A Condove la pietra d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig in ricordo di Mario Bocco Emanuela Sarti: "Qui c’è la storia di un ragazzo condovese che ha creduto nella libertà"

Emanuela Sarti e la pietra d'inciampo a Condove

CONDOVE – “In questo periodo nel quale si tende a dimenticare, stanno nascendo in modo preoccupante sentimenti di razzismo, intolleranza e ignoranza – ha detto il sindaco Emanuela Sarti durante la posa della pietra d’inciampo in via Isonzo – questa pietra deve essere un monito per non dimenticare per riflettere su quanto accaduto. Qui c’è la storia di un ragazzo condovese che ha creduto nella libertà ed è morto di stenti dopo mesi nei campi di concentramento”.

Nella via che si stende all’inizio del centro storico di Condove questa mattina, davanti al cancello dell’abitazione della famiglia di Mario Bocco, c’erano le autorità di Condove e Caprie, le associazione d’arma e civili e alcune classi dell’Istituto Re  in questi giorni impegnate nelle manifestazione della Giornata della Memoria.

La storia del sottotenente Bocco

E’ la nipote di Bocco, Mariolina Montagnoli che ricorda la storia dello zio: “Era un giovane Ufficiale del Regio Esercito, da civile prima liceale in Seminario a Susa poi studente universitario, visse pochi mesi in guerra poi anche lui, come tutti gli italiani entrò nel dramma dell’8 settembre. Riuscì a tornare a casa nella sua Condove e passare poche settimane in libertà. Non avendo risposto alla chiamata della neo Repubblica, quella Sociale Italiana di Mussolini nata il 23 settembre, fu arrestato e deportato in Germania durante una riunione a Torino. da quel giorno la famiglia non seppe più nulla per oltre trent’anni quando le ricerche ne certificarono la morte in un Ospedale della Croce Rossa”.

Oltre alla preziosa opera di Fulgido Tabone era presente oggi a Condove l’artista tedesco Gunter Demnig che in questi anni sta lasciando nelle città europee una memoria diffusa dei cittadini deportati e morti nei campi di concentramento.

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