Oggi è il “Safer Internet Day”: Polizia Postale e Ministero dell’Istruzione per combattere il cyberbullismo nelle scuole Nel 2016 in Provincia di Torino 31 minori denunciati e 235 casi in cui i ragazzi sono stati vittime

Polizia Postale per il Safety Internet Day 2017Polizia Postale per il Safety Internet Day 2017

TORINO  – Oggi nell’ambito del Safer Internet Day 2017 (hashtag #SID2017) il Ministero  dell’Istruzione insieme alla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni organizza la 1ª Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola .

Un’edizione speciale di “Una vita da social” che prevede workshop in contemporanea proprio il 7 febbraio presso le scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. Gli operatori della Postale incontreranno circa 60mila ragazzi, con lo slogan  “Sii il cambiamento, uniti per un internet migliore”.

La generazione millenial, che vive sui social e connessa praticamente tutto il giorno è anche stata oggetto di una ricerca riguardante in particolasre in particolare i gioavani tra i 14 e i 18 anni, la cui vita sui social è stata oggetto di un’indagine sull’hate speech.  Espressione spesso tradotta in italiano con la formula “incitamento all’odio”, una categoria elaborata negli anni dalla giurisprudenza americana per indicare un genere di parole e discorsi che non hanno altra funzione a parte quella di esprimere odio e intolleranza verso una persona o un gruppo, e che rischiano di provocare reazioni violente contro quel gruppo o da parte di quel gruppo. E che si traduce in compartmaneti sul web oltraggiossi, irriverenti, comportanti anche nel nostro ordinaemnto una seri edi rreati, dalla diffamazione ai veri e proprio casi di cyberbullismo verso altri apparenenti al proprio ambiente giovanile, purtroppo spesso originato proprio nelle scuola.

 Il 40% degli intervistati ha dichiarato di trascorrere on-line più di 5 ore al giorno. Whatsapp si conferma il gigante degli scambi social fra gli adolescenti (80,7%), seguito da Facebook (76,8%) e Instagram (62,1%). Bufale e fake news? Il 14% degli intervistati dichiara di non controllare mai se una notizia sia vera o falsa, un comportamento – sempre secondo la ricerca – che rende le ragazze e i ragazzi “facilmente preda di titoli sensazionalistici e ‘bufale’ che possono fomentare reazioni poco ragionate e forse guidate da sentimenti di rabbia e di odio”. Tre intervistati su 10 (il 29%) hanno messo un “like” ad un post che insultava o criticava aspramente un loro coetaneo; mentre 1 su 10 ha commentato con insulti o criticato “aspramente” un coetaneo sui social network.

Quasi 3 ragazzi su 10 (il 28%) di persona non avrebbero usato le stesse parole. Mentre se incontrassero qualcuno che insulta un coetaneo il 14% dei ragazzi non farebbe nulla pensando “non è una cosa che mi riguarda”. E se gli insulti sono rivolti a personaggi famosi? L’11% dei giovani li approva in virtù di una più generale “libertà di esprimere ciò che si pensa”. Il 13% ammette di aver insultato un personaggio famoso on line.

L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca è assolutamente determinante.

Iniziative come la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Internet – ormai celebrata in oltre 100 Paesi e da quest’anno anche giornata nazionale sul bullismo e cyberbullismo –  sono di grande importanza perché aiutano a portare la sicurezza della rete all’attenzione di un grande numero di utenti, soprattutto adulti, che sono oggi nel nostro paese quelli meno consapevoli dell’importanza di educare i minori a un uso sicuro consapevole e responsabile della rete.

“ L’impegno profuso nella lotta al cyberbullismo è divenuto ormai prioritario” – spiega Paola Capozzi  Dirigente del Compartimento Polizia Postale di Torino , “ e ritengo che un ruolo fondamentale spetti all’azione di prevenzione che quotidianamente conduciamo nelle scuole del territorio. Oggi saremo all’Istituto Comprensivo di Druento”

Il Compartimento, inoltre, come membro dell’Osservatorio provinciale sul bullismo partecipa quest’anno all’iniziativa denominata “Il  nodo blu. Le scuole unite contro il bullismo” che vuole far riflettere i ragazzi sull’importanza di un utilizzo consapevole del web e dei social network, strumenti straordinari di informazione, comunicazione, capaci di amplificare gli effetti positivi o negativi di tutto ciò che vi introduciamo o che condividiamo con il grande mondo della rete; un luogo senza confini che rende protagonista anche lo spettatore”.

Ma i personale della Postale è a dispossizione dei Dirigenti scolastici tutto l’annno per programmare incontri formativi e divulgativi nelle scuole.

Conseguenze di compartamenti deviati o di semplice superficialità che i giovani (ed i loro geneitori) possono pagare sia come vittime che come attori dei di reati stessi.

Le statisctiche del Compartimento di Torino del 2016 vedono infatti 235 minori vittime di rati “digitali”: stalking online, diffamazione, ingiurie minacce e molestie, furto di identità digitale, diffusione di materiale pedopornografico. Ma anche respsondabili degli stessi, cosa che ha comportato 31 denunce all’Autorità Giudiziaria di minori, responsabili delle stesse condotte.

Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie – purtroppo –  la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo.

La raccomandazione, soprattutto per i genitori e gli insegnanti è, in caso di sospetti, di rivolgersi direttamente al personale specializzato della Polizia Postale e delle Comunicazioni presso le Questure, i Commissariati o anche attraverso il Commissariato online sul sito della Polizia di Stato.