Portare il fungo di Giaveno sulle tavole più importanti del mondo Presentata ieri al Pacchiotti l'idea

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GIAVENO – Conferenza stampa di presentazione delle persone e del progetto per la valorizzazione del fungo di Giaveno, ieri mattina, presso l’Istituto “Giacinto Pacchiotti”. La prestigiosa struttura ospiterà, infatti, la neonata Associazione per la valorizzazione e la tutela del fungo.
A lanciare alcune suggestioni progettuali Enrico Maria Rosso, rappresentante della Camera di Commercio statunitense in Italia. Diverse però le realtà di Giaveno presenti e che si sono dette entusiaste di collaborare all’idea. C’era Donato Tamburrino, in qualità di micologo; Angelo Torelli, Presidente Unarco con Maurizio Canalis; Ivana Usseglio Viretta per la Pro-Loco e Claudio Aiello, Presidente della Fondazione Pacchiotti. Con loro anche Marco Corrini, esperto di marketing strategico. Al termine della presentazione, anche offerto un rinfresco del Caffè Commercio.

L’idea

Fare di Giaveno un presidio mondiale del fungo, non soltanto del porcino. Questo, naturalmente, avrà l’attenzione che merita. Ma, come viene fatto notare nei diversi interventi, è il fungo di per sé che può generare un indotto per la Val Sangone.
In tal senso vanno le due linee di indirizzo del progetto. La prima, la valorizzazione. La seconda, la tutela con l’ottenimento di diverse denominazioni, tra cui quella di origine protetta. Una serie di passi importanti, cui andrà affiancato uno storytelling di carattere storico.

“Creare economia e occupazione”

Il nostro obiettivo è creare economia e occupazione, partendo da una nostra eccellenza” ha spiegato Rosso. Per questo, sottolinea Corrini, “sarà necessaria l’internazionalizzazione” ovvero far sì che l’associazione e Giaveno possano diventare dei punti di riferimento in materia di fungo. Anche sotto il profilo della formazione. Infatti, Tamburrino ha evidenziato come non siano molti i centri in Italia ad alta formazione nel campo della micologia e Giaveno potrebbe prestarsi a ospitarne uno a carattere nazionale. “Non dimentichiamo che il mercato mondiale del fungo vale 35 miliardi di dollari – il dato di Corrini – ed è stimato che saranno 60 miliardi nel 2020”.
Siamo un’associazione che per statuto non vuole essere politica – ha poi sottolineato Rosso – ma siamo aperti a tutte quelle istituzioni ed enti che vorranno collaborare per valorizzare il nostro territorio”. Qualcosa “bolle in pentola”, ma i tempi sono stretti. Infatti, l’Associazione intende cogliere come sfida già la prossima ottobrina festa del fungo. A dopo l’estate!