A Oulx tutti d’accordo con la battaglia dei Comuni turistici alpini sulla fiscalità locale. Si penalizzano i comuni virtuosi "Servono politiche urgenti per i piccoli comuni di montagna. Non possiamo chiuderli perché le nostre tasse finiscono nel fondo perequativo dei comuni incapienti. Quello è un compito dello Stato"

Un momento dell'incontro di Oulx sulla fiscalità dei ComuniUn momento dell'incontro di Oulx sulla fiscalità dei Comuni

OULX – Una mattinata di confronto a Oulx, per amministratori, Sindaci, Unioni Montane segretari e tecnici Comunali sul tema dei fabbisogni standard e la capacità fiscale  dei Comuni. Presenti almeno un cinquantina di Enti, rappresentati da Sindaci, assessori o segretari, i consiglieri regionali Ruffino, Gallo e Rostagno.

Il titolo dell’incontro-convegno della giornata di lavoro “Perequazione e incapienza per i nostri comuni” è piuttosto oscuro per i non addetti ai lavori. Ma da queste norme discende la fiscalità dei nostri Comuni, con i poveri sindaci tirati per la giacchetta da residenti e ospiti, che pagano fior di tasse sugli immobili, che si lamentano per la mancanza di interventi e non sanno che le tasse locali pagate ai nostri comuni, quelli turistici in particolare, finiscono in gran parte a Roma nel calderone del fondo di solidarietà per i comuni incapienti (e irresponsabili). In più per quanto modulati da un algoritmo i fabbisogni standard sul cui conteggio vengono fissati i bilanci e  i trasferimenti ai Comuni, hanno come elemento di fondo la popolazione residente.

Per cui finisce che i Sindaci di Ceresole Reale e Claviere siano passati negli anni dalle classifiche dei Comuni ricchi a quelli poveri. Scippati delle risorse da tagli orizzontali, dal pareggio di bilancio, passando per il patto di stabilità e leggi “capestro” sulla fiscalità locale.

Cosa sono i fabbisogni standard e la capacità fiscale?

Sono  i pilastri fondanti la perequazione delle risorse finanziarie dei Comuni realizzata attraverso il Fondo di Solidarietà Comunale.
I fabbisogni standard rappresentano le reali necessità finanziarie di un ente locale in base alle sue caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente. E costituiscono i nuovi parametri cui ancorare il finanziamento delle spese fondamentali dei Comuni, al fine di assicurare un graduale e definitivo superamento del criterio della spesa storica.
Al SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico Spa), società costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia, è affidata la predisposizione delle metodologie utili all’individuazione e determinazione dei Fabbisogni Standard e nel sistema perequativo pensato, che andrà a regime dal 2021, nel quale oltre 500 Comuni risultano oggi incapienti.

Tra il 2013 e il 2015 i fabbisogni standard sono entrati nel DNA della finanza pubblica italiana, mirando ad un obiettivo inseguito da oltre vent’anni. La metafora che usa  il SOSE stesso è quella del “Condominio Italia”, dove l’amministrazione delle risorse inizia ad avvenire attraverso l’utilizzo delle tabelle millesimali e non più solo attraverso complicate e a volte lunghissime assemblee di condominio.

Questo significa togliere il primato alla politica? Per qualcuno si, per altri, non certo i nostri sindaci di piccoli Comuni, invece sarebbe tutt’altro, cioè “dare alla politica più informazioni per decidere meglio”.

Il Confronto con il SOSE a Oulx 

Grazie al Senatore Mauro Maria Marino Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, per la prima volta il confronto con il “famigerato SOSE” c’è stato in diretta: i vertici della società in fatti a partire dal suo Amministratore delegato Vieri Ceriani sono saliti da Roma all’estremo nord-ovest.

E come ha detto Francesco Avato, Sindaco di Bardonecchia “Dovete dirci se volete salvare la… biodiversità dei piccoli comuni, montani e anche turistici. O vogliamo chiuderli. Nel caso per favore evitateci l’agonia. Oggi grazie alla disponibilità dimostrata dagli alti vertici di SOSE  abbiamo l’opportunità di approfondire una tematica complessa nella speranza di portare a casa un buon risultato per i nostri comuni che, a causa del sistema perequativo attualmente in vigore, restano fortemente penalizzati’.

