Il Commissario Foietta a La7: “La ministra parlava dei costi della tratta di adduzione francese al tunnel di base” Senza la Torino-Lione sull'asse ovest il traffico è su strada per oltre il 90%

Il Commissario FoiettaIl Commissario Foietta

TORINO – Giorni di difficoltà per l’immagine pubblica della Torino-Lione. La neo-ministra francese dei trasporti Elisabeth Borne, grande esperta proveniente dal mondo dei lavori ferroviari, ha dato il la ad una ridda di commenti, più o meno veritieri, con una sua dichiarazione estrapolata da una breve intervista. Il suo “pausa di riflessione” è così diventato in questi giorni un mantra tra i Notav.

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Per chiarire, questa mattina sabato 22 luglio, Paolo Foietta, Commissario di Governo, ha partecipato alla trasmissione Tv Omnibus sul canale La7. “La ministra non ha parlato solo della Torino-Lione ma di tutti i lavori trasportistici oltralpe nel loro complesso. Credo, ma è una supposizione, che il suo pensiero fosse riferito ai lavori strutturali francesi collegati alla Torino-Lione. Ricordo che la linea è divisa in tre pezzi: quello italo-francese del tunnel finanziato anche dall’Europa e poi i due pezzi nazionali. Su quello nazionale nostro stiamo lavorando “alla cura dimagrante” per ridurre i costi di oltre il 50%, in Francia questo passaggio non è ancora stato fatto. Credo che il ministro pensasse ai 130 chilometri di linea francese da adeguare e, sopratutto, ai suoi costi“. Il conduttore chiede al Commissario se i francesi vogliano dunque che ci sia più contribuzione italiana. “Probabilmente i francesi cercano altri contributi da Bruxelles, ma suppongo che vogliano accelerare la possibilità di tassare il traffico in autostrada per finanziare la costruzione delle linee ferroviarie, possibilità adesso non ancora in essere“.

Il dialogo prosegue con l’intervento del professor Ugo Arrigo, docente alla Bocconi, che si domanda se le merci che ora passano dalla Svizzera sia utile arrivino anche dalla Francia,  “Perché creare un doppione?” si chiede il professore. “Il traffico maggiore con un incremento a doppia cifra arriva dalla Spagna– risponde Foietta- Il dato è che tutti i tunnel sono stati adeguati tranne quello ottocentesco del Frejus; la condizione attuale vuol dire solo traffico su gomma. L’8% di traffico in più l’anno, per 160 miliardi di euro di scambi commerciali, significa merci che viaggiano al 90% su camion con 2,6 milioni di Tir all’anno. In Svizzera dove hanno speso moltissimo per le nuove linee hanno il 70% di traffico su treno con una riduzione di congestione ed inquinamento”.

Il conduttore chiede se tutta questa vicenda non abbia aumentato la contrarietà all’opera, questa notte ad esempio, ci sono state azioni di disturbo al cantiere di Chiomonte. “Oggi il movimento NoTav è altra cosa rispetto ad una decina di anni fa, direi che l’opposizione è inconsistente. A luglio viene organizzato un campeggio in Valsusa che richiama tutti gli antagonisti d’Italia e viene usato come palestra per insegnare azioni di contrapposizione. Ci sono antagonisti, gli anarchici d’Europa che imparano come si fanno le incursioni e le attività di contrapposizione. Direi che non c’è un’attività contro la costruzione della linea ferroviaria ma una da parte dei centri sociali e degli antagonisti che usano l’opera come pretesto“.

L’intervista integrale in video :