Polstrada di Susa: più servizi e controlli nel 2016 non solo in autostrada Il Comandante Ezio Aime: "Le cause maggiori di incidenti sono disattenzione e uso degli smartphone alla guida, e chi non usa le cinture rischia sulla propria pelle"

polizia stradale 50

SUSA – Come ogni anno al cambio di calendario è tempo di bilanci e di report statistici per le Forze dell’Ordine, il bilancio delle attività del 2016 della Sottosezione di Susa di Polizia Stradale lo commentiamo insieme al Sostituto Commissario Ezio Aime, che comanda il reparto e che, per istituto opera essenzialmente sull’arteria autostradale del Frejus. Un nucleo di 50 operatori impegnati lo scorso anno in 3200 servizi in auto e 30 in moto, con 6620 infrazioni contestate, 106 patenti e 22 carte di circolazione ritirate e 44 veicoli sequestrati. Il che vuol dire garantire una media di oltre 2,5 pattuglie in servizio a ogni turno sui 92 kilometri dell’A32 e delle relative pertinenze.

Gli arresti sono stati 44;  38 persone sono state denunciate a piede libero,con una settantina di fascicoli giudiziari aperti e il sequestro 228 kilogrammi di stupefacente. In questo ambito va ancora ricordata l’Operazione “Orso Aligustre” che – iniziata da un attività investigativa autonoma proprio da parte del personale della Stradale di Susa – ha poi portato a settembre a sgominare una banda internazionale di ladri e trafficanti di auto di lusso che rubavano auto di lusso dai parcheggi dello Juventus Stadium e dal parcheggio di Caselle, per poi esportarle via Frejus all’estero.

“Si quella è stata una operazione – commenta Aime – di cui ovviamente andiamo orgogliosi, poi conclusa con quasi una quarantina tra fermi e arresti, anche in Elgio e Spagna, grazie a Interpol ed Eurojust, ma nata dall’intuito dei nostri agenti.”

Voi prevalentemente operate sulla A32, dove il limite è 130 kilometri all’ora nei tratti non di galleria. Sempre più stiamo assistendo a politiche degli amministratori locali per abbassare la velocità degli utenti nei paesi, sui tratti di statale che li attraversano, con velox, veri o  finti, rotonde, dossi e via discorrendo. Il mio è un parere di parte, da automobilista nemmeno troppo amante della lentezza, per usare un eufemismo, ma tutto questo attivarsi sulla riduzione della velocità è la strada corretta per prevenire gli incidenti. La sicurezza stradale è importante, ma i fattori sono diversi. O no?

“Ovviamente da operatori di polizia stradale dico che i limiti vanno rispettati. Però siamo tutti anche automobilisti e dovremmo guidare con buonsenso, ma sappiamo anche che guidando abbiamo commesso errori e soprattutto ci siamo distratti.

Detto questo accetto di fare un ragionamento a partire proprio dai dati operativi dello scorso anno. Noi abbiamo rilevato due incidenti mortali. Uno per l’automobilista che ha travolto in galleria un operatore della Società Ok Goal del Gruppo Sitaf, L’altro in bassa valle, con un morto e due feriti. Abbiamo fatto 718 controlli per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, con 18 positivi all’alcoolimetro e 1 agli stupefacenti. Gli incidenti sono stati 145, di cui 38 con feriti, 50 persone in tutto, e appunto 2 mortali. 

Delle contestazioni accertate 39 veicoli sono risultati senza copertura assicurativa, 221 per mancato uso delle cinture, 181 per uso del telefonino,   531 per conducenti professionali coltio a superare i limiti imposti alle ore di guida e 3317 autovelox.

 Tradotti i numeri in esperienza però dobbiamo fare alcune considerazioni di carattere generale. La prima causa di incidente è la distrazione del conducente che fa perdere il controllo del veicolo e la prima causa distrazione è l’utilizzo dello smartphone alla guida, peggio ancora se invece di telefonare lo si utilizza per messaggiare.  La prima causa invece di lesioni gravi o mortali a seguito di incidente è il mancato utilizzo delle cinture.

Abbiamo assistito a capottamenti e uscite di strad dove gli occupanti sono usciti indenni perché indossavano le cinture e “botte” nemmeno tanto impattanti con feriti che non avevano le cinture allacciate, con sfondamento dei vetri. Questa è la realtà che va prevenuta. Anche a 50 all’ora si possono creare incidenti se ci distrae. Anche perché sulle strade ci sono anche utenti più deboli: i ciclisti e i motociclisti. “Toccare” uno di loro con un’auto o un camioncino può uccidere a pochi kilometri all’ora.

Un altra concausa di incidente è la cattiva manutenzione dei veicoli. Un po’ per trascuratezza un po’ per la crisi economica che sta accentuando questo fenomeno: l’elemento più trascurato che a noi salta agli occhi e per cui facciamo controlli sono gli pneumatici sotto i limiti di tollerabilità di spessore del battistrada. Ma questo è un sintomo di probabile scarsa efficienza dei veicoli: freni,  meccanica in generale. Oltre al  fatto che si evita  di assicurare il mezzo.”

A proposito di motociclisti. Molti in valle li vedono come il fumo negli occhi ed in effetti qualcuno che scambia le salite al Moncenisio o al Monginevro per il Mugello c’è. Però spesso a causare gli incidenti, come diceva lei, sono altri utenti della strada distratti.

“Tutto vero. Noi insieme a Carabinieri e Polizia Locale nei week end di luglio e agosto abbiamo messo in opera un sistema di prevenzione efficace, anche con 30 pattugliamenti in motocicletta. In questi servizi su oltre 45o moto fermate abbiamo rilevato 40 violazioni al codice, con 4 sequestri di mezzi di cui solo 6 contravvenzioni per velocità, altre per gomme lisce o per alterazione degli scarichi – rimozione del cosiddetto db-killer – rilevati con il fonometro: Tuttavia va detto che per il numero di motociclisti che percorrono le nostre strade la guida in generale li connota come utenti non certo più indisciplinati degli automobilisti, anzi. Sul rumore e il disturbo qui a Susa e dintorni ci sono alcuni ragazzi con motorini che fanno ben di peggio. Noi ogni anno, come fa anche la Gendarmerie francese al Moncenisio, lavoriamo per e individuare e fermare quei pochi incoscienti che il loro comportamento creano non solo pericolo, ma screditano una categoria di utenti della strada.”

Se un tempo erano i TIR l’incubo delle nostre strade ora sembra che gli autisti di mezzi pesanti siano i più disciplinati.

“Ormai tra limitatore di velocità e il passaggio al cronotachigrafo digitale, i mezzi pesanti sono all’atto del controllo monitorati come se andassimo a leggere una scatola nera. Inoltre le sanzioni per la violazione dei tempi di guida sono aumentate e vanno conciliata sul posto, altrimenti scatta il fermo amministrativo del veicolo. Tutti i “trucchetti” del disco analogico, che si usavano fino a qualche anno fa sono saltati. Inoltre i controlli non li facciamo solo noi, ma tutte i servizi di polizia stradale europei, per cui non è  conveniente non ripsettare le prescrizioni. Invece stanno aumentando i passaggi di piccoli furgoni dell’est che trasportano collettame, privi di controllo in quanto mezzi sotto i 35 quintali i cui autisti, spesso polacchi, non usano l’autostrada, anzi a volte li abbiamo sorpresi a fare inversione ai caselli per non pagare i pedaggi. Queste persone putrroppo sono sfruttate e rischiamo di trovare autisti con alle spalle anche oltre 16 ore di guida.

Altri controlli li facciamo sui trasporti di animali vivi. Abbiamo accertato 12 infrazioni su trasporti di vitelloni e maiali, con anche fermo dei mezzi e intervento dei veterinari dell’Asl. “

Torniamo alla prevenzione e all’educazione. Con le scuole siete impegnati  in attività di prevenzione?

“Se ci invitano si e andiamo sempre volentieri. Con l’Istituto Enzo Ferrari di Susa abbiamo un rapporto di continuità in questo senso. Per cui l’invito è esteso agli altri Istituti. Siamo stati molto soddisfatti dell’interesse cha ha avuto la presenza del Pullman Azzurro a Settembrte in occasione del Moto&Rock Festival. Dove sono state coinvolete scuole dalle elemenbtari alle superiori. Un’esperienza che sarebbe utile ripetere, magari in modo itinerante. 

Altro nostro impegno con le scuole è la prevenzione in caso di viaggi con bus per le gite scolastiche. In questo caso interveniamo preventivamente alla partenza, controllando sia l’efficienza del mezzo che il rispetto delle disposizioni sugli autisti, andando a verificare all’indietro di 15 giorni, i servizi svolti, le pause ecc. Potremmo farlo per strada , ma così facendo evitiamo i disagi in caso di problemi rilevati in corso di viaggio.”

Ci vediamo sulla strada a cinture allacciate, con il consiglio di usare la testa per salvare i punti sulla patente, ma soprattutto non perderla, la testa, facendo altro quando si è al volante.

Il Comandante della Stradale di Susa Ezio Aime, con i ragazzi delle elementari e il Pullman Azzurro

Il Comandante della Stradale di Susa Ezio Aime, con i ragazzi delle elementari e il Pullman Azzurro