Più di 100 persone alla Camminata del Parco della Dora Il CAI, il TAM, l'UGET e i comuni promotori del territorio

(foto Maria Tamietti)(foto Maria Tamietti)

di CORRADO MARTINELLI

Il gruppo escursionismo TAM CAI UGET e il CAI sezione di Torino (sottosezione GEB), in collaborazione con i comuni di Condove, Caprie, Villar Dora, Avigliana e Associazioni del territorio, ha organizzato nella giornata di domenica 15 maggio 2016 la XV edizione della “camminata” per meglio conoscere, apprezzare e difendere l’ambiente naturale della Dora Riparia. L’idea della camminata lungo il parco della Dora nasce negli anni ‘90 grazie a un gruppo di amici “capeggiati” dai rappresentanti del CAI Lodovico Marchisio e Franco Stuardi, che hanno iniziato escursioni in bassa Valle di Susa partendo dalla città di Torino. Iniziando a visitare Collegno hanno scoperto che la natura, anche solo a pochi passi dalla metropoli, regalava squarci di bellezza incredibili. Anno dopo anno, le camminate si sono sempre più spostate da Torino, fino a risalire gradualmente tutta la Valle. Un obiettivo futuro che questo gruppo vuole conseguire sarà la realizzazione di un progetto di una camminata a tappe dal parco della Colletta di Torino fino alla sorgente del fiume situata nei pressi del Monginevro, in collaborazione con i responsabili locali e le rispettive associazioni, per una durata complessiva di circa dieci giorni. Ogni anno l’esperienza della camminata del ”Parca Dora” si ripete con diversi tragitti e riscontra sempre un numero maggiore di partecipanti. L’escursione di quest’anno ha visto come accompagnatori, per una buona parte, il sindaco di Caprie Paolo Chirio e il suo vice-sindaco Davide Rizzo (encomiabili sotto ogni punto di vista per la collaborazione prestata) e per tutto il tragitto i consiglieri comunali di Avigliana Arnaldo Reviglio e Renzo Tabone e i rappresentanti del CAI, Lodovico Marchisio (che ha portato i saluti con Franco Stuardi del Gruppo Regionale Piemontese del CAI), Beppe Borione e Maria Tamietti (accompagnatori del CAI-GEB sezione di Torino). Ha reso omaggio all’intensa giornata anche il presidente del CAI-UGET (sezione di Torino) Giorgio Gnocchi tramite il suo valido collaboratore Bruno Somale. Quest’anno l’evento è iniziato alle 9.30 alla stazione ferroviaria di Condove – Chiusa San Michele, luogo di ritrovo di un numeroso gruppo costituito da più di un centinaio di persone arrivate sia in treno sia col pullman organizzato dalle sezioni CAI torinesi. Nel primo tratto del percorso siamo stati accompagnati dal sindaco di Condove Emanuela Sarti e dall’assessore Andrea Tabone. La prima sosta del gruppo è stata davanti allo stabilimento siderurgico della Lucchini-Vertek, meglio conosciuto come ex Officine Moncenisio, fondate nel 1905 dal cavalier Bauchiero. Per l’occasione è stata allestita, a cura dell’amministrazione comunale, un’interessante mostra itinerante con foto d’epoca da cui si è compresa l’importanza delle attività nell’economia e nella vita sociale valsusine. Poi la numerosa comitiva si è inoltrata in mezzo alla natura in un’atmosfera rilassante, resa ancora più gradevole dalla giornata soleggiata, fino ad arrivare al Castello del Conte Verde (il cui nome originale è Castrum Capriarum), dove si è dimostrata preziosissima la collaborazione dell’associazione culturale “Vox Condoviae”, finalizzata alla rievocazione storica del periodo medievale, con figuranti in vestiti d’epoca. Il gruppo, costituito per “riportare alla vita” i personaggi di un tempo attraverso rappresentazioni e intrattenimenti in costume, è sorto in seguito ad un’accurata ricerca storica sulle tradizioni di quei periodi. L’accompagnatrice volontaria del Piano di Valorizzazione di Tesori di Arte e Cultura Alpina della Valle di Susa Denise Franchino ha fornito alcuni cenni storici dello stesso castello, mostrando il suo aspetto “misterioso” dovuto al fatto che, in seguito agli scavi archeologici avuti inizio nel 2006, non è stato ancora trovato alcun reperto. Per la mancanza di testimonianze materiali è molto difficile dunque per gli archeologi ricostruire la storia del castello e pertanto è soltanto possibile elaborarne svariate ipotesi. A dargli un carattere enigmatico è lo stesso nome del castello, attribuitogli dai Savoia, che lo associarono ad Amedeo VI (detto il Conte Verde) sebbene non ci fossero mai stati studi o documentazioni a testimoniare il vero interesse del medesimo per questo sito. Gli escursionisti, inoltre, hanno potuto scorgere, all’interno del cortile del castello, un masso erratico lasciato dal ghiacciaio quaternario valsusino, mai rimosso nonostante la disponibilità di strumenti tecnologici potenzialmente in grado di spostarlo. In seguito la comitiva ha raggiunto il comune di Caprie attraversando diverse borgate (dalla Calcinera alla Buffa, per poi giungere alla Sala). Lungo tutto il tragitto incluso nel territorio del Comune, il sindaco Paolo Chirio ci ha illustrato