Addio Ospedale a Susa? Amprino e Batzella molto critiche sull’accordo transfrontaliero

L'Ospedale di SusaL'Ospedale di Susa

SUSA – Due donne, di formazione policita per alcuni versi agli antipodi, eppure in tante vicende vicine e solidali. Una è Stefania Batzella, ostetrica e passionaria del popolo, in consiglio regionale con i grillini. L’altra è Gemma Amprino, consigliera comunale dai tempi di Bellicardi, poi in Provincia quando ancora contava e deliberava per il territorio, poi sindaco di Susa. Entrambe sulla nuova gestione ospedaliera legata alla Francia hanno una visione precisa e molto critica con quanto sta accadendo.

Stefania Batzella: “Quale sarà il vero obiettivo del progetto?”

Ha scritto la Batzella: “Quali saranno gli effetti del progetto europeo sperimentale “Prosantè”? Aumentare la cooperazione transfrontaliera oppure incrementare la mobilità passiva dei pazienti dell’ASL To3 e della Valsusa verso l’ospedale di Briançon? Per quanto riguarda la possibilità dei cittadini italiani e francesi di curarsi oltre confine non viene introdotta alcuna novità. E’ già possibile grazie alla direttiva europea 24/2011 che sancisce la libera circolazione dei malati sul territorio europeo. Dunque quale sarà il vero obiettivo del progetto? A leggere le dichiarazioni dell’ASL To3 sarà un intervento di informazione bilingue sui servizi offerti da una parte e dall’altra della frontiera. Facciamo l’esempio tra l’ospedale di Briancon e quello di Susa, ovvero i due territori montani transfrontalieri. In Francia troviamo un centro ospedaliero d’avanguardia con reparti e specialità nettamente superiori a quelli presenti nell’Ospedale di Susa recentemente declassato e ridimensionato dalla Giunta regionale del Piemonte (si veda la chiusura del reparto di maternità e nido). A ciò si aggiungono i lunghi tempi d’attesa: infiniti sul versante italiano, decisamente inferiori sul quello francese. Vogliamo essere sicuri che questo progetto non sia a senso unico: dall’Italia alla Francia“.

Gemma Amprino: “Per l’Ospedale di Susa non ci sarà nessun finanziamento”

Correva l’anno 2011 quando il sindaco di Briançon Gérard Fromm e il sindaco di Claviere Franco Capra si attivarono, ognuno nell’ambito territoriale di competenza, per accreditare il progetto sanitario transfrontaliero che ora è stato presentato ufficialmente con il nome di “PROsantè”, forte del finanziamento europeo di 672.000 Euro- dice la Amprino – Sono certa che questo traguardo veda la sicura soddisfazione della Città e dell’Ospedale di Briançon che si assicura da subito 242.000 Euro e un riconoscimento del proprio ruolo sanitario da parte di coloro che risiedono nei territori francesi e italiani confinanti. E’altrettanto presumibile che l’ASL TO3 apprezzi il progetto di cooperazione che gli riconosce 430.000 Euro, con l’obiettivo di creare una rete sanitaria che faciliti il percorso dei pazienti con riconoscimento bilaterale. Ma in questo quadro di opportunità italo-francesi, mi ritornano alla mente con dolorosa insistenza delle domande, alcune già formulate in qualità di Sindaco di Susa nell’incontro che si tenne sull’argomento a Briançon alcuni anni fa: “Perché in fase di accordo non viene riconosciuta anche all’Ospedale di Susa una somma significativa in grado di qualificare la struttura ospedaliera, come accade per l’Ospedale francese?“.

I dubbi sull’Ospedale di Susa

Si interroga la Amprino: “Quanti abitanti delle aree francesi gravitanti su Briançon sono e soprattutto saranno curati nel nostro Ospedale di Susa, contribuendo all’incremento numerico dei pazienti assistiti, parametro indispensabile per la salvaguardia dei reparti? Può l’Ospedale di Susa, declassato dalla Regione Piemonte e privo di una o più specialità ospedaliere a livello sovra regionale essere competitivo e concorrenziale con l’offerta transfrontaliera ed anche con quella più vicina di Rivoli? Chi conosce l’attuale offerta sanitaria segusina è in grado di rispondere senza grandi incertezze ai quesiti posti e dunque condividere la mia preoccupazione già espressa in più sedi. Tuttavia, al di là di ogni supposizione, saranno i futuri investimenti di risorse materiali e umane sull’Ospedale di Susa da parte dell’ASL TO3 e i numeri di utenti italiani e soprattutto francesi dei prossimi anni a fornire a tutti noi la risposta reale sulla bontà per Susa dell’accordo siglato. Con tutto il cuore mi auguro che il responso sia positivo, che i miei timori siano infondati e che l’accordo non si riveli per Susa una mela avvelenata“.