Parte dal lago di Avigliana l’Isola salva anatidi, LE FOTO

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di CORRADO MARTINELLI

AVIGLIANA – L’atollo atto a preservare la protezione della fauna autoctona e alloctona sita nel parco della Pellerina a Torino è stato sistemato in centro al Lago Grande della Pellerina, prelevato dal lago Grande di Avigliana, alle ore 10 del 16 giugno ad opera del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco della città di Torino; ma come si è arrivati a tutto ciò? L’operazione di protezione della fauna stanziale alla Pellerina è un problema che dura da anni. Fino al 1995 esisteva sul Lago Grande del parco torinese un atollo simile a questo ma molto più artigianale, poi le varie alluvioni e l’usura del tempo l’hanno distrutto e approdato alla riva per cedimento dei cavi ancorati sul fondo che si erano rotti, è stato dimesso perché inservibile. Anche un secondo atollo posto nel luglio del 2000 nel Lago Piccolo dall’assessorato all’ambiente del Comune di Torino, ha avuto vita breve causa la grave alluvione che ha investito il parco nell’autunno dello stesso anno, che ha divelto gli ancoraggi e trascinato a riva inservibile anche questo secondo atollo. Da allora in poi vi è stata l’operazione “Croce Gialla”, nobile iniziativa portata avanti all’estremo a spese del medesimo e cioè dal volontario Lodovico Marchisio che affezionatosi agli anatidi che stava proteggendo, ha trascorso più di una notte nel parco per cercare di cogliere in flagrante che di notte rubava le anatre e a volte lasciava le teste mozzate nel parco …. Una mattanza assurda e crudele cui si doveva porre fine. Il volontario in questione, divenuto presidente della Commissione Tutela Ambientale del Club Alpino Italiano per il Piemonte e la Valle d’Aosta, anche se per ragioni economiche il progetto di vigilanza continua nel parco era venuto meno, scrive alle autorità cittadine preposte al servizio e soprattutto, già socio anche della LAC (Lega per l’abolizione della caccia), s’incontra con l’allora presidente Roberto Piana che oltre a garantire da sempre l’attiva presenza della vigilanza ambientale della LAC presente su tutto il territorio, concorda con Marchisio che pure con l’apporto di volontari di altre realtà ambientali, il territorio da monitorare è troppo vasto per salvaguardarlo nella sua interezza. Nasce così l’idea attuale che oggi si è concretata. L’attuale presidente della LAC Marco Lorenzelli incontra Paolo Ostorero, figlio di Emilio (campione di motocross degli anni ’60) che col padre gestisce il noleggio di barche e pedalò con un battellino per il giro turistico del Lago Grande di Avigliana, perpetuando un’antica tradizione di famiglia. Su una piattaforma dimessa ma ancora in buono stato, si annidano decine di anatre che han preso questa piattaforma come loro residenza abituale, ben accudite dalla famiglia Ostorero. Anche Marchisio (il socio CAI protettore della Pellerina) si è nel frattempo trasferito ad Avigliana, ove continua a collaborare con gli Enti locali per la protezione ambientale. L’unione di queste persone nasce grazie soprattutto alla LAC che s’accorda col proprietario per rimettere a nuovo la piattaforma e con una cifra ragionevole farla propria per trasferirla al Lago Grande della Pellerina. Ottenuti i permessi dal Verde pubblico di Torino, la ditta Martina Service della Valle di Susa provvede al non facile trasporto. Per la LAC sono presenti: Marco Lorenzelli, attuale presidente col vice presidente nazionale Roberto Piana, che hanno seguito con Marchisio tutta l’operazione, insieme a molti operatori della loro vigilanza ambientale, l’associazione che ha realizzato a sue spese, grazie all’interessamento di Paolo Ostorero, la delicata operazione. Presenti anche gli operatori del Verde Gestione del Comune di Torino, con diversi operatori in divisa e rappresentati da Emilio Garbarini, facente funzioni del responsabile Alberto Vanza. Da questo momento in poi il merito maggiore va al nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Torino che hanno eseguito tutte le non facili operazioni di trasporto e fissaggio in centro al lago del nuovo atollo. L’inaugurazione ufficiale dell’ “Isola delle anatre” con il taglio del nastro è avvenuta domenica 19 giugno 2016 alle ore 15,00 con ritrovo presso l’edificio della Turin Marathon, che alla Pellerina gestisce la Cascina “La Marchesa” (presso il lago Grande) che ci ha fornito le strutture (gazebo e sedie), grazie ad un contributo della commissione CAI – TAM del Piemonte. È stato anche realizzato un banchetto della LAC per chi ha voluto contribuire e conoscere meglio quest’associazione. A tutto questo è seguita la presentazione del libro di Laura Scaramozzino “L’uomo che salva le anatre e inseguiva il Big Bang” (editore Sillabe di Sale – Condove) con la presenza del suo protagonista Lodovico Marchisio che per anni ha operato come volontario alla Pellerina e raccontato da Giovanna Burzio (editing).