Polizia Stradale di Susa: nel bilancio 2017 meno incidenti sull’autostrada del Frejus e più sanzioni e attività preventiva Il Comandante Ezio Aime: "La distrazione alla guida per uso di smartphone il fattore più rischioso e preoccupante. Per essere sempre connessi ci si disconnette dalla realtà"

Una pattuglia della Polizia Stradale sulla A32 del FrejusUna pattuglia della Polizia Stradale sulla A32 del Frejus

SUSA – Alla base dell’attività di qualunque organo con funzioni di polizia e pubblica sicurezza, i migliori risultati si ottengono con la prevenzione, vale a dire mettendo in atto i servizi necessari a impedire che le condotte soggette a sanzioni o comportanti conseguenze penali avvengano. Il che in termini assoluti non sarà mai possibile, ma quando nel caso specifico della sicurezza stradale sul tratto di competenza diminuiscono gli incidenti e aumentano le sanzioni amministrative pecuniarie – le “multe” comminate è un segnale che si è svolto un buon lavoro. E’ questo il bilancio di sintesi del 2017 della operatività degli agenti della Sottosezione di Polizia Stradale di Susa.

Come ogni anno i dati dell’anno di servizio finiscono nelle relazioni del Compartimento di Polizia Stradale di Torino al Ministero Interni e Infrastrutture, per i rilevamenti statistici, e li commentiamo con il Sostituto Commissario Ezio Aime, che da alcuni anni comanda la Sottosezione Autostradale di Susa.

Meno incidenti e nessuno con esito mortale, ma più sanzioni: guida senza cintura, uso dello smartphone alla guida, stat di efficienza del veicolo (pneumatici, revisioni, ecc.), etilometro e per i conducenti professionali superamento delle ore guida, soprattutto. Indicatore del buon lavoro di prevenzione e di una autostrada piuttosto sicura. Anche perché questi dati contrastano con quanto accaduto sulle statali della Valsusa, dove oggi la velocità è ridotta da semafori, rotonde, limiti rispetto anche solo a quindici anni fa e invece gli incidenti gravi sembrano aumentare.

“Non ho i dati statistici di quanto accade fuori dalla arteria autostradale e dalle sue pertinenze, per cui non posso fare ragionamenti accurati. Ma credo che in via generale ci siano da fare alcune considerazioni in termini attuali di prevenzione e sicurezza stradale. Detto che la nostra attività si interseca anche con i flussi di utenze che dalle statali si immettono in autostrada o viceversa.  Oggi indubbiamente le vetture sono dotate di protezioni strutturali e sistemi attivi e passivi che limitano e riducono di molto gli esiti della sinistrosità stradale per passeggeri e conducente.

Ma rileviamo un aumento esponenziale dei fattori di rischio dovuto ad un elemento che sta diventando pericoloso persino per chi cammina a piedi in città o va in bici: la distrazione da uso di smartphone. E’ inutile avere il vivavoce se poi alla guida non solo si telefona, ma – cosa ancora peggiore – si mandano e leggono whatsapp o messenger, si naviga su facebook… Vivere sempre connessi vuol dire disconnettersi dalla realtà circostante. Questo spiega in autostrada incidenti che avvengono senza collisioni con carambole e rimbalzi e credo spieghi anche molti dei sinistri che avvengono sulle strade ordinarie. Ai 130 all’ora, bastano pochi secondi di distrazione per perdere la linea di traiettoria e finire sulle sponde o peggio addosso ad altri mezzi. Incidenti con questa dinamica un tempo li avremmo attribuiti ad un malore o al classico colpo di sonno. Ora al 95% sono conseguenza di uso dello smartphone alla guida. Tra l’altro una condotta piuttosto difficile da rilevare e sanzionare. Un motivo in più per insistere in campagne di educazione e prevenzione. Per telefonare c’è il vivavoce. Ma il reso alla guida va dimenticato. E devo dire che forse su questo i più giovani – alla guida – sono più rispettosi delle norme e del buonsenso di quelli della nostra età”.

E le cinture?

“Lo stesso vale per le cinture. Le generazioni intorno ai 50 anni decennio più decennio meno, hanno vissuto i tempio del senza casco, senza cinture, air bag, senza tante “diavolerie” elettroniche. Forse sanno anche guidare meglio, ma siccome se la sono sempre cavata ritengono che la cintura sia un optional.  Anche su questo bisogna alzare il livello di attenzione e di sensibilizzazione.  Ed essere chiari. Un ribaltamento o un tamponamento senza cintura vuol dire la differenza fra morire o condannarsi ad una vita di disabilità. Punto. Non c’è storia. Uscire dall’abitacolo in seguito ad una collisione comporta questo”.

Cambiamo argomento e parliamo di quanto è accaduto recentemente. Piccola nevicata e autostrada bloccata e in tilt per quasi una giornata. Statale 24 dell’Alta Valsusa intasata e altro blocco. Utenti e residenti inferociti, pesanti accuse sui social e su alcuni organi di stampa al gestore, ovvero Sitaf, ma anche qualcuna nel confronto delle Forze dell’Ordine. Si poteva evitare tutto questo?

