“Orizzonte Valsusa” ha affrontato in un incontro le tematiche relative alla violenza sulle donne L'argomento affrontato con le specialiste di "Svolta Donna", della ASLTO3 e dei Carabinieri della Compagnia di Susa

Orizzonte Valsusa Convegno "Non sei sola"Orizzonte Valsusa Convegno "Non sei sola"

SUSA – Sabato pomeriggio presso l’Hotel Napoleon di Susa l’Associazione “Orizzonte Valsusa” nata da un gruppo di professionisti 40enni della Valsusa, con un piede anche in area metropolitana ha realizzatro il suo primo appuntamento pubblico, dopo la sua presentazione avvenuta  lo scorso febbraio.

Argomento scelto dall’Associazione presieduta dall’avvocato Enrico Giorio è sta la condizione femminile rispetta ai tempi  della violenza all’interno della famiglia o della sfera affettiva e lavorativa. Tema affanrtao con un gruppo di esperte e spevciliste dell’Associazione “Svolta Donna” che da anni collabora con l’AslTO3 sul tema a sostegno delle vittime  e dai Carabiniero della Compagnia di Susa, con gli interventi del Capitano Pieroni e del Maresciallo Valeria Panzera, in servizio presso la Stazione di Susa.

Gli interventi

Dopo i saluti, per Orizzonte Valsusa è intervenuta Caterina Agus – antropologa ed etnologa – che ha sottolineatro come  “Ogni possibilità di sviluppo in Valle passi necessariamente attraverso un cambiamento di modelli culturali di riferimento e il modello culturale odierno è ancora, purtroppo, quello della penalizzazione della donna, a partire dal contesto familiare a quello lavorativo, nonostante sulla carta sia sancita la parità dei sessi.”

Per la Agus nonostante una normativa più moderna e la maggiore consapevolezza della condizione e dei diritti delle donne, la violenza “sembra trovare nuove motivazioni legate al cambiamento intervenuto nel ruolo della donna nella famiglia e nella società.  Troppi casi ancora non sonosono denunciati e questo rende la violenza domestica un fenomeno sfuggente e invisibile, anche perché diventa allarme sociale solo in occasione di eventi eclatanti. La violenza di genere non dovrebbe quindi essere presa come un dato strutturale isolabile ma dovrebbe essere considerata nel suo esperirsi nelle relazioni che attraversano la produzione del genere e che quindi non può prescindere dalle reti di potere che costituiscono la nostra società.”

Paola Sderci – assistente sociale dell’ASL TO3:- in una lunga relazione ha parlato delle varie forme in cui si esplicita la violenza, non solo quella fisica e/o  sessuale, ma anche psicologica e  soprattutto  il ricatto economico,  che possono subire le donne, sottolineando “la connessione che esiste tra discriminazione e violenza in un modello sociale in cui la costruzione dei ruoli corrisponde ancora a rapporti di forza e di potere tra uomini e donne. Ecco perché è importante la prevenzione, la protezione e il sostegno attivo delle vittime di violenza”. A questo scopo l’AslTO3  attiva un complesso percorso di sostegno e di presa in carico delle vittime di violenza in un quadro di prospettive e azioni integrate in ospedale, attraverso uin vero e proprio protocollo sanitario e sul territorio.

Gli strumenti di tutela pubblica 

Il Centro Antiviolenza Svolta Donna da anni mette a disposizione delle vittime uno staff articolato di professioniste, che opera anche per chimata diretta al numero verde gratuito 800093900Antonella Ferrero e Anna Beccaria – psicologhe e psicoterapeute, del Centro, hanno messo in luce il raccordo esistente tra i servizi socio-assistenziali del territorio – ASLTO3  e Conisa –  e gli Sportelli di Ascolto e i Centri Antiviolenza, finalizzati a fornire consulenza, ascolto, sostegno e accoglienza a donne, anche con figli, minacciate o vittime di violenza fisica, sessuale, psicologica e di costrizione economica. In questi luoghi le donne possono trovare risposte al loro bisogno di protezione, sicurezza ed aiuti concreti per uscire dalla situazione di violenza.

E’ stato ricordato anche che fra gli strumenti messi in campo a sostegno delle vittime  esiste un fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza e maltrattamenti predisposto dalla Regione Piemonte e che è garantito il gratuito patrocinio legale. In Valsusa è attivo uno sportello ad hoc presso l’Ospedale di Susa  (aperto ogni martedì, ma  solo su appuntamento al numero verde) chiamando il numero verde gratuito 800093900) e ad Avigliana, presso Villa S. Giuseppe, in Via Pirchiriano, 5 (aperto il giovedì con orario ore 10-12).

E’ però necessario – hanno concluso –  promuovere una rete di sostegno di soggetti e risorse, che possano interagire con i problemi del territorio e con le persone in difficoltà e più iniziative di sensibilizzazione in collaborazione con Enti e/o Associazioni, ma anche con gli Istituti Scolastici”.

