“Oltre gli schieramenti: scelte forti e coraggiose per salvare Avigliana, adesso!” Intervista ad Aristide Sada e Gianfranco Ferraudo

Gianfranco Ferraudo, Assessore ad Avigliana per il PCI dal ‘75 al ‘90 e Capogruppo PDS fino al ‘93. Aristide Sada, già Consigliere comunale per "Grande Avigliana"Gianfranco Ferraudo, Assessore ad Avigliana per il PCI dal ‘75 al ‘90 e Capogruppo PDS fino al ‘93. Aristide Sada, già Consigliere comunale per "Grande Avigliana"

Con l’avvicinarsi delle elezioni ad Avigliana, due autorevoli voci della politica locale hanno deciso di intervenire commentando la situazione attuale della Città. Aristide Sada, Consigliere di minoranza per “Grande Avigliana” fino allo scorso Consiglio comunale, dopo il quale si è dimesso per lasciare spazio alla prima esclusa Simona Falchero, continuando però a interessarsi alle vicende del gruppo consigliere. Insieme a lui Gianfranco Ferraudo, Assessore ad Avigliana per il PCI dal ’75 al ’90 e Capogruppo PDS fino al ’93,

Ferraudo, a pochi mesi dalle elezioni, qual è il clima ad Avigliana?
Si potrebbe utilizzare la metafora del Titanic che affondava, mentre l’orchestrina continuava a suonare. È questa l’aria che si respira in Città. Tutti si affannano a esibire schieramenti più o meno “civici”, tutti si professano “aperti” e “trasparenti”. Mai sentito un gruppo che si definisse non civico, non trasparente o non aperto. Tanto varrebbe tacere su questo argomento.

E su quali argomenti si dovrebbe discutere?
Occorrerebbe andare al sodo: mentre l’orchestrina suona queste musiche di rito, Avigliana affonda. Da Città che tutti ritenevano godere di un privilegiato sviluppo, a fanalino di coda della Valle.
Abbiamo perso tutto, ma il peggio deve ancora venire e questo tra il doloso disinteresse dei contendenti alla prossima tenzone elettorale. La Città verrà spaccata in due dal percorso del TAV, il quale correrà in superficie tra due barriere. Avigliana sarà divisa: non Est ed Ovest (come Berlino) ma Nord e Sud. I supertreni transiteranno tra le nostre case ad oltre 200 km/h. In più perderemo la stazione ferroviaria. Queste cose, qualche Amministratore le ha chiaramente dette agli Aviglianesi, impegnandosi ad eliminare tale disastro ed indicandone le responsabilità? Se nessuno l’ha fatto, lo facciamo noi.

A proposito, Sada, parliamo di TAV…
Parliamone. Il progetto originale del TAV prevedeva un percorso in galleria sotto il Musinè, per dirigersi verso Milano con fermata a Torino in zona nord. Dopo la “vittoria” raggiunta con accanite lotte in valle (e interessi occulti), il percorso correrà invece adiacente alla vecchia linea e in superficie. Inoltre squarcerà la collina morenica (che qualcuno voleva Parco) per raggiungere il SITO di Rivalta, totalmente fuori percorso. Una follia.

Cosa occorrerebbe fare, a suo avviso?
Questa follia deve essere assolutamente fermata perché significherà la morte di Avigliana, nonché l’azzeramento di valore delle case collocate nelle aree limitrofe. La collegata perdita della stazione ferroviaria darà il “colpo finale”. Bel risultato. Eppure dal fiume di soldi che scorre attorno al TAV, si sarebbe potuto ottenere anche qualche vantaggio.

Per esempio?
Al tempo della costruzione dell’Autostrada, si sono ottenuti buoni risultati, quali il tracciato lontano dalle case, due svincoli gratuiti e la Circonvallazione per Avigliana, la galleria di Prapuntin a Bussoleno, dove la Sitaf voleva assolutamente passare in superficie. Però allora gli Amministratori non stavano sull’Aventino mentre altri decidevano, ma sostenevano duri confronti.

Cosa possono fare i partiti in questo scenario?
Ci rivolgiamo al PD, Partito nostro o di nostro riferimento, e che oggi finalmente dispone di una buona dirigenza di zona. Quando tali scempiaggini venivano proposte ed approvate, i vostri rappresentanti, non facciamo nomi, erano nella Giunta aviglianese, perché non le hanno denunciate? Solo in questa legislatura con l’alleanza “Grande Avigliana”, è stata fatta vera opposizione ed è proprio quest’esperienza che il PD oggi rinnega. Si vuole tornare al passato?

Cosa vorrebbe proporre per Avigliana, Ferraudo?
Per salvare Avigliana, adesso, servono scelte forti e coraggiose. La Città dovrà essere unita. Le guerre tra partiti e tra bande all’interno dei partiti siano sospese. I litigi, le rese dei conti, i distinguo, le ossessive ricerche di purezze, se proprio non se ne può fare a meno, possono riprendere dopo. Adesso quelli che hanno numeri, competenze e capacità si uniscano e nessuno faccia la maestrina scrivendo alla lavagna i buoni ed i cattivi. Non vi possono essere veti politici per impedire che si formi ad Avigliana un’aggregazione di persone serie, che vogliono il bene della Città e non la supremazia di un gruppo su di un altro. Chi ponesse veti si assumerebbe la responsabilità dell’affondamento di Avigliana. Via i muri (Altri lo dice) e tutta la ferrovia (anche la stazione) sia potenziata ed interrata, come in tutti i Corsi di Torino. Sparita la ferrovia, la Città sarà ricucita, lì sarà il suo Centro, di fatto con Metropolitana. Il TAV dispone di miliardi che sicuramente in parte spreca per accontentare questo e quello. Facciamoglieli spendere finalmente bene e per noi! Con l’Autostrada siamo riusciti! Senza questo, i discorsi sulla vivibilità, sullo sviluppo turistico e commerciale su aiole e fiorellini, concerti e spettacoli sono aria fritta, fumo per imbonire qualche sprovveduto.