Quale Turismo per le Terre e Valli di Susa? L'Unione Montana Valle di Susa ha incontrato a Susa l'ATL Turismo Torino e le Imprese turistiche

Il Presidente dell'Unione Montana Valle di Susa Sandro Plano, con Patrizia Ferrarini Presidente di ASCOM Susa, gli Assessori a Turismo e Cultura Emanuela Sarti e Antonella Falchero (Foto Marco Cicchelli)Il Presidente dell'Unione Montana Valle di Susa Sandro Plano, con Patrizia Ferrarini Presidente di ASCOM Susa, gli Assessori a Turismo e Cultura Emanuela Sarti e Antonella Falchero (Foto Marco Cicchelli)

SUSA – E’ stata una serata lunga ma appassionata quella di giovedì sera in Comune a Susa dove il vertice dell’Unione Montana Valle di Susa (la fu Comunità Montana Bassa Valle di Susa) guidata da Sandro Plano insieme agli Assessori Emanuela Sarti – Turismo – e Antonella Falchero – Cultura ha incontrato lo staff direttivo dell’Atl Turismo Torino, guidato da Daniela Broglio, il personale dell’Ufficio ATL di Susa e le imprese, rappresentata da Patrizia Ferrarini, Presidente di ASCOM Susa. In sala anche artigiani, operatori turistici, la Pro Susa ed altri addetti ai lavori e ovviamente l’Assessore a Turismo e Commercio di Susa , Erika Liuzzo.

Il tema dell’incontro, detto che la serata “I like Susa” fa parte del regolare confronto fra amministrazioni e operatori che l’ATL Turismo Torino organizza sul territorio provinciale è stato inevitabilmente come conciliare opportunità e punti di forza del territorio, con una frequentazione “spendente”, in grado di portare vera economia. Fermo restando che non tutto il territorio ha una attrattività tale da muovere numeri di visitatori considerabili. E qui nasce il primo equivoco di fondo, subito, chiarito all’intervento di Daniela Broglio“Distinguiamo bene che cosa è turismo e che cosa è tempo libero. Quei visitatori di giornata, che non pernottano almeno una notte e che quindi appartengono alla categoria tecnica degli “escursionisti” non sono turisti. Naturalmente contribuiscono a fare massa e volume di affari, purché fruiscano dei servizi del territorio.”  Un esempio è quello dato dai visitatori del bene faro numero 1 della Valle: la Sacra di San Michele, che, come ha detto l’Assessore Antonella Falchero, che questo ruolo riveste anche a Sant’Ambrogio: “Sono stati oltre 100.000 i vistitatori del 2015, che solo di sbigliettamento hanno lasciato 800.000 euro di ricaduta.” Buoni numeri, forse persino sottostimati.

La Broglio ha poi ricordato come il Progetto della Via Francigena, itinerario nazionale ed europeo, trovi una declinazione molto importante in Valle, toccandola tutta:  In questo settore di Alpi  il percorso si snoda per oltre 170 kilometri, con due storiche varianti, a partire dal Moncenisio e dal Monginevro verso il fondovalle, sino alle porte di Torino: ai molti pellegrini ed escursionisti che attraversano la Via Francigena in Valle di Susa è offerta l’opportunità di conoscere  la valle, le sue emergenze artistiche e t ricostruire, attraverso un turismo dolce  un mosaico culturale unico. Su questo abbiamo innestato un vero  e proprio Club di prodotto, che trova riconoscimento in strutture ricettive, trattorie, servizi.”

Anche i dati del turismo su Susa, confermano una lieve ripresa, fermo restando che anche il cosiddetto turismo business legato a motivi di lavoro, fa parte dei numeri registrati: 10.356 arrivi /28.846 presenze nel 2015 contro i 9.119 / 22.800 del 2014 sulle 12 strutture ricettive per 412 posti letto totali censiti da Turismo Torino. Numeri forse inferiori alla realtà vista la natura di alcune strutture gestite da onlus religiose.

La Liuzzo ha fatto il punto sui 3 grandi Eventi fra agosto e settembre: il Campionato del Mondo senior di Corso in Montagna. il raduno delle Penne Nere del Nord-Ovest e il Motoraduno, invitando tutti ad una operazione di simpatia ed accoglienza: “Sarà una vetrina straordinaria. Sforziamoci di accogliere al meglio e con la massima disponibilità gli ospiti. Saranno i nostri migliori biglietti da visita”.

Plano e la Sarti hanno ricordato come gli amministratori della Bassa Valle siano andati letteralmente a scuola di Turismo con un guru del settore, il professor Bruno Bertero,  ora finito a fare il direttore marketing di Turismo FVG. “Il nostro obiettivo – rispondendo ad un compito istituzionale previsto per le Unioni – cioè occuparsi di Turismo, per vedere di organizzare un prodotto di marketing territoriale. Fermo restando che la Valle andrebbe vista come un’unica destinazione, perché al netto del periodo neve, che è un prodotto specifico, tutto il resto va visto come un’unicum di opportunità e di emergenze storiche culturali e ambientali su cui attrarre utenti, sia di giornata che turisti soggiornanti. E ci è stato detto che il nostro marketing deve puntare al turismo culturale, cicloturismo ed escursionismo outdoor, e ovviamente sulla Via Francigena.” “Però poi a Susa – ha detto Plano – io ho l’area camper praticamente occupata tutto l’anno e i parcheggi pieni di motociclisti stranieri per quasi 5/6 mesi. E di pellegrini ne vedo ben pochi. Forse qualche riflessione aggiuntiva andrà pur fatta su quanta ricaduta hanno certo progetti. Inoltre ci viene sempre detto che dobbiamo promuover ei prodotti tipici. Ma poi i prodotti tipici che già son pochi, hanno numeri risibili di produzione. E anche su questo qualche riflessione andrà pur fatta, visto che l’agricoltura delle nostre montagne era di sussistenza e la Valle da Susa in giù viveva di industria, caserme e servizi da oltre un secolo.”

