Parapendista disperso nella zona tra Palon e Rocciamelone: dopo le ricerche vane con l’elicottero dei VV.FF. partiti i soccorsi da terra L'uomo partito in volo con altri due compagni con un parapendio a motore da Val della Torre è stato perso di vista e non è rientrato

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SUSA – Un parapendista esperto, un uomo di 48 anni,  D.F. di Givoletto, partito in volo da Val della Torre nel pomeriggio di oggi, è disperso nella zona tra Punta Lunella, Palon e Rocciamelone, a cavallo della della Valsusa e la Valle di Viù. L’uomo era decollato con un parapendio a motore insieme ad altri due compagni di volo, che lo hanno perso di vista mentre all’altezza del Colombardo sopra Condove, stava volando verso ovest sul versante della Valsusa verso lungo la lunga cresta che raggiunge Punta Lunella, il Palon e il Rocciamelone.

I due compagni, ritornati al punto di partenza e hanno immediatamente dato l’allarme non vedendo rientrare il compagno di avventura. Intorno alle 16.00 si è alzato in volo Drago66, l‘AB412 dei Vigili del Fuoco di Torino che ha lungo ha perlustrato la zona senza esito.

Nel frattempo sono state fatte partire da terra alcune squadre di ricerca veloce del Soccorso Alpino e pattuglie dei Carabinieri. Con il calar del buio le ricerche sono state sospese e si sta allestendo a Susa un centro di coordinamento operativo per avviare le ricerche alle prime luci dell’alba. Si teme che l’uomo – esperto di volo con parapendio, paramotore e con esperienza anche su mini elicotteri, possa aver perso l’uso del motore, non indispensabile al volo planato ed essere stato costretto ad un atterraggio di emergenza.

Al suo attivo il disperso ha all’attivo molti voli sulle montagne della Valsusa e delle Valli di Lanzo, ha sorvolato il Monviso in paramotore. Il volo la sua grande passione, e con gli amici il,primo decollo del 2017.

La zona in cui si sono perse le sue tracce è vastissima e offre sia possibili atterraggi su pratoni che – purtroppo – ripide pareti e canaloni. Per domani il tempo è bello, ma stanotte a quelle quote il termometro scenderà a una decina di gradi sottozero.

Cos’è un paramotore?

Il paramotore è costituito dalla stessa ala a vela usata per il parapendio alla quale si aggiunge un propulsore ad elica, un classico motore a due tempi,  che viene indossato dal pilota indossato dal pilota come uno zaino. Questo mezzo aereo permette il decollo dalla pianura in modo completamente autonomo ed il volo può essere svolto a qualunque altezza dal suolo, da pochi metri da terra fino a 2-3.000 metri di quota. E’ il mezzo volante motorizzato più semplice che sia utilizzato, il più simile ad un aereomobile una volta in volo.

Si può decollare da qualsiasi prato, lungo più o meno come un campo da calcio, ovviamente al di fuori di spazi aerei regolamentati che solitamente si trovano attorno agli aeroporti e con il permesso del proprietario. Voli sino anche 100 km sono facilmente effettuabili, perché in volo si comporta come un parapendio e quindi plana lentamente o  sfrutta le correnti ascensionali per proseguire il volo. E’ considerato il più sicuro degli sport aerei a motore data la sua lentezza e manovrabilità.