I “Vigili Urbani” della Bassa Valsusa saranno mai accorpati tra loro? Il Prefetto Saccone ha parlato di Polizia Locale ai Sindaci della Bassa Valle In vista una riforma nazionale del Comparto Sicurezza, ma il ritardo di crescita professionale comparato alla Cintura Ovest è enorme

BUSSOLENO – Durante l’incontro della settimana scorsa ad Avigliana, per la firma del protocollo d’intesa sui migranti, il Prefetto della Provincia di Torino Renato Saccone ha approfittato della presenza dei sindaci della Bassa Valsusa per lanciare un messaggio riguardo il controllo del territorio.

Saccone ha detto che, in un incontro – svoltosi a Torino pochi giorni prima – con le Forze dell’Ordine, i Prefetti di tutta la Regione e i dirigenti delle Polizie Locali è emersa la volontà dello Stato di arrivare a creare Comandi e nuclei omogenei di Polizia Locale territoriale composte da almeno 20 unità. Questo non è un argomento nuovo in Valsusa, nel tempo sono stati fatti alcuni tentativi, poi falliti, come ad esempio l’unione tra Condove, Caprie e Chiusa San Michele poi diventata Vaie e Chiusa San Michele. In Alta Valle il Consorzio di Polizia Locale è stato realizzato unendo il personale di tutti Comuni dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea ed è attivo nei Comuni di Rosta e Buttigliera Alta.

In altri casi le amministrazioni stanno utilizzando agenti provenienti da altri comuni; è il caso di Mattie con un agente da Rivoli. A Sant’Antonino si è tentata la carta della pattuglia da altri corpi in presidio notturno. Insomma tanti tentativi, idee, servizi con un problema comune a tutti: la mancanza di personale e anche un po’ un approccio ideologico all’espletamento delle funzioni. A partire dal fatto che in alcuni casi il personale è addirittura disarmato, certo poco formato e professionalizzato se non per volontà precisa di qualche Comandante, dove c’è, o qualche amministratore illuminato.

Di sicuro c’è un fatto: un agente del Nucleo Nomadi di Torino impegnato tutti i giorni in mezzo a guai ed un ambiente non certo fra i più raccomandabili, come quelli delle varie sezioni operative dei Comuni di prima cintura, prende lo stesso stipendio dell’agente del paesino, abituato al massimo a far notifiche, portare gonfaloni e svolgere compiti minori di polizia amministrativa. In molti casi il personale in servizio nemmeno si impegna a rilevare un banale incidente stradale, costringendo al superlavoro i Carabinieri delle stazioni.

Per non parlare di arresti in flagranza e/o attività di polizia giudiziaria, all’ordine del giorno e della notte in Città, mentre la maggior parte degli agenti qui va in pensione senza mai aver stilato un atto di p.g. se non forse qualche attività in materia urbanistica e mai fatto un turno ordinario di servizio di notte. Un nonsenso rispetto ad altre realtà quindi che si traduce in parità di costi costi senza erogazione di servizi: in questo caso dare sicurezza ai cittadini 24 ore su 24 e coadiuvare nel controllo del territorio le Forze di Polizia a competenza statuale, sollevandole da compiti di minor importanza,avendo ad esempio particolare cura della sorveglianze delle aree più marginali e isolate a mezza montagna.

Polizia Locale - Torino

Polizia Locale – Torino

Che l’argomento sia in agenda lo conferma il Presidente dell’Unione Montana Val Susa Sandro Plano. “Stiamo lavorando sul possibile accorpamento da diverso tempo, registro una disponibilità da parte di molti amministratori. Certamente l’argomento non è semplice perché gli operatori hanno a volte contratti diversi e poi c’è una certa resistenza da parte di alcuni amministrazioni che hanno il personale ma non vogliono che sia impegnato anche altrove. Credo comunque che il buon senso prevarrà”.

Il Disegno di Legge per accorpare la Polizia Locale a tutti gli effetti nel Comparto Sicurezza e non in quello degli Enti Locali giace come progetto di Legge alla Camera dei Deputati

Era il 2015 quando l’Ancitel comunicò che era stato presentato alla Camera dei Deputati, da parte dell’Onorevole (PD) Maria Gaetana Greco, il progetto di legge per “l’equiparazione tra i corpi di Polizia Locale e le Forze di Polizia dello Stato e per il loro inquadramento nel comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico”. Il progetto di legge prospetta l’equiparazione tra Polizia locale e Forze di polizia e il conseguente inquadramento della Polizia locale nel comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Da allora, comunque, non se n’è più saputo nulla.

Quanti sono i cosiddetti “Vigili”, cioé gli operatori di Polizia Locale, nel territorio dell’Unione Montana Bassa Valle?

Un primo dato, oltre quello meramente numerico, da considerare è l’utilizzo che le amministrazioni fanno dei loro dipendenti. La legge regionale in materia individua il numero di un agente ogni 1.000 abitanti il livello minimo ottimale. Nella realtà, oltre i contratti in essere, i “Vigili” – parola obsoleta già di suo –  non fanno solo i Vigili, scusate il gioco di parole, ma svolgono anche altre mansioni sul territorio; altri poi svolgono la mansione a tempo ridotto perché impegnati in altri uffici. Facendo una somma delle figure professionali in tutto il territorio che va da Caselette a Novalesa troviamo  39 Vigili distribuiti su 23 comuni composti da centinaia di frazioni.  Ma quel che il buon senso imporrebbe a volte, in tempi di spending review poi impone la norma. E i tempi sono maturi.

Caselette 1 Avigliana 5
Almese 2 S.Ambrogio 3
Villar Dora 1 Chiusa S.Michele 1
Condove 3 Caprie 0
Borgone 1 S.Antonino 2
San Didero 0 Vaie 2
Bruzolo 1 Villar Focchiardo 1
Chianocco 1 San Giorio 1
Bussoleno 5 Susa 7
Mattie 0 Mompantero 0
Meana 1 Venaus 0
Novalesa 0