Il Partito Democratico della Valsusa commenta l’incontro con Renzi Parte la campagna elettorale con incontri e la presentazione dei programmi

Matteo Renzi

TORINO – Si entra nel clima elettorale con i “pezzi grossi” dei partiti che si affacciano nei territori per radunare le truppe e partire in battaglia, di voti naturalmente. In quel di Torino ecco Matteo Renzi tra buoni propositi e progetti futuri. La voce dei testimoni valsusini all’evento.

La voce dagli amministratori dei comuni

Jacopo Suppo, vice sindaco di Condove: “Questa iniziativa del PD nazionale è il momento più importante di un percorso che ogni federazione sviluppa in proprio, ogni anno.  In Piemonte per esempio c’è una scuola di buona amministrazione che, tutto l’anno, propone seminari, dibattiti, lezioni frontali su diversi temi. Dal bilancio ai rifiuti, dai bandi europei alla redazione di un PRGC, dalle politiche di sicurezza ambientale e di territorio a quelle sociali e scolastiche. Momenti utilissimi per imparare, per confrontarsi e per costruire quella famosa “rete” che in questo nostro mondo sempre più interconnesso è fondamentale.
Questo momento nazionale è stato fortemente voluto da Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile degli enti locali del PD, e viene organizzato una volta all’anno. Io avevo partecipato anche a quello dell’anno scorso, a Rimini, che onestamente era stato più “tecnico” mentre questa due giorni torinese ha risentito dell’imminente campagna elettorale. Gli interventi di Gentiloni il venerdì e di Renzi al sabato hanno ribadito quanto di buono fatto in questi anni, che i segnali positivi di ripresa vanno valorizzati e sono la dimostrazione che, sostenute da un contesto internazionale favorevole, le politiche economiche hanno funzionato e devono essere incoraggiate e sostenute. Basti pensare agli 80 euro…prima nessuno li voleva, ora c’è la corsa di Berlusconi, Salvini e Di Maio a dire che saranno confermati.
Devo dire che anche per quanto riguarda le politiche per gli enti locali in questi anni si è fatto molto, anche se c’è ancora parecchia strada da fare. Bene la fine del patto di stabilità, bene l’aumento (seppure minimo) dei trasferimenti dello stato dopo anni di tagli massacranti, bene lo sblocco di risorse a fronte di progettazione (penso all’edilizia scolastica o all’efficientamento energetico), benissimo il piano periferie e i soldi che recentemente sono stati messi a disposizione per il trasporto pubblico locale ma la mannaia usata da Tremonti sui comuni si fa ancora sentire. Le richieste sono sempre le stesse, ribadite in più occasioni anche dall’ANCI. Maggiore disponibilità per quanto riguarda i capitoli di spesa corrente di competenza comunale (penso ai servizi sociali e alle politiche scolastiche) e meno vincoli rispetto agli investimenti e ai parametri di indebitamento per opere pubbliche. Non è possibile che, se un comune ha i soldi in bilancio, non possa asfaltare una strada o rifare una scuola perché deve rispettare dei parametri nazionali o perché gli interessi della cassa depositi e prestiti sono più alti rispetto a quelli del mercato. In questi anni gli enti locali sono stati i settori dell’amministrazione pubblica che ha subito i tagli lineari in maniera più dura e reiterata. Quando discutiamo del bilancio preventivo in consiglio comunale faccio sempre questo esempio. Condove nel 2011 riceveva dallo Stato 890 mila euro di trasferimenti. Quest’anno ne riceverà 399 mila. E meno male che non abbiamo più il patto di stabilità, altrimenti ne avremmo dovuti tenere fermi 280 mila. Ora, so che i conti pubblici non sono floridi, che l’Italia ha preso impegni precisi con l’Europa (cosa che condivido) e che il debito pubblico è la vera zavorra del nostro Paese per quanto riguarda la possibilità di spesa, di sviluppo e di crescita, ma gli enti locali hanno già dato. È ora che anche altri settori dello Stato facciano la loro parte ed è ora che i comuni e le unioni dei comuni vengano di nuovo considerati non istituzioni di serie B ma presidi democratici e veri e propri enti in grado di garantire crescita e di sviluppo”.

Dalla Regione

Antonio Ferrentino, consigliere regionale e a Sant’Antonino. “Ho partecipato alla due giorni del Lingotto con l’Assemblea Nazionale degli amministratori del Partito Democratico. Un’assemblea di sindaci e amministratori che in migliaia di enti di ogni dimensione lavorano con passione e impegno per rispettare gli impegni assunti con i cittadini e elettori. Sono una risorsa di impegno politico e istituzionale indispensabile per questo Paese, che sono in trincea 365 giorni all’anno per affrontare problemi di ogni tipo.  Bene ha fatto il segretario Renzi a partire dagli amministratori per iniziare una campagna elettorale difficile ma che merita di essere condotta. Renzi ha fatto errori, certo, è poco simpatico a molti, ma l’azione riformatrice del paese messa in campo in questi cinque anni è stata importante. Con provvedimenti da correggere come aumentare la gradualità sul tema pensioni,aumentare le tutele dei lavoratori nello spirito iniziale del jobacts ,ma puntando a motivare migliaia di amministratori ad elencare ,in campagna,elettorale,i risultati raggiunti da un governo e un parlamento senza una maggioranza in uscita dalle urne nel 2013.
Non sono un fan di Matteo Renzi, non l’ho mai votato alle primarie, ma riconosco al mio segretario nazionale, eletto con la partecipazione a primarie di 1 milione e 800 mila persone reali, una capacità e un coraggio nel provare a cambiare un paese ingessato da una pubblica amministrazione che fa fatica a velocizzare i suoi processi decisionali, con una tassazione insostenibile per la maggior parte di imprese e professionisti. Finalmente si verifica una riduzione del carico fiscale, ancora largamente insufficiente,l’economia ricomincia a dare segnali confortanti di cui il paese ha bisogno”.