Il ruolo delle Forze di Polizia

Con i loro interventi il Capitano Flavio Pieroni, Comandante della Compagnia Carabinieri di Susa e il Maresciallo Valeria Panzera hanno  una volta di più chiarito il percorso percorso di prevenzione e – quando si ravvisano estremi penali – di repressione giudiziaria degli autori di fatti criminosi, ricordando come oggi ci siano anche strumenti intermnedi, come la diffida, proveddimento motivato emesso dal Questore, che consente di tenere a distanza chi dà segni di oltrepassare i limiti, prima che avvengano fatti più gravi. E ovviamente consente al personale di polizia territoriale di porre attenzione prativcolare sulle condotte di tali soggetti potenzialmente pericolosi.

“Dal punto di vista legislativo  – hanno detto i due militari – negli ultimi cinquant’anni, sono state apportate importanti modifiche in positivo sulla tutela dei soggetti più frequentemente vittimizzati. Non solo in sede penale, ma anche in forma di tutela civile e penale, con l’introduzione di apposite misure contro la violenza nelle relazioni familiari, come le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e/o gli ordini di protezione contro gli abusi familiari.”

“Tuttavia questi strumenti restano sulla carta se se non ci rivolge con fiduci aagli operatori specializzati, anche della polizia giudiziaria territoriale. In questo campo di prevenzione e di controllo capillare del territorio, con la conoscenza di ogni famiglia e delle sue condizioni,  l’Arma ha una lunghissima esperienza di “antenna” e da sempre interviene anche solo quando le situazioni potenziali di contrasto e/o violenza in famiglia sono solo intravedibili, con azione di prevenzione. Molto, ma  a non tutto può essere visto o intuito in tempo. Per cui è necessario che senza remore le persone a rischio si rivolgano al notro personale. L’avere in servizio Carabinieri donna, oggi ci offre uno strumento in più per superare la diffidenza e rompere la barriera del silenzio.”    

Le conclusioni degli organizzatori

Il Presidente  Enrico Giorio ha sottolineato “come la scelta della tematica non fosse casuale ma voluta per comprendere le caratteristiche del proprio repertorio culturale di riferimento e rinegoziarle diversamente all’interno dei rapporti di genere”.  Con una carrellata storico-cronologica, ha raccontato come le conquiste femminili siano decisamente recenti e nella maggior parte dei casi risalgano solo alla seconda metà del secolo scorso.

Giuliano Pelissero, il suo vice e braccio destro ha voluto ringraziare presenti e relatori:  “Il tema era delicato ed il rischio di sfociare nella retorica, spesso ideologica, é sempre dietro l’angolo; cosa che non é accaduta mantenendosi per l’intera serata uno stile di concretezza dai tratti operativi e con logica di servizio. Sono certo che sempre più si debba aprire gli orizzonti trattando temi come questo sapendo osservare l’evoluzione e i cambiamenti della nostra società. Orizzonte Valsusa ha voluto un contributo in tal senso e per questo é nata”. 

Nel corso della lunga riunione, è stato presentato anche il  cortometraggio inedito dal titolo “Non sei Sola” dei registi Matteo Balzaretti e Camillo Russo. Un documentario di denuncia , ma anche un messaggio positivo finalizzato a rendere tutti partecipi di cosa voglia dire “rompere il silenzio”.

Azioni concrete di “Svolta Donna” con l’Arma dei Carabinieri:  a Susa una sala di ascolto per le donne presso la Caserma dei Carabinieri

Nel frattempo molto concretamente sul tema dell’incontro l’Associazione Svolta Donna, nell’ambito del Progetto “Una stanza per te” sostenu to dalla ex Provincia di Torino – oggo Città Metropolitana – in collaborazione con le Forze di Polizia: Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale, un’idea nata da una proposta dell’Associazione Svolta Donna per creare all’interno di Commissariati e caserme degli spazi protetti, accoglienti ma adeguatamente attrezzati, per raccogliere le testimonianze delle donne che entrano per denunciare violenze su di sé o sui propri familiari – aprirà la saletta marterdì 27 giugno presso la Caserma dei Carabinieri di Susa.

Il progetto consiste infatti in una stanza protetta, accogliente e adeguatamente attrezzata per  donne che entrano in caserma per ospitare le donne che intendano denunciare violenze su di sé o sui propri familiari. Le salette hanno lo scopo di agevolare  l’accoglienza e le denuncia delle donne in quelle sedi delle Forze dell’Ordine, dove troveranno anche personale  specializzato a raccogliere quel genere di denunce: in genere operatori di polizia donne. Sono locali opportunamente separati dagli spazi comuni, adatti per trattare i casi di denuncia per violenza con la dovuta delicatezza, per limitare il disagio delle donne ma anche dotate delle opportune strumentazioni tecnologiche per formalizzare, se necessario, le testimonianze.

 http://www.lagenda.news/susa-caserma-carabinieri-saletta-ascolto-violenza-donne/

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