Plano, Appendino, De Magistris e Marinari si appellano alla Boldrini per bloccare la ratifica alla Camera del trattato sulla NLTL Chiamparino replica: "Si è già perso sin troppo tempo. Il Sindaco di Napoli che vuole la TAV Napoli-Bari ha cambiato idea o la sua è solo propaganda?

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TORINO – Con una lettera dalla nuova carta intestata a 4 stemmi, la Sindaca di Torino Chiara Appendino, il suo collega napoletano Luigi De Magistris, il Sindaco di Rivalta, Mauro Marinari e il Sindaco di Susa Sandro Plano, ma nella sua qualità di Presidente dell’Unione Montana (Bassa)  Valle di Susa  hanno preso metaforicamente la tastiera del pc e scritto alla Presidente della  Camera dei Deputati Laura Boldrini, in quota fu SEL, partito oggi sciolto (ma contrario all’opera), al Ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio e a tutti Parlamentari per chiedere “alla Camera dei Deputati di sospendere la ratifica del trattato al fine di esaminare le questioni esposte, le loro priorità, le fonti di finanziamento e i tempi di realizzazione”.  E  contemporaneamente per sollecitare al Presidente del Consiglio e al Ministro alle Infrastrutture “un incontro per esporre nei dettagli queste esigenze che riteniamo essere condivise da molte Amministrazioni del territorio a livello nazionale”. 

Il Quartetto è inedito,  ma ormai “Giggino De Disastris”, come lo appellano i suoi detrattori napoletani (per i suoi fan è invece “Giggino ‘O Piacione)  alias il Sindaco di Napoli è un convinto sostenitore del Movimento, che è pure venuto personalmente in Val di Susa a saldare la sua amicizia con “la rivoluzione Notav” e gemellarla con la sua: “A Napoli stiamo cercando di fare la rivoluzione governando”.

La loro irrituale richiesta è motivata così: “Il Parlamento sta discutendo la ratifica dell’accordo tra Italia e Francia per la costruzione di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione che comporterà un finanziamento di 2,9 miliardi di euro per la parte italiana. Si sono più volte evidenziati dubbi, le critiche e i costi di questa nuova infrastruttura soprattutto alla luce dei gravi problemi che travolgono il nostro Paese: i terremoti hanno causato danni enormi e dovremo affrontare la ricostruzione dei paesi distrutti e la l’avvio finalmente di un piano di prevenzione;  le scuole, gli edifici pubblici, il patrimonio monumentale e le case devono essere messe in sicurezza;  le alluvioni e i dissesti idrogeologici hanno messo in crisi intere Regioni;
le ferrovie e il trasporto pubblico locale, specie nel Sud Italia, hanno mostrato tutti i loro limiti in quanto a sicurezza e efficienza del servizio; molte grandi aree industriali e molte discariche devono essere bonificate e riconvertite;  l’inquinamento dell’aria di molte aree metropolitane sta superando i limiti di guardia.
La soluzione di queste emergenze richiederà un fortissimo impegno da parte di Stato, Regioni e Comuni oltre che enormi investimenti. Per le ragioni esposte si ritiene necessaria e urgente una riflessione sulle effettive priorità di questo Paese e questa tratta di TAV non rientrare tra quelle irrinunciabili.”

Ma l’inquinamento non è anche colpa dei TIR?

Lo ha ricordato oggi in aula alla Camera proprio il relatore di maggioranza, il PD  Marco Causi:  “il Progetto permetterà la drastica riduzione di quei 2,6 milioni di Tir in transito sulla direttrice Italia-Francia e il dimezzamento dei tempi di viaggio per i passeggeri da Torino a Lione, con un risparmio di ben due ore per giungere a Parigi. L’obiettivo, è quello di togliere dalle autostrade della Liguria, del Piemonte e della Val d’Aosta almeno un milione di TIR all’anno, portando verso il 50% la quota di trasporto verso ovest delle merci su ferrovia rispetto all’attuale 9 per cento”.

E a De Magistris, Appendino & C. sul tema del trasporto ferroviario risponde piccato con una nota stampa proprio il Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino: “Mi auguro che l’appello presentato da alcuni amministratori locali, tra cui il Sindaco di Torino e quello di Napoli, non sia preso in considerazione dalla Camera dei Deputati. La ratifica di domani rappresenta il sì definitivo a un’opera di interesse non locale, ma europeo e nazionale, designata a colmare una lacuna nel campo della modernizzazione del sistema dei trasporti ferroviari e della logistica per i cui ritardi abbiamo gia’ pagato un prezzo fin troppo alto in termini di lavoro e di qualità dell’ambiente”.

“Mi chiedo inoltre – aggiunge Chiamparino –  a puro titolo di curiosità, Se il sindaco di Napoli  intende allargare la sua richiesta anche tutte le nuove opere dell’alta velocita’, a
cominciare dal collegamento Napoli-Bari, come sarebbe coerente, o se invece si riferisce alla sola Torino-Lione, nel qual caso il carattere pretestuoso, strumentale e propagandistico
dell’appello risulterebbe ancora piu’ evidente di quanto già sia”.

Per i non addetti ai lavori ricordiamo come la TAV Napoli- Bari fortemente richiesta da Emiliano, sin da quando era Sindaco di Bari,  e De Magistris abbia un costo previsto di circa 6,2 miliardi di euro – tutti a carico dell’Italia – per realizzare i 146,6 kilometri del tracciato. Nel quale non ci sono lunghe gallerie, perché la maggior parte correrebbe in superficie, ma sono presenti molte interferenze. Un costo maggiore di quello della Torino Lione (4,7 miliardi di cui 2,9 a carico del Governo italiano per la tratta nazionale), con volumi di traffico attesi assolutamente inferiori.

Ma oggi ai margini della questione cosiddetta TAV si è consumata un’altra polemica, ch eper itoni ed i termini usati  non è detto non abbia strascichi in Tribunale. Oggi infatti si è riunto l’Osservatorio Governativo sulla Nuova Linea Torino-Lione, che ha visto due novità: l’assenza dei rappresentanti del Comune di Torino, di nomina Giunta Fassino, viste le scelte della maggioranza Appendino e l’ingresso al tavolo dei rappresentanti torinesi dell’API, Assocciazione che raggruppa le piccole e medie imprese. API Torino parteciperà quindi come invitata permanente ai lavori dell’Osservatorio per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. La decisione è stata assunta a seguito di una richiesta effettuata dalla stessa associazione direttamente al Commissario straordinario Foietta. “Dopo la scelta del Comune di Torino di abbandonare l’Osservatorio – scrive il Presidente di API Torino, Corrado Alberto -, abbiamo deciso di rispondere proponendo di concretizzare la presenza del territorio torinese attraverso il sistema delle imprese che rappresentiamo. La scelta dell’attuale amministrazione comunale torinese rischia di far perdere alle imprese e a tutte le forze economiche occasioni di sviluppo importanti. Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla realizzazione del nuovo collegamento ferroviario insieme agli attori del territorio che hanno a cuore il dialogo e lo sviluppo

A questo proposito i due pentastellati valsusini, il Senatore Marco Scibona e la Consigliera Regionale Francesca Frediani “reduci” dalla manifestazione di ieri a Susa (dove la stessa Frediani aveva detto che “il TAV” si fermerà solo quando avranno la maggioranza di governo”) hanno rilasciato un pesantissimo comunicato stampa: “L’ingresso dell’API nell’Osservatorio governativo sulla Torino-Lione è un’operazione di propaganda mirata a coprire mediaticamente l’uscita di numerose amministrazioni locali, ed in particolare l’ultima del Comune di Torino. L’Osservatorio – dicono i due – dovrebbe essere un organismo prettamente tecnico, ma ormai non è altro che un comitato di affari. Meglio sarebbe far cadere questo velo di ipocrisia e chiarire finalmente il ruolo di questo organismo che nulla ha avuto o avrà a che fare con il sistema di trasporto e la rappresentanza delle popolazioni interessate, ma solo con la propaganda di un’opera inutile. La defezione delle amministrazioni e in particolare l’ultima, pesantissima, del Comune di Torino, hanno evidentemente seminato il panico tra i sostenitori del Tav”.

Per ora sia Foietta che Delrio non hanno replicato queste parole decisamente fuori le righe. Lo stesso Commissario di Governo da noi chiamato telefonicamente ha risposto con un “No comment”, ma non è escluso che l’Avvocatura dello Stato sia già stata interessata della questione.