Giustamente la Falchero ha poi ricordato come il territorio della valle invece si “presta benissimo al turismo scolastico, che in gran parte è fatto di visitatori di giornata, anche se i rifugi alpini della Bassa Valle lavorano molto con scuolel e didattica ambientale. E che se fosse maggiormente strutturato potrebbe dare numeri ancora più significativi.”

L’intervento di Plano è stato quasi un assist per la Ferrarini, che ha accennato al progetto “ALPSMOTO.TOURS” avviato da Ascom e finanziato da Camera di Commercio e Gruppo CLN-Magnetto. “Senza che mai sia stao fatto nulla per il marketing di settore i motociclisti vengo no da mezza Europa, inm particolare dall’area di lingua tedesca, Germani, Austria e Svizzera, sull enostre montagne, perché abbiamo una rete di oltre 800 kilometri di strade sterrate ex militari d’alta quota e 3 valichi alpini asfaltati. Un patrimonio unico che rischiamo di perdere se non si interviene per conservarlo. A partire dalla galleria del Pramand. Abbiamo calcolato, estrapolato i dati proprio di Turismo Torino che solo nei mesi di settembre/ottobre quel mercato del nord,  vale 19.216 presenze nel triennio. Calcolando un minimo di spesa di 100 €/g arriviamo a circa 2 milioni di € solo per questo periodo ristretto di fatturato per le imprese locali. Il che riportato su tutto l’anno e considerati italiani e francesi ci porta ad una abondantante sottostima di almeno 30.000 presenze/anno. Con un fatturato  non inferiore a 2 milioni/ anno.

Ma tutto questo non può più essere regalato. Non si capisce perché un parcheggio a strisce blu costa a Torino 2 e/ora e questo patrimonio sia gratuito Oltretutto gli stranieri sono abituati a pagare  e parecchio per percorre strade di montagna. Noi faremo il Club di Prodotto come albergatori e servizi. E dall’anno prossimo con i ristoratori. Ma pensiamo chje si indispensabile regolamentare l’uso delle strade, ma renderle fruibili a pagamento attraverso una vignette. Il che se si trova una forma associativa fra Enti e privati ci consentirebbe di investire nella manutenzione, conservando il patrimonio, che andrebbe anche meglio valorizzato sul percorso stesso con una immagine coordinata.  Il progetto va avanti con la collaborazione di Città Metropolitana e siamo ottimisti che si possa arrivare ad un piano comune di territorio. E a metà setembre con la collaborazione del Motoclub, organizzeremo un grande evento, il MotorockFestival. Tre giorni di spettacoli e tour guidati e accompoagnati in moto per far conoscere la Valle.”

“Per quanto riguarda i prodotti, come Presidente della Strada Reale dei Vini Torinesi – ha aggiunto la Ferrarini – devo ricordare che almeno questa eccellenza in Valle ce l’abbiamo. Stiamo lavorando per promuovere ulteriormente le strutture e i nostri produttori, che forse, non tutti, devono fare uno sforzo di orgoglio in più e collaborare meglio fra di loro. Il vino può e deve essere un prodotto vetrina della Valle, su cui migliorare il marketing e anche costruire e migliorare la ristorazione,usando i pochi prodotti locali per il consumo in Valle.” 

Dopo alcuni interventi dal pubblico – nel quale era presente una folta delegazione del Motoclub Susa Adventure – fra cui quello di Nilo Durbiano che ha ricordato che partito con la suggestione di un percorso a tema sui Gufi, ha sviluppato un artigianato locale e ospiterà nel 2017 a Venaus un Convegno mondiale di su questo amatissimo animale. “Investirò oltre 300.00 euro e ne porterò sul territorio quasi il doppio”, ormai a mezzanotte, Plano ha chiuso la serata. Con una riflessione: “Di sicuro i tempi degli anni ’80 sono finiti e tutti insieme sarebbe meglio facessimo uno sforzo per cambiare mentalità. Vanno sviluppate nuove attrattive turistiche, rispetto a quelle storiche, investendo sullo sport e su pacchetti promozionali. Dobbiamo coordinarci e lavorare di più sugli eventi, pur facendo i conti con le casse vuote. Superando anche alcuni aspetti divisivi che – non lo nego – la Valle ha e paga.  Dobbiamo collaborare di più con le associazioni , fra gli imprenditori e le varie ProLoco. Per fare turismo, tempo libero, ma anche ritrovare un po’ la voglia di divertirci noi per primi, che in Valle ci viviamo.”