Processo ai Notav per la notte di fuoco al cantiere di Chiomonte del 19 luglio 2013 Il PM Rinaudo chiede condane esemplari fino a 6 anni per tutti i 7 imputati

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TORINO – In aula oggi in Tribunale a Torino per le requisitorie di accusa e difesa per il processo relativo ai fatti della notte fra il 19 e il 20  luglio 2013,relativi al lungo assalto notturno al cantiere – allora di LTF – della Maddalena a Chiomonte. Fu uno degli attacchi in stile militare più pesante subito dal cantiere. Almeno 300 attivisti e antagonisti giunti un po’ da tutta Italia mossero l’assalto al perimetro della zona rossa del cantiere, occupando anche la galleria Giaglione dell’autostrada A32 direzione Ovest, per diverse ore con incendio delle barricate create con legname e copertoni. Alla fine si contarono molti feriti fra le Forze dell’Ordnie e anche fra i dimostranti. Una decina dei quali vennero fermati con successiva conferma in stato di arresto. Nessuno della Valle di Susa, ma giovani legati a gruppi anarchici o di estrema sinistra provenienti da Roma, Trento, Potenza, Milano e Torino. E sette dei quali sono oggi a processo, mentre per due di loro – fra cui una ragazza – la posizione è stata già stralciata in altri procedimenti e processi.

Fu, come hanno confermato nei verbali e poi in aula i Dirigenti dell’Ordine Pubblico e molti agenti e Carabinieri, un’azione preordinata, condotta in più fasi, da persone travisate, vestite di nero, dotate di maschere anti-lacrimogeni, caschi, scudi. Truppe che  lanciavano e comunque utilizzavano pietre, bottiglie molotov, bengala, razzi di segnalazione, artifizi pirotecnici resi più offensivi dall’impiego di tubi di lancio artigianali,  tali da rendere il lancio più potente e creare pericolo il persoanle esposto al tiro al bersaglio da più parti. E le cui numerose tracce furono poi recuprate sul campo, dopo gli scontri, in numerosi zaini abbandonati o sparsi nei boschi. Cosa che solo in parte  – in via preventiva – era già riuscita attraverso una serie di controlli su manifestanti che si erano dati appuntamento in Val di Susa un po’ da tutta Italia e anche dall’estero.

Quella notte gli stessi Pubblici Ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, vissero la notta all’interno del cantiere insieme al personale di polizia impegnato a garantire la sicurezza del cantiere.

Oggi in Aula in Tribunale a Torino, il dottor Rinaudo ha chiesto per tutti gli imputati condanne a pene comprese fra i 5 e i 6 anni di carcere, per una serie di reati in concorso che vanno dal porto di armi improprie e oggetti atti ad offendere, alla resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, alla violazione di ordinanza per finire al porto di armi  di guerra, per l’utilizzo di bottiglie molotov.

Sono ancora in corso le requisitorie degli avvocati della difesa. Poi si saprà la data in cui la Corte si pronuncerà.