Parigi: l’Assemblée Nationale ratifica in 20′ di discussione l’accordo Italia-Francia sulla Torino-Lione Il relatore Michel Destot: "Il nuovo tunnel di base toglierà ogni anno un milione di TIR e 3 milioni di tonnellate di CO2 dalle Alpi"

02Sept2013 PARIS Rassemblement Assemblée Nationale NON à LA GU

PARIGI – Nella sua ultima seduta del 2016 l’Assemblea nazionale – il Parlamento francese – ha  sancito con voto favorevole in prima lettura, pressoché unanime,  dopo solo venti minuti di dibattito in aula l’accordo tra la Francia e l’Italia sulla Nuova Linea Torino-Lione. Il semaforo verde in aula è arrivato, come atteso, senza tante discussioni, essendo stato il trattato già esaurientemente dibattuto nelle Commissioni.

Con questo ultimo atto la Francia convalida definitivamente il progetto del tunnel di base, i cui lavori definitivi saranno avviati  nel 2018, mentre nel 2017 verranno bandite da TELT le prime gare di progettazione e poi i relativi appalti per i lotti progressisavamente attivati. Per la verità un tratto di alcuni kilometri a Saint Martin de la Porte del tunnel geognostico farà parte del tunnel di 57 kilometri fra Susa e  Saint Jean de Maurienne, precisamente della canna verso Torino.

Il costo totale – della rimodulazione infrastrutturale dell’intero sistema ferroviario dal lato francese – per kilometraggio e complessità di interventi  vale molto di più dei costi che il Governo di Parigi sosterrà per il tratto francese della doppia galleria del Moncenisio, pari a 2,46 miliardi di euro. Questo per lunghezza e complessità. E’ anche in virtù di queste considerazioni, essendo la tratta di adduzione italiana più breve e molto meno costosa per gli interventi previsti, che l’accordo comporta da parte italiana una spesa maggiore (2,9 miliardi). Il resto degli 8,6 miliardi sarà sostenuto dall’Unione Europea.

“Anche considerato che l’Unione deve affrontare lo shock dell’uscita del Regno Unito dalla Comunità dei 28 Paesi, la Lione-Torino dimostra che l’Europa sta prendendo misure concrete per i suoi cittadini” – ha detto il relatore  di maggioranza del Disegno di Legge,  il Deputato del Dipartimento dell’Isére Michel Destot (Partito Socialista).  “Lo Stato – ha proseguito – ha confermato il suo impegno a questo progetto, le assegnazioni per il 2017 sono incluse nella legge finanziaria e sarnno integrate da risorse del Fondo per lo sviluppo di una politica dei trasporti intermodale nelle Alpi,  alimentato dai pedaggi autostradali dei Tunnel del Monte Bianco e del Frejus. Questa autostrda ferroviaria a tunnel completato, al massimo entro il 2030, contribuirà a eliminare un milione di mezzi pesanti dalle autostrade dell’arco Alpino francese e seguendo gli accordi di COP21 cancellerà l’emissione in atmosfera di 3 milioni di tonnellate di CO2 /anno.”

Chi ancora l’altro giorno alla Camera in aula, sventolando fazzoletti e bandiere trenocrociate, diceva che la  Corte dei Conti francese avrebbe bloccato il progetto, forse farebbe meglio a comprarsi domani le Figaro o Le Monde o andare su internet oggi.