“Crediamo nel principio solidaristico a livello nazionale – ha detto Paolo De Marchis, Sindaco di Oulx – ma va cambiato il sistema fiscale locale per non far morire i nostri paesi. Deve rimanere di più sui nostri territori e per le nostre realtà di Valle: siamo pur sempre una grande azienda che offre lavoro e grandi opportunità di sviluppo per tutta la regione Piemonte”.

Il Sindaco di Ceresole RealeAndrea Basolo, 166 abitantia 1.600 metri ha raccontato il caso del suo paese: “Incasso 400.000 € di IMU, ha  5.000 residente turistici nel periodo di massima affluenza e me ne restano in tasca per i cittadini 30.000. Si può andare avanti così? Mi vergogno a a volte di parlare con i miei abitanti, cui non so più come spiegare dove finiscono le loro tasse locali se poi non ho i soldi per tappare una buca”.

La rivincita dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

Nell’Italia dei mille cavilli dove non arriva la politica spesso arrivano i legali e che assistono anche le amministrazioni. E’ Il caso dell’Unione Comuni Olimpici Via Lattea che con il ricorso preparato dall’Avvocato Paolo Scaparone – come ha spiegato il suo  Segretario Comunale Diego Joannas ha impugnato davanti il TAR del LAzioil DPCM che istituiva il Fondo di solidarietà comunale (identificato anche con l’acronimo FSC) per l’anno 2015, per illegittimità costituzionale e altre presunte illegittimità. Il TAR del Lazio ha dato ragione alla montagna che stavolta non ha partorito il topolino. “Il sistema poi – ha aggiunto Joannas – non coglie la tipicità dei Comuni turistici e va introdotto un indice equo di abitanti equivalenti: L’Unione Via Lattea ha 22.600 unità abitative e 12.000 posti letto alberghieri. Valiamo come un medio capoluogo di Provincia e invece ci vengono sottratte in gran parte le risorse che otteniamo, comprese quella specifica della tassa di soggiorno che ammonta a 1 milione di euro. Come se non bastasse c’è la solita beffa, per cui noi abbiamo aggiornato gli indici catastali, mentre la maggioranza dei Comuni, compresa Roma, ha indici catastali nel centro storico che risalgono agli anni ’40. Diventa difficile così sostenere la competitività delle imprese della montagna”

I confronto con i francesi (o i valdostani esonerati dal fondo di solidarietà nazionale) è impietoso: sia Franco Capra che Mauro Meneguzzi hanno “tuonato” contro il sistema “O le tasse locali restano sui territori e l’IRPEF sola va allo stato o siamo spacciati. Il confronto con il vicino di Monginevro è impietoso! Era meglio spostare i confini altro che difenderli!”  “Non ne possiamo più di passare i week end a spiegare anche agli utenti delle seconde case i nostri problemi di finanza locale. La gente si lamenta per buche e marciapiedi e degli algoritmi, con tutto il rispetto se ne frega. Forse è il momento se non arrivano risposte politiche di andare a Roma e restituire le fasce”.

 La posizione di Uncem eANCI

“Grazie  al SOSE per essere qui oggi – ha detto Marco Bussone vice Presidente di Uncem –  A loro in primo luogo chiedo però  di non inviare 300 pagine di questionario ogni anno ai Comuni, che magari impegnano un mese l’unico dipendente. Ma SOSE deve essere più “protagonista” nelle migliori politiche necessarie per gli enti locali. Per modificare le assurde norme dei fabbisogni standard c’è il DDL “Piccoli Comuni”, il Decreto Enti locali, altri provvedimenti. Ma serve una piena volontà politica. Quello che manca è proprio la politica: per la montagna le decisione vengono prese nelle città.

Poi ci sono i fortunati delle Regioni e Province autonome. E il Piemonte come sempre se la prende nella…giacca. Gli algoritmi sono fatti per le grandi città e non per la montagna. I territori devono lavorare di più insieme, ma le condizioni devono essere eque. Turismo, cultura e tempo libero devono entrare nei parametri della fiscalità attraverso il concetto di popolazione equivalente.

