Processione notturna a Rochemolles per celebrare la notte dei Santi Iniziativa dell'Associazione Vivi Rochemolles

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BARDONECCHIA – Grazie all’iniziativa dell’Associazione Vivi Rochemolles  il 31 ottobre a Rochemolles,  è stata riportata in vita una antica tradizione: quella della notte dei Santi. Il suggestivo borgo di Rochemolles, circondato da strabilianti colori autunnali, ha visto la partecipazione di tantissimi turisti e originari del luogo, in un clima di festoso tra caldarroste, musica, goffre. Un simpatico pomeriggio dove per le vie della borgata si potevano degustare ed acquistare alcuni prodotti tipici direttamente dai produttori locali. La sera una piacevole cena a lume di candela presso il ristorante ‘L Fouie, per poi proseguire con la processione notturna per le strade della borgata rischiarate dalla luce delle lanterne. Di quando in quando una sosta davanti a una mezun (casa) dove Alberto Trivero ha brevemente ricordato una persona vissuta uno o due secoli fa in quella casa: una vicenda drammatica, oppure straordinaria, o di coraggioso anticonformismo, narrazione preceduta da una breve esecuzione musicale del repertorio occitano, scegliendo un testo attinente alla narrazione, a cura del gruppo Sonadanso. Infine la manifestazione si è conclusa con una bicchierata di vin brulé presso la Bachà var la Gleise. Un celebrazione che ha avuto molto successo e che è stata accompagnata da una magnifica giornata di sole (mentre giù in pianura la nebbia era sovrana!). E’ il ricupero di un’antica tradizione, che ricordano solo alcuni tra i più anziani per averla sentita raccontata nelle vilhià invernali che si tenevano nelle stalle, piuttosto che per averla vissuta.  La notte dei Santi nei suoi riti si confonde con quella dei morti: confusione legittima, in quanto accomunate dalla stessa origine: la notte degli spiriti. Fu una delle principali celebrazioni del mondo celtico, poi fatta propria anche da quello romano dopo la conquista delle Gallie, nota con il nome di Samhain. Durava alcuni giorni, o più precisamente alcune notti, e si concludeva con quella che nel mondo anglo-sassone, anch’esso ricco di tradizioni celtiche, era nota come ‘All Hallows Eve’. Gli Irlandesi portarono negli Stati Uniti questa celebrazione, che poi si banalizzò e si diffuse col nome di Halloween e con questo nome ora riapprodò nel Vecchio Continente. Ma l’origine è nostrana. Nell’alta Valle di Susa la notte conclusiva era celebrata con una processione di lumini ricavati cavando una grossa rapa (non una zucca): questa veniva riempita di grasso, forse diluito con alcol per aumentarne la combustibilità, e in essa veniva collocato uno stoppino, poi acceso. Lateralmente venivano praticati dei buchi lungo la sua circonferenza, nella parte più alta, in modo da moltiplicare i lumini che venivano deposti sulle finestre e poi portati in processione per le strade delle borgate.