Prima Linea è tornata in valle !!! Il libro di Ruggiero e Renosio racconta il terrorismo degli anni Settanta

prima linea

Per scoprire la storia, quella dei nostri paesi, a volte non è necessario scavare negli archivi polverosi, arrancare in battaglie tra elmi cavalieri o ancora di più tradurre dal latino epigrafi funerarie. Storia è anche ciò che successe appena quarant’anni fa, sembra poco è tantissimo. Ecco gli anni Settanta-Ottanta.

In quel periodo si può scoprire ciò che non si sa sapeva, o volte si ricorda confusamente, e ripensare a quanto in fondo come diceva Thomas Carlyle che: “La storia, una distillato di rumori”. I rumori in questo caso sono quelli delle rivoltelle, delle bombe, dei megafoni in piazza e delle manette che si stringono attorno ai polsi di giovanissimi ragazzi valsusini. Quant’è cambiato il mondo in questi anni è facile da capire osservando le parole. “Pici” ai quei tempi era il Partito Comunista, oggi un personal computer, il cellulare era un mezzo per usato dalla polizia e “SIM” era l’acronimo coniato dalla Brigate Rosse per Stato Imperialista delle Multinazionali.

Erano gli anni del terrorismo della lotta armata era il tempo delle Brigate Rosse e di altre sigle come gli Operai Combattenti Comunisti, Senza Tregua, Brigate Comuniste, Squadre Proletarie Combattenti. Un universo d’eversione e terrorismo di gruppo al tempo detto extra-parlamentare. Fra questi si ritagliò uno spazio tragicamente e tristemente importante un gruppo nato a Milano, cresciuto a Torino e allargatosi nella nostra valle: Prima Linea. Ecco scoprire che dalla valle provenivano Marco Fagiano, Stefano Milanesi e Gianni Maggi di Bruzolo. Entreranno nel gruppo armato anche Rita Cevrero e Sergio Zedda di Chianocco. Chi era Maggi? Soprannominato come “Ivan il Normanno” cresciuto a Bruzolo si era iscritto all’Università di Torino, Scienze Politiche, e lavorava in ferrovia. Alla politica militante si accostò giovanissimo, a tredici anni distribuiva volantini per lotta Continua tra gli studenti e davanti ai cancelli delle fabbriche. Davanti all’ASSA fu fermato dai carabinieri e arrestato. Scarcerato cominciò a collaborare e poi…le armi.

Quel mondo di eversione e assassini era fatto da giovani. Per aver partecipato alle iniziative di Prima Linea furono inquisite 923 persone, 722 uomini e 201 donne in età compresa tra i 20 e trent’anni, una su dieci era sotto i venti. Un pezzo di storia, forse “moderna”, che viene raccontata con dovizia di particolari e verve letteraria a quattro mani da Michele Ruggiero e Mario Renosio nel loro “Pronto, qui Prima linea” edito dalla Edizioni Anordest. Per chi volesse conosce quegli anni o riscoprirli la giusta occasione è leggere questo volume.

Il sito della casa editrice: http://www.edizionianordest.com/catalogo-collane/saggi-controcorrente/126-pronto-qui-prima-linea