Come la specificità di certi servizi erogati: innevamento, strutture turistiche sportive, ecc.
Quanto si aspetterà a introdurre nella legislazione il concetto di “popolazione equivalente”? Bisognerà aspettare il completo taglio dei servizi nelle aree interne e nei Comuni turistici?! Dovremo veder crescere ancora il numero di Comuni commercialmente desertificati? Servono norme adeguate ai territori, fiscalità di vantaggio per le zone montane, togliere il pareggio di bilancio per i Comuni, questionari Sose meno deliranti. Ce la possiamo fare?”

Meno irruente è stato Alberto Avetta, Presidente piemontese di ANCI, che del resto racchiude tutti i Comuni: “Il Piemonte paga l’aver 1201 Comuni, di cui solo una manciata sono sopra i 50.000 abitanti e alcune decine sopra i 15.000. Una realtà specifica che altre regione, il sud in particolare non ha. Questa legge di stabilità ha migliorato le cose, ma bisogna fare di più e meglio. Sono assolutamente d’accordo che spetti alla Stato garantire la perequazione. Il Problema è che la coperta è corta. Che però questa Nazione debba avere il turismo e la cultura fra i suoi beni faro per produrre PIL è indispensabile. E penalizzare i comuni turistici è assurdo”.

Gli interventi del SOSE

L’amministratore delegato Vieri Ceriani – già sottosegretario con Monti e consigliere del Ministro Padoan, e i tecnici del SOSE oltre ad illustrare nei dettagli il meccanismo che dovrà andare a regime nel 2021, hanno effettuato alcune simulazioni di bilancio su Comuni della Valsusa.

“Noi siamo uno strumento indipendente – ha detto Vieri Ceriani – ma operiamo secondo le norme. Il nostro lavoro è anche di capire quali sono i fabbisogni reali degli Enti, Comune per Comune. A questo servono la statistica e i questionari. I paramentri però li scelgie la politica non noi.

Che possiamo però suggerire dove andare a parare. Per le imprese gli studi di settore sono finiti, non possiamo farlo d’emblée ma la strada è tracciata. Si parte con un milione e 400.000 contribuenti, ma a regime il nuovo sistema ne abbraccerà oltre 4 milioni.

E lo stesso faremo per i Comuni cercando sempre di più di cucire su di essi un abito di fabbisogni su misura. Ora siamo al 40% di applicazione dei parametri sui fabbisogni. In 5 anni arriveremo al 100%.  

In analogia, la scelta adottata per il calcolo dei fabbisogni standard dei Comuni e delle Province prevede che SOSE, la cui attività in quest’ambito ha carattere esclusivamente tecnico, predisponga le metodologie occorrenti al calcolo dei fabbisogni stessi e ne determini i valori con appropriate tecniche statistiche. Soprattutto, è fondamentale che il processo sia dinamico: gli standard, a regime, verranno rideterminati a scadenze periodiche (entro tre anni), per assicurare che si tenga conto con continuità dei cambiamenti che interessano il contesto di riferimento e delle innovazioni che intervengono nelle stesse tecniche di produzione di servizi”.

Le conclusioni del Senatore Mauro Marino

Il Presidente della Commissione Finanze del Senato ha voluto sottolineare la rottura delle barriere avvenuta con l’incontro di Oulx. “E’ importante rompere gli steccati. Il SOSE oggi è qui e non è più negli “arcani oscuri”. Bisogna anzitutto rendere merito a SOSE per il grande lavoro svolto nell’aggiornamento della metodologia di calcolo dei fabbisogni standard – ha detto  Marino, che è Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato – Alcuni nodi meritano un ulteriore approfondimento, come quello riguardante, nel nostro caso, le località turistiche.

 Ma è importante, affrontare alcune criticità esterne che impediscono al sistema perequativo di funzionare al meglio: mi riferisco alla riforma del catasto e al conferimento di una maggiore autonomia impositiva ai Comuni. Cercherò di usare questo fine legislature, che va verso la sua fine naturale per gettare un ponte sul futuro. Per questo ho presentato una proposta di Legge – sperimentale – sulla fiscalità di vantaggio delle zone di confine del Piemonte. Non come captatio benevolentiae elettorale, ma proprio per studiare concretamente un modello che consenta ad alcune zone schiacciate da concorrenza interna ed esterna di affrontare il mercato, in questo caso la competizione turistica, a parità di condizion”i.

L’appuntamento è con i bilanci di previsione del 2018, sperando che qualcosa da Oulx arrivi a Roma.

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