Plano risponde ai 5 Stelle sulle compensazioni La replica affidata ad un comunicato ufficiale diffuso via social network

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SUSA –  Cercare di telefonare in queste ore a Sandro Plano, cui l’uovo di Pasqua  con sorpresa grillina, rischia di andare per traverso, per avere una dichiarazione ufficiale è complicato. Il suo rapporto coi media non è mai stato molto diverso da quello che ad altri livelli romani ha il vecchio D’Alema con la categoria: “onorevole, posso farle una domanda?”, “l’ha già fatta” oppure “no perché sarebbe sbagliata” .

Battute a parte Sandro Plano affida la sua replica alle accuse nemmeno tanto velate dei Grillini di aver svenduto la linea Notav, per un … piatto di compensazioni, seppur con un escamotage semantico. ad un comunicato sindacale ufficiale anticipato via facebook  ancor prima di inviarlo alle redazioni locali.

“Lette le recenti dichiarazioni del Consigliere regionale Francesca Frediani ritengo necessario chiarire l’ambito delle cosiddette “misure compensative” connesse alla Torino-Lione e in particolare la questione riguardante il recupero del Teatro Civico.

Premesso che la nostra Amministrazione si è dichiarata, nel programma di mandato, contraria alla costruzione di una nuova linea ferroviaria ad alta velocità in Valle di Susa e che non sussistono ragioni valide a farle cambiare questa opinione, nel 2009 aveva redatto un progetto esecutivo e iniziato l’iter per il finanziamento degli interventi di consolidamento statico, ristrutturazione e adeguamento alla normativa di sicurezza con la richiesta di fondi al Ministero dei Beni culturali. L’Amministrazione subentrata aveva richiesto l’accesso ai Contributi europei per progettazione e opere di un importo di complessivo pari a 4.400.000 €.

L’Unione Europea ha concesso un contributo di 3.200.000 € condizionato a un cofinanziamento di 1.200.000 € e all’esecuzione e rendicontazione dell’intero intervento entro il 31 dicembre 2015. Quest’ultimo era stato inserito tra quelli previsti dal CIPE, nelle delibere in oggetto, per la Torino-Lione contestualmente a deroghe dal patto di stabilità per gli anni 2013-14-15.

L’esigenza di rispettare questi tempi ha indotto l’Amministrazione ad anticipare le spese per la progettazione esecutiva e le successive varianti dato che nel corso delle prospezioni archeologiche sono state riportate alla luce pavimentazioni e mura risalenti all’epoca romana. La mancata erogazione dei fondi da parte del CIPE stesso, in tempi utili, ha impedito la pubblicazione del bando di gara e la conseguente impossibilità di eseguire e rendicontare i lavori entro il tempo stabilito. Circostanza che ha obbligato la Regione Piemonte a revocare, con Determinazione dirigenziale n. 225 del 22 aprile 2015, il contributo europeo.

Questa situazione riveste particolare gravità dato che l’edificio, inserito nell’elenco dei beni culturali sottoposti a tutela (D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio), è stato dotato di copertura provvisoria e la stabilità di alcuni muri perimetrali è stata compromessa dagli scavi di sondaggio. Circostanza evidenziata dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio che con lettera n. 13354 dell’8 novembre 2015 (allegato 2) richiama il Comune agli obblighi conservativi di legge e richiede un “indifferibile intervento che ponga freno al complessivo degrado e restituisca al bene il necessario decoro”.

Ho incontrato, con il senatore Marco Scibona, il Segretario del Ministro ai Beni culturali per verificare possibilità di finanziamento dell’intervento, ma ci è stato detto che la disponibilità per questi interventi era sull’ordine di poche migliaia di euro. Stante l’urgenza di intervenire, si è chiesto alla Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di modificare la destinazione delle risorse, prevista nelle delibere CIPE sopra citate, tutte in capo all’intervento di “Recupero del Teatro Civico” ancorché ridotto al minimo indispensabile per ragioni di pubblica sicurezza e di tutela di un bene storico. Considerato inoltre che limiti imposti dal patto di stabilità al bilancio del Comune di Susa non consentono di utilizzare questi fondi, si è richiesto alla Regione Piemonte di diventarne destinatario e di realizzare l’intervento.

Nella riunione di lunedì 21 marzo ho semplicemente ribadito la necessità di risolvere in tempi brevi questo problema ed evidenziato alcune questioni legate agli interventi CIPE in capo alla Città metropolitana. In particolare la priorità di intervenire sul ponte della SS25 sul Cenischia per eliminare il rischio idraulico sull’area ex ASSA, sul ponte del rio Scaglione, sulla impraticabilità della soluzione proposta dalla Soprintendenza a riguardo del ponte di via Montello e sulla necessità degli interventi nell’ITIS Ferrari.

Ho dimostrato in più occasioni la mia indipendenza dagli ordini di Partito, non cambio idea sul Tav e sulla politica e mi dispiace sinceramente che qualcuno possa dubitare della mia buona fede. Non riesco a capire come mai una rotonda in valle di Lanzo è considerata come intervento della Provincia e una rotonda in Valle di Susa debba essere classificata come compensazione.

Sono andato con i miei colleghi Sindaci alle audizioni in Regione e Senato per ribadire le nostre tesi e non sono quindi andato a contrattare alcunché, ma mi sono mosso nell’esclusivo interesse della Città che ho l’onore di amministrare.”

E anche su questa dichiarazione ufficiale si sono scatenati i botta risposta che lasciamo agli appassionati del genere. Riportiamo solo il primo commento, che è proprio della Frediani, per chiarir il clima che sta montando fra alleati Notav:  “Sandro Plano non è questione di buona o cattiva fede. Hai sempre detto che avresti accettato le compensazioni, sei stato chiaro da subito. Permetti che manifestiamo il nostro disaccordo… ci saranno No Tav d’accordo con te e altri d’accordo con noi. Mi pare normale… o no?”.

Da sgarbiano convinto a Sandro Plano – che voglia o meno discutere di compensazioni – una sola preghiera: basta consumare territorio con inutili e costose rotonde, vero incubo dei poveri automobilisti e del paesaggio. Si provi a pensare ad interventi strutturali che siano in grado di creare economia, opportunità di attrarre investitori e sviluppo durevole. Oltre i marciapedi c’è un mondo da conquistare.