo Novelli ha ricevuto la menzione di merito al Premio Pavese.

Bruno Segre, ospite d’onore

Appassionato l’intervento dell’avvocato Bruno Segre, testimone dell’epoca raccontata nel libro di Novelli. Classe 1918, giornalista e avvocato, Segre ha dedicato la sua vita a grandi battaglie: la laicità delle istituzioni, i diritti umani, gli ideali libertari e socialisti, che lo hanno portato a militare in Giustizia e libertà durante la Resistenza e battersi per l’obiezione di coscienza e per il divorzio. “Bisogna avere il coraggio di lottare per i propri ideali e di dire sempre le cose che si pensano ad alta voce, apertamente, senza tentennamenti”, ha ribadito a gran voce al termine della sua testimonianza.

Infine il brindisi per il novantanovesimo compleanno dell’avvocato Segre: la ricorrenza è già stata celebrata lo scorso 4 settembre, ma l’occasione era propizia. “Vi sono grato per tutti questi auguri, tutte queste feste in mio onore. Mi sorge però il dubbio – ha commentato Segre – che pensiate che non arriverò al prossimo compleanno”.

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