Un trombone Fiorenzo Combetto

combetto

CHIANOCCO – Non so se sono stati inventati prima gli alpini o prima Fiorenzo Combetto , ma nel dubbio ho cercato in libreria e ho aperto la Treccani, ma l’enciclopedia non fornisce la definizione giusta per descrivere Fiorenzo. Prendete ad esempio il termine fanfarone. Così cita la famosa enciclopedia: “Chi si vanta di aver compiuto o di poter compiere grandi imprese di cui non è realmente capace; spaccone, millantatore, smargiasso”. Vero, anzi verissimo. Però ecco che nella regola c’è sempre un’eccezione e questa sia chiama Fiorenzo Combetto. Lui una fanfara con tenacia e caparbietà l’ha costruita, unita e portata in tutta Italia a suonare. Dobbiamo adesso fare un piccolo passo indietro e prima di avventurarci tra le note della Fanfara degli alpini della Valsusa conoscere il nostro personaggio. Combetto da Chianocco da ragazzino di arrabattava con mille lavoretti poi ecco la chiamata a naja. Magro, lungo come un grissino con due orecchie così eccolo alle prese con le truppe alpine tra marce, guardie e qualche punizione. Messo il capello alpino il testa gli si incollò senza più venir via e così iscritto al gruppo del suo paese pian piano ne prese confidenza fino a diventarne capogruppo per ben 39 anni! Non contento dell’attività delle pene nere di Chianocco una notte, forse colto da insonnia musicale, o forse dopo una cena pantagruelica eccogli nascere l’idea. Gli ingranaggi nella testa del buon Combetto cominciarono a girare a suon di marcia militare e alla fine lo spartito doveva essere battezzato “Fanfara sezionale”. Dal dire al fare… capirete bene che c’erano mille difficoltà. Bisognava trovare i musici in tutta la valle, un maestro, le divise e convincere il consiglio sezionale a finanziare il progetto. Così ecco Combetto al capezzale del presidentissimo Franco Badò per illustrare sua idea, presentare il suo progetto. Immaginiamo il buon Badò travolto da quella valanga di Combetto cosa possa aver detto, “ma si, però” oppure “e chi li trova i musicisti?” o “non è mica semplice mettere insieme una fanfara!”. Combetto che era un idraulico e saldava tubi tutti il giorno per realizzare impianti funzionanti applicò lo stesso sistema. Prese un musicista alla volta, uno qua uno là, convinse Rinaldo Vair maestro della banda di paese ad amalgamare il tutto. Ed eccoci a Sant’Antonino una sera del 1975 con il primo concerto di marce militari. Poi ci fu l’adunata a Firenze e via via la vita della Fanfara prese avvio senza fermarsi più. In tanti anni sono cambiati i maestri, tanti musicisti, le divise ma due cose sono sempre presenti con la Fanfara Sezionale Valsusa. La prima è il gonfalone, l’altro è sempre al suo fianco: Fiorenzo Combetto. Ora converrete che bisogna dar merito a Combetto di aver realizzato tutto ciò. Che poi sia un musone, testone, ostinato a volte irritante non importa. Solo uno della sua tempra sarebbe riuscito in un impresa simile. Chi c’è più fanfarone di lui, Treccani a parte?