“On air – Storia di un successo”… trash Sul grande schermo la storia e la vita del dj radiofonico Marco Mazzoli

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Nelle sale in questi giorni un film dedicato ai giovani di tutte le generazioni, a chi è adolescente in questi anni e a chi lo è rimasto nel cuore, cresciuto con le trasmissioni radio che si rivolgono all’anima goliardica, infantile, giocosa e anche irrimediabilmente volgare e trash che alberga in ognuno. “On air” è l’autocelebrazione di un successo radiofonico da sempre discusso e criticato, quanto ascoltato e apprezzato. “Lo zoo”: il format inventato da Marco Mazzoli che, proseguendo il suo stile irrivenrente e al di sopra delle righe, decide di dedicarsi un’autobiografia prima cartacea e poi cinematografica. Intenzione sfrontata, quanto le sue trasmissioni su “Radio 105”, che utilizzano la parolaccia, gli espliciti riferimenti sessuali, il ricorso a scenette adolescenziali come cifra stilistica. Cifra stilistica che, per quanto dichiaratamente e orgogliosamente trash, non smette di mietere successi in termini di ascolto, lanciando personaggi diventati ormai “eroi” del quotidiano e della battuta, citati nelle chiacchiere da bar, capaci di strappare una risata grassa e di rompere il muro del perbenismo e del politically correct spesso false maschere di cui ci si riveste in alcuni ambienti sociali. Ed ecco spiegato il successo di uno dei più popolari dj della radio anni ’90 e 2000: successo basato sul sopracciglio sollevato dello sguardo perbenista che però, nel chiuso e nella solitudine della propria auto o delle proprie cuffiette, non può fare a meno di ridere con le volgarità dello “Zoo”. Per non parlare del pubblico di adolescenti anagrafici o rimasti tali nell’animo, che non si perdono una puntata delle trasmissioni del primo pomeriggio. Successo giustificato anche da un innegabile talento, che altrimenti non avrebbe raggiunto tali obiettivi, seguendo il motto per cui “La diretta è davvero libidine ed emozione“, come ricorda lo stesso Mazzoli nel film, drogato di parole, di egocentrismo, compiaciuto di stupire, di colpire, anche di sconvolgere, come solo i veri performer sanno fare.

Tutto questo, insieme ai personaggi, alle amicizie e ai tradimenti professionali e personali, finisce sul grande schermo in un interessante esperimento di crossmedialità dove la radio e i suoi protagonisti vanno in video dopo essere passati per il cartaceo dell’autobiografia dello stesso Mazzoli, scritta a quattro mani con il cugino Davide Mazzoli che è anche regista di “On air”. Contenuto trattato, ovviamente, con la stessa forma ironica, irriverente e sopra le righe inseparabile dal personaggio di Mazzoli. Insomma: una pellicola non solo per chi ama il genere “Zoo” e vuole ritrovare al cinema i propri compagni di risata e di goliardie pomeridiane, ma anche per chi vuole entrare in contatto con un fenomeno dilagante nella cultura mediatica italiana di questi anni: il supertash, ingrediente non solo della radio di Mazzoli, ma anche di molta tv e, visto che di questi stiamo parlando, di molto cinema.

L’esperimento commerciale della coppia Mazzoli, Marco e Davide, ha saputo attirare un cast non da poco con, oltre lo stesso dj nei panni di se stesso, Giancarlo Giannini nel ruolo del direttore della radio, Riky Tognazzi nel ruolo del direttore editoriale e poi Claudio Cecchetto e Angelo Pintus, l’immancabile Leone di Lernia e Marco Mazzocca. Mentre delude un po’ la scelta di un attore poco somigliante al protagonista per il ruolo del Marco ventenne.