Obbligo di dimora a Bussoleno per Andrea Bonadonna, leader di Askatasuna e dei Notav, arrestato dopo il corteo anti-G7 Lo ha deciso il Gip, respingendo la richiesta della custodia in carcere formulata dalla Procura dopo l'interrogatorio di ieri

Andrea Bonadonna sul palco del Festival Alta FelicitàAndrea Bonadonna sul palco del Festival Alta Felicità

BUSSOLENO – Scarcerato e sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Bussoleno, in Valsusa. Così ha deciso oggi pomeriggio il Giudice delle indagini preliminari per Andrea Bonadonna, il leader di Askatasuna arrestato sabato sera dopo il corteo anti-G7 di Venaria Reale.

I fatti contestati e la decisione del Gip: no alla  misura cautelare in carcere

I capi d’accusa formulati dalla Procura contro Bonadonna sono tre. Il primo è “violenza a pubblico ufficiale“, e riguarda alcuni episodi che si sarebbero verificati nel corso del corteo. Contestato, inoltre, il “concorso” con altri partecipanti non identificati. Vi è poi la “resistenza“, che si riferisce al suo intervento in occasione del fermo di un manifestante. Infine le “lesioni” ai danni di due agenti di polizia.

Alla luce dell’interrogatorio di ieri, la Procura aveva aveva chiesto per Bonadonna l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Ma oggi pomeriggio il Gip Irene Gallesio, al termine dell’udienza per la convalida, ha deciso per la misura meno restrittiva della scarcerazione e dell’obbligo di dimora. Pertanto Bonadonna è libero di circolare, ma non al di fuori del territorio del Comune di Bussoleno. Non potrò quindi tornare alla Taverna Tortuga che gestisce con altri militanti Notav, che è sul territorio di Chianocco.

La lettera dal carcere: “Sereno nel cuore e lucido nella mente, determinato alla lotta”

Sereno nel cuore, lucido nella mente, solo un po’ stanco (per usare un eufemismo) e provato dalle fatiche delle giornate di lotta e di lavoro appena trascorse“. Si descrive così, in una lettera dal carcere pubblicata su un sito web di area autonoma, Andrea Bonadonna. In attesa dell’esito dell’udienza di convalida,  scrive rivolgendosi ai suoi “compagni“. Nella lettera parla di “gioia per le migliaia e migliaia di voci e di corpi” scese in piazza contro il summit. Si sofferma nel descrivere la sua”determinazione alla lotta, nonostante l’isolamento fatto di sbarre e muri“. Parla inoltre di “amore” per i gesti di solidarietà che gli sono arrivati.