il percorso che si sviluppa fra stradine e mulattiere con un dislivello di circa 250 metri. Alcuni punti salienti incontrati sono l’accesso alla via ferrata di Rocca Bianca, le fontane delle borgate Giardini e Sala, la chiesetta di Sant’Anna in borgata Buffa, costruita nel 1867 e localmente molto nota per devozione popolare. Con questo percorso, alle pendici di Rocca Sella, ci s’inoltra nella natura nella sua espressione primaverile, dove a tratti abbiamo potuto scorgere gli stupendi panorami della bassa, media e alta Valle di Susa. Dopo la borgata Sala (ultima frazione del comune di Caprie) una discesa ci conduce alla Chiesetta di San Pancrazio. Qui nel castagneto antistante si è consumato il pranzo al sacco ed è stato offerto un gradito rinfresco a cura del Gruppo Sportivo Moncenisio, curato personalmente dal presidente Franco Chirio. Successivamente siamo stati accompagnati in questo tratto dalla consigliera comunale di Villar Dora Franca Gerbi e dal vice-presidente dell’Associazione Sportiva Villardorese Daniele Sottomano. Franca Gerbi ha illustrato alcuni cenni storici della cappella di San Pancrazio, appositamente aperta per l’occasione, col suo splendido ciclo affrescato quattrocentesco. Il gruppo è poi proseguito su un “percorso didattico – sensoriale sul monte (e parco) della Seja ” realizzato dal comune di Villar Dora. Il percorso denominato “il sentiero per tutti”è un progetto realizzato su un tratto di circa 600 metri, con un dislivello irrisorio approssimativo di venti, pensato per le esigenze di persone diversamente abili, anziani, bambini con carrozzine o passeggini, finalizzato ad offrire a tutti la possibilità di godere dell’ambiente collinare – montano e del suo incantevole panorama. L’idea è nata dalla F.I.E. (Federazione Italiana Escursionismo) ed è stata realizzata anche grazie ai preziosi contributi della Fondazione CRT e del Comparto Alpino TO3. Una piccola digressione ci ha condotto a un primo punto panoramico sopra Villar Dora, protetto da una ringhiera di legno, dal quale abbiamo potuto ammirare il paese, dove spicca il Castello dei Conti Antonielli d’Oulx, con sullo sfondo il Musinè e sul lato opposto, la romanica Torre del Colle. Ripreso il percorso agevolato, deprivato di scalini e di ogni genere di barriere architettoniche, si giunge al “Bal d’le Masche” con un insolito masso erratico. In passato le Masche erano elementi importanti delle credenze popolari secondo cui ogni accaduto “insolito” veniva attribuito a streghe e diavoli; è abbastanza naturale che in diverse zone del Piemonte ci sia un “Bal d’le Masche”. Proseguendo oltre, si raggiunge lo spiazzo panoramico della Seja, dove si trova anche una specie di “scultura” costituita da tubi metallici, dai quali è possibile scorgere e riconoscere alcune vette importanti delle montagne valsusine (segnalate sugli stessi tubi) fra le quali il Rocciamelone, Rocca Sella, Rocca Patanua e la Sacra di San Michele. Sono stati illustrati, su questo balcone panoramico sulla valle, alcuni cenni storici e naturalistici ad opera della guida Enrica Cantore. In seguito l’itinerario è proseguito in discesa, con un’altra breve sosta panoramica in una postazione antiaerea utilizzata nella seconda guerra mondiale, per poi giungere alla borgata di Torre del Colle, preceduta dall’omonima torre cilindrica di avvistamento, alta 19 metri, costruita probabilmente fra i secoli XII e XIII, visibile anche chiaramente dal fondovalle. Un successivo sentiero, senza inoltrarci per la stradina asfaltata, ci ha permesso di raggiungere la rotatoria dove confluiscono la SP per Villar Dora e la SS24. Grazie all’intervento dei carabinieri di Almese ci è stato facilitato l’attraversamento. Poi il gruppo ha costeggiato l’argine destro della Dora Riparia dal ponte vecchio di Sant’Ambrogio fino ad Avigliana, costeggiando prima la Dora e poi il Canale C.I.O. che rifornisce la centrale idroelettrica nei pressi di Villa Quagliotti, ha poi superato il Canale Naviglia (che proviene dal Lago Grande, dopo aver attraversato la palude dei Mareschi e la zona industriale Nobel di Avigliana e confluire nella Dora Riparia) e i pozzi dell’acquedotto in Regione Verdina. Nei pressi di Villa Quagliotti il consigliere Reviglio ha fornito alcuni cenni storici sulla medesima e sul parco che al suo interno conserva la Chiesetta della Madonna del Ponte. Poi, attraverso il percorso ciclopedonale, sull’argine costruito in seguito agli eventi alluvionali del 2000, siamo giunti al Ponte Dora di Avigliana. Poco dopo, grazie all’assistenza dei Vigili di Avigliana per l’attraversamento di corso Europa (SS 25), l’escursione è terminata davanti alla stazione ferroviaria con i saluti finali ed alcuni cenni sulla valorizzazione del territorio e degli eventi aviglianesi da parte di Andrea Archinà, assessore alla cultura e vice-sindaco di Avigliana. Si ringrazia anche Maria Tamietti per l’accurato servizio fotografico realizzato in quest’occasione.