“Facciamo una premessa. I fatti del 1° dicembre scorso sono stati conseguenza dello sbandamento di un mezzo pesante sul viadotto Ramat in discesa. Effettivamente a quel momento la nevicata era una spolverata di circa uno/due centimetri. Stiamo chiudendo in questi giorni la ricostruzione della dinamica dei fatti. Il TIR che si è intraversato in curva ha causato il coinvolgimento degli altri veicoli, comprese vetture, e qui va detto che è stata l’intelligente e rapido abbandono della vettura da parte delle occupanti a impedire una disgrazia, visto che l’auto poi è stata schiacciata da un altro TIR sopraggiunto. Tutto questo non sarebbe accaduto se l’autista del TIR che ha bloccato la carreggiata avesse rispetto le segnalazioni in atto: in gallera era segnalato di rallentare e procedere con prudenza. E anche i TIR che viaggiano sulle Alpi devono dotarsi di pneumatici invernali adeguati ed efficienti. Per loro come per tutti gli altri va detto che occorre pensare in anticipo a quanto accade con campi repentini di meteo. Adeguare la velocità, usare prudenza e una guida “delicata”, avere pneumatici invernali e/o catene a bordo. Noi facciamo i controlli, ma è impensabile fermare ogni veicolo che si immette in autostrada per verificare il rispetto delle prescrizioni. Questo tra latro aprirebbe un altro capitolo, su come comportarsi in caso di incidente in autostrada – cosa che nessuno insegna – ed evitare di essere un bersaglio. Lasciare subita la vettura se ferma in carreggiata e se possibile mai fermarsi se non nelle piazzole protette.”.

 Sono d’accordo e lo abbiamo visto anche in altre nevicate, soprattutto fuori dall’autostrada. Qui siamo in montagna e sembra la gente si sia dimenticata che d’inverno nevica e magari sale al Sestriere senza gomme da neve e vestito come andasse ad una serata in città. Però quello che mi interessa far comprendere come nelle emergenze neve o in caso di un incidente straordinario come si possa evitare la paralisi della Valle. Anche perché a quel punto, con maltempo, non potendo volare l’eliambulanza, un soccorso urgente troverebbe la strada sbarrata per l’Ospedale…

“In caso di emergenza le decisioni su come regolare i traffici sulla autostrada vengono prese congiuntamente da Sitaf e dalla Polizia Autostradale, cioè da noi, valutata la situazione in campo. Chiudere l’autostrada è sempre l’estrema decisione, a meno che questo non accada de facto, come appunto per un blocco per incidente. In caso di nevicata però l’azione degli sgombraneve e spargisale diventa inefficace se il fondo non viene percorso, perché il sale non “lavora”. La coda di TIR che si è avuta prima di Natale in salita è stata causata da un mezzo pesante che ha bloccato il traffico salendo verso il tunnel. Ancora una volta  con dotazione inadeguata di pneumatici. Bloccando peraltro così il passaggio degli sgombraneve. In quel caso la nevicata è stata di quasi un metro. Sul Brennero con altrettanta la neve la coda è stata di 12 ore e anche in Francia si sono realizzate lunghe code. In questo caso sono stati quasi subito fermati i mezzi pesanti a Valle, sin da Avigliana. Avere l’autostrada sempre percorribile quando è in atto una grande nevicata non è semplice. In casi estremi è possibile anche prevedere flussi regolati con la presenza di una safety car degli agenti di traffico della società autostradale. Quello che va evitato è che accadano eventi che in situazioni invernali ordinarie determinano le cause di un blocco. Capisco chi si lamenta, ma serve la collaborazione… preventiva e intelligente degli utenti”.

 Tutti pensano alla Stradale che fa le “multe”, meno alla attività di polizia giudiziaria. Nel corso dell’anno invece avete messo a segno più di una bella operazione.

“Queste indagini, nascono quasi sempre dai controlli ordinari che svolgiamo, si tratti del fermo di una vettura con il conducente che poi il personale nota con atteggiamenti strani e si scopre un corriere della droga, a indagini sul traffico di auto rubate e rivendute, come l’operazione “Bombolo”. Tra l’altro in questo caso riguardante non il furto di vetture di lusso a società o personaggi benestanti, ma di veicoli, utilitarie o furgoncini in uso a persone comuni. In totale abbiamo eseguito dieci arresti e scoperti  69 veicoli risultati rubati. Altre attività invece vengono svolte su delega della magistratura o in collaborazione con Torino.  Devo ringraziare il personale operante, perché ho davvero una squadra di ragazzi molto preparati.”

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Il Sostituto Commissario Ezio Aime, Comandante della Sottosezione di Polizia Stradale a Susa

Il Sostituto Commissario Ezio Aime, Comandante della Sottosezione di Polizia Stradale a Susa

Il bilancio delle attività in sintesi

Nel corso del 2017 parlano sono stati svolti  3.120 servizi di pattugliamento e  749 servizi con l’etilometro – quasi sempre nei week-end e in prossimità degli svincoli autostradali – rilevando 14 persone alla guida con livello alcoolemico tale da configurare il reato di guida in stato di ebbrezza. Nel complesso sono state ritirate 99 patenti di guida.

Gli incidenti sulla A32 del Frejus sono stati 134 rispetto ai 145 del 2016. I sinistri con feriti sono stati 30, con 42 persone coinvolte, in diminuizione rispetto al 2016:  38 incidenti econ 58 feriti. In uno degli incidenti è stata riscontrata alla guida una persona che è risultata positiva all’assunzione di sostanze stupefacenti, mentre in altri tre, altrettante persone, risultavano in stato di ebbrezza. Un dato pressoché pari a quelle dell’anno precedente.

  • Uso di smartphone alla guida: 240 sanzioni (181 nel 2016)
  • Guide senza cintura di sicurezza:  285 (221 nel 2016)
  • Sanzioni per l’efficienza dei veicoli: 243 (186 nel 2016) Soprattutto per uso di pneumatici sotto soglia spessimetrica (gomme lisce)
  • Mancata revisione del veicolo: 237 (220 nel 2016)
  • Assicurazione scaduta o non stipulata: 39 (idem nel 2016)

Per quanto riguarda i controlli sugli autisti professionali e sul traffico pesante, in particolare sul rispetto dei tempi di guida previsti,le violazioni sono salite dalle 501 del 2016 alle 548 nel